DIRETTIVA

Diritto d’autore, il Governo: “Fermi sulle nostre posizioni”

Il sottosegretario Crimi ribadisce il punto di vista dell’Italia nel dibattito europeo sulla riforma del diritto d’autore. Tutte le parti puntano a chiudere la partita il 13 dicembre, prossimo round lunedì prossimo

Pubblicato il 28 Nov 2018

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Diritto d’autore, l’Europa spinge per chiudere l’accordo sulla nuova direttiva entro il 13 dicembre, ma la partita è ancora tutta da giocare nonostante sia già in corso di discussione – si apprende da fonti europee – l’articolo 13 (l’11 non è ancora stato affrontato).

L’Italia dovrà dare una dura battaglia per mantenere le posizioni finora espresse – in contrasto con quelle di Francia, Germania, Spagna – e punta a ottenere un blocco nelle trattative. L’ago della bilancia sarà rappresentato dalle posizioni dell’Austria che presiede il Consiglio.

“Teniamo ferma la nostra posizione sul diritto d’autore e lo facciamo anche nel dialogo in corso con la Commissione e con il Consiglio europeo” ha detto il sottosegretario all’Editoria Vito Crimi in replica a un articolo pubblicato su Quotidiano.Net secondo cui nel trilogo di lunedì scorso il Consiglio Ue ha ottenuto “che i governi contrari, come quello italiano, non riuscissero a bloccare l’accordo”.

“Grazie all’impegno del Movimento 5 Stelle – aggiunge Crimi – la mediazione sta andando avanti e il testo verrà migliorato. E’ del tutto falso che noi siamo contro ‘ogni forma di tutela del diritto d’autore’: noi siamo contrari agli articoli 11 e 13 che, viceversa, ammazzano la tutela dei diritto d’autore. Quindi l’esatto contrario. Gli unici a trarre beneficio da questa proposta sarebbero i grandi editori, i piccoli invece ne uscirebbero a pezzi, come già avvenuto in altri paesi. Noi vogliamo la tutela del diritto di tutti gli autori e per questo continuiamo a batterci e otterremo un bel risultato”.

I negoziati sono in corso da due mesi. Dopo l’ultimo round negoziale di lunedì scorso tra Consiglio Ue rappresentato dalla presidenza austriaca, Commissione ed Europarlamento, ne sono già stati fissati altri due, il 3 e il 13 dicembre. L’ideale, fanno sapere a Bruxelles, sarebbe arrivare a un’intesa proprio il 13, ma il suo raggiungimento al momento pare tutt’altro che scontato.

Finora si è giunti a un compromesso sui punti politicamente più facili della direttiva. Ancora da definire i due articoli più controversi, l’11 e il 13 che accendono i riflettori sulla protezione degli snippet degli articoli giornalistici o il sistema di monitoraggio da parte delle piattaforme di contenuti coperti da copyright.

Secondo una proposta del Consiglio potrebbe essere stabilito un diverso approccio tra utenti commerciali e non commerciali: le piattaforme dovrebbero ‘bloccare’ solo i contenuti non autorizzati dei primi e non dei secondi. Restano ancora aperti i nodi della definizione di ‘notizia’ e di ‘grandi piattaforme’ in modo da escludere le pmi dagli obblighi sul copyright, la remunerazione dei giornalisti, alcuni aspetti del data mining, la questione degli eventi sportivi e del deposito delle opere prime. L’intesa sul testo legislativo finale dovrà giungere in ogni caso al più tardi entro l’ultima plenaria di marzo dell’Europarlamento, affinché sia approvata prima dello scioglimento.

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