Ormai è un dato di fatto, la realtà virtuale non è più solo un interesse di pochi developer, che si divertono a testare dei trials, ma sta diventando un fattore, con cui a breve gli utenti finali potranno interagire in pieno.
Questo si era già intuito ad inizio gennaio, precisamente al Ces 2015 di Las Vegas (la maggiore manifestazione tecnologica Usa), dove la virtual reality aveva occupato una buona parte della fiera, presentando novità sempre più interessanti e poi è stato confermato anche dal fatto che Facebook , si è messa alla ricerca di 1200 nuove figure professionali da impiegare in questo settore.
Infatti, la creatura di Mark Zuckerberg, è la proprietaria del maggior brand di realtà virtuale, ovvero Oculus VR, società fondata da Palmer Luckey e Brendan Iribe, attraverso una campagna di successo su Kickstarter, che riuscì inizialmente a raccogliere 2,4 Milioni di dollari, finchè nel marzo del 2014 ci fu il grande salto con l’acquisizione da parte di Facebook per ben due Miliardi di dollari ed il cui prodotto di punta è il visore (chiamato anche headset), Oculus Rift.
Le novità, poi, sono continuate per tutto il primo mese dell’anno, basti pensare che Best Buy negli Stati Uniti, ha annunciato di iniziare a vendere agli utenti finali, per $ 199,99, il Samsung Gear VR (headset della Samsung prodotto in collaborazione con Oculus VR), facendo in modo che per la prima volta, uno dei rivenditori più onnipresenti d’America, abbia iniziato ad offrire un visore per il mercato consumer.
Poi c’è stato anche l’interesse di Mozilla, che ha introdotto un’interessante novità nello sviluppo di Firefox, introducendo nel suo browser il modulo WebVR, che fa in modo di utilizzare la tecnologia VR; per cui ora gli sviluppatori di terze parti saranno in grado di implementare il supporto ai device con l’Oculus Rift.
Ma senza dubbio, la definitiva controprova che qualcosa sia cambiato c’è stata a fine gennaio al Sundance Film Festival, uno dei più importanti festival cinematografici dedicato al cinema indipendente, che si tiene ogni anno nello Utah.
Al festival, Oculus VR, oltre ad annunciare la nascita di Story Studio, una nuova divisione che avrà l’onere di produrre film in modalità di realtà virtuale, grazie all’apporto di nuovi arrivati nel team, ovvero i veterani della Pixar, ha presentato anche il primo film interamente girato in realtà virtuale, dal titolo Lost.
Si tratta di un corto di cinque minuti, diretto da Saschka Unseld, un ex animatore Pixar, attraverso il quale è possibile scoprire le potenzialità della realtà virtuale e la sua applicazione al linguaggio cinematografico.
Lost narra la ricerca di una mano meccanica nel ritrovare il proprio padrone, ovvero un robot che vaga in un bosco, realizzato per il nuovo prototipo di headset Crescent Bay, nel corto, lo spettatore riesce ad immergersi in una situazione virtuale in prima persona, muovendo la testa ed esplorando tutte le scene a 360 gradi, aiutato da una lucciola che interagisce con i suoi movimenti.
Entro la fine dell’anno saranno pubblicati anche altri corti, come Bullfighter, in cui ci si ritroverà all’interno di una corrida ed Henry una commedia con un riccio come protagonista.
Da poco iniziato febbraio, già una notizia interessante promette di tenere banco nei giorni a venire, grazie ad LG, che ha annunciato la sua entrata nel mondo della realtà virtuale, presentando il suo dispositivo LG VR per G3, di cui, per ora, non si conosce il prezzo o la disponibilità e creato insieme a Google, con l’intenzione di competere con il prodotto della Samsung (Gear VR).
Nei prossimi mesi, il trend non si fermerà certo ai media o ai film, per esempio già da marzo, al MWC 2015 di Barcellona, la GSMA (GSM Association), insieme ad Oculus, presenterà Virtual Reality @ Innovation City, un esperimento che permetterà ai visitatori di entrare in modo virtuale nella rete mobile.
Sempre di più diversi settori saranno interessati come: giochi, social network, e-commerce e soprattutto lo sport in diretta ed in streaming.
A spingere la realtà virtuale, oltre il fatto di essere una grandissima novità per i consumatori, che potranno esplorare un rivoluzionario sistema di fruizione dei contenuti, ci potrebbe essere il grosso interesse da parte dell’advertising per un nuovo business.
Per esempio, le varie aziende sarebbero in grado di pubblicizzare i loro prodotti direttamente in un film o durante un evento sportivo, e questi sarebbero fruibili da parte degli utenti in modo virtuale, producendo un impatto, che va oltre il subire una semplice réclame.
Tutto ciò si prospetta come una nuova possibilità, che però ha bisogno di contenuti e d’idee, che sicuramente non mancheranno nel giro dei prossimi mesi, perché, come già dicevamo, sempre di più con il passare del tempo la virtual reality si sta trasformando in una realtà, di cui immancabilmente nella nostra vita comune, volenti o nolenti, non potremmo fare a meno.