“È una questione di libertà. Vogliamo che i cittadini siano liberi di scegliere come pagare, in qualunque situazione”. Il responsabile innovazione del Pd Sergio Boccadutri spiega così il nuovo emendamento alla Legge di stabilità 2016 che punta all’eliminazione del tetto dei 30 euro per il rifiuto dei pagamenti digitali, introducendo sanzioni per chi non rispetta la norma e tagliando le commissioni per le transazioni fino ai 5 euro.
Se la legge introdotta il 30 giugno 2014, che impone ai commercianti di accettare anche pagamenti tramite carte di debito sopra i 30 euro, non ha incentivato davvero l’utilizzo della moneta elettronica, anche per la mancata previsione di sanzioni in caso di non rispetto della norma, le novità dell’emendamento presentato il Commissione bilancio alla Camera potrebbe dare una sterzata importante all’e-payment. Se non altro perché il taglio delle commissioni per transazioni entro i 5 euro permetterebbe agli italiani di pagare un caffè, un panino o oggetti di modesto valore con la carta senza mettere sul conto dei commercianti il costo delle commissioni.
“Oggi la spinta all’utilizzo della carta di credito è visto solo in un’ottica di lotta all’evasione fiscale – sottolinea Boccadutri -. In realtà sarebbe in grado di attivare tante economie di scale facendo risparmiare tutti”.
Qualcosa si è recentemente mosso anche a livello europeo, dopo che la Commissione Ue ha stabilito nuovi tetti alle commissioni per i pagamenti, dello 0,3% per le carta di credito e dello 0,2% sui bancomat, con un conseguente spostamento dei margini profitto dalle banche agli esercenti. La mossa del Pd farebbe in un certo senso da contraltare all’innalzamento del tetto di utilizzo del contante fino a 3mila euro, previsto dalla Legge di Stabilità e oggetto di numerose critiche, in quanto visto come un possibile “regalo” agli evasori e al riciclaggio di denaro.