LO STUDIO

“E-commerce spauracchio dei piccoli negozi. La soluzione è il click and collect”

Ricerca Confesercenti: i piccoli esercenti ancora incerti sull’utilizzo del digitale. Il segretario generale Mauro Bussoni: “Vanno promossi cambiamenti culturali e organizzativi”

Pubblicato il 20 Nov 2015

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L’e-commerce fa paura ai commercianti tradizionali: se il 55% vede nell’online una possibilità di crescita, infatti, il 31% teme che il commercio elettronico, a lungo andare, possa far scomparire la rete di vendita tradizionale. E’ quanto emerge da uno studio commissionato da Confesercenti sul commercio elettronico, realizzato in collaborazione con l’istituto di ricerca Swg e l’Osservatorio innovazione digitale del Politecnico di Milano. Per sopravvivere, secondo il 48% degli intervistati, i negozianti dovranno abbracciare l’e-commerce, e secondo la stessa percentuale i social network sono il canale dove investire per la promozione della propria attività.

Nel dettaglio, il 12% degli imprenditori intervistati utilizza già Internet come canale di vendita, il 38% prevede di farlo, mentre il 42% non è interessato. Tra colo che sono già presenti online, il 53% si affida a un proprio sito e il 51% a eBay. Seguono la vendita attraverso social network (16%), Amazon (7%) e altre piattaforme (6%).

Scelte che sono per il momento in contrasto con un settore particolarmente dinamico, che nel 2015 in Italia vale 7,2 miliardi di euro, e in cui gli italiani che possono definirsi “web shoppers” sfiorano i 17 milioni, grazie anche alla grande diffusione degli smartphone.

Ma dalla ricerca emerge come le imprese di minori dimensioni siano ancora dubbiose sull’investire nelle piattaforme commerciali via web. Infatti, se da un lato oltre l’80% dichiara di avere investito in almeno una innovazione digitale, soprattutto per fare promozione dei propri prodotti o per farsi conoscere (coupon digitali, pubblicità via web, e-mail, sms o social network), solo il 20% di chi possiede un sito permette oggi di acquistare on-line.

“A nostro parere – afferma Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti – nel medio-lungo periodo le grandi piattaforme, che possono dirottare anche risorse notevoli in pubblicità e marketing, fagociteranno i piccoli venditori e i grandi produttori predisporranno sempre più canali diretti di vendita, come succede già oggi. Un’alternativa più realistica ed efficace potrebbe essere, invece, la trasformazione dell’attuale rete in multicanalità, promuovendo anche un cambiamento culturale e organizzativo: un po’ commercio tradizionale (con il punto vendita) e tanto servizio per il click and collect, cioè la possibilità di ordinare un prodotto online ma di poterlo ritirare in negozio e lì completare l’acquisto”.

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