MOBILE APPS

Driving Mode, Google punta sulle mappe personalizzate

Big G abbraccia la tecnologia “push” per rispondere alle domande dell’utente in modo proattivo: la app ora suggerisce mete e tempi di percorrenza

Pubblicato il 18 Gen 2016

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Le Mappe di Google evolvono per diventare sempre più personalizzate, a tal punto da essere capaci di indovinare dove l’utente vuole andare quando entra in macchina e attiva l’app su cellulare. Google sta spingendo sull’utilizzo del suo sistema operativo mobile Android e sull’impiego di speciali algoritmi per prevedere in modo più accurato quello che i suoi utenti desiderano.

E’ così stata messa a punto una nuova funzionalità per le Mappe chiamata Driving Mode che suggerisce mete e tempi di percorrenza per giungere a destinazione, senza che l’utente debba effettuare alcuna selezione. Questo è possibile perché la tecnologia di Google analizza in quali posti l’utente è già stato, dove si trovano la sua abitazione e il luogo di lavoro (dati che Google raccoglie o dalle informazioni conservate nella app delle Mappe o dal ripetersi delle visite in determinati luoghi) e cerca le destinazionsi nell’app Maps o sul motore di ricerca di Google che l’utente ha già visitato. Combinando i dati sui luoghi con quelli sugli orari in cui l’utente si sposta, ecco che Google Maps suggerisce dove andare e calcola i tempi per lo spostamento.

Se insomma l’utente ogni giorno alle 8.30 esce di casa per andare in ufficio, Google Maps gli imposta destinazione e percorso senza che l’utente debba farne richiesta. Ma anche, se l’utente ha effettuato una ricerca da cellulare per trovare un certo negozio, appena entra in macchina, Maps gli propone come destinazione quel negozio e calcola quanto impiegherà ad arrivarci.

Un servizio del genere fa parte di una precisa strategia da parte di Google: rispondere alle domande dell’utente in modo proattivo, anziché aspettare che siano le persone a lanciare la ricerca online. Questo cambio di paradigma viene adottato perché l’attività online si sta trasferendo sempre più sugli smartphone, dove è spesso meno agevole digitare per effettuare una ricerca rispetto a un computer vero e proprio, ma che permettono ad aziende come Google di raccogliere molti più dati sul comportamento e le abitudini degli utenti.

Un altro esempio di queste innovazioni è Google Now, l’assistente digitale personale lanciata nel 2012: usa i dati di email, agende e Gps dello smartphone per dare suggerimenti e ricordare impegni. Una vera tecnologia “push” che Google cerca di integrare in modo sempre più capillare nelle sue app mobili, a partire dal motore di ricerca e ora anche sulle Mappe. La feature Driving Mode sarà inclusa nella versione aggiornata dell’app Google Maps che sarà rilasciata nei prossimi giorni.

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