La digitalizzazione dei pagamenti verso la pubblica amministrazione è una leva per la modernizzazione del sistema Paese e di rilancio dell’economia. Bisogna attuare al più presto l’articolo 5 del Cad che mira ad eliminare l’uso del contante dai rapporti di pagamento con la PA”. Rita Camporeale, responsabile Ufficio Sistemi e Servizi di Pagamento dell’Abi, racconta le azioni che le banche italiane stanno mettendo in campo per consentire la “rivoluzione delle transazioni”.
Quale contributo stanno dando le banche sul fronte e-payment?
Le banche hanno lavorato – e stanno ancora lavorando – in due vesti: come associazione e come istituti di credito singoli. Come Abi, abbiamo contribuito alle nuove linee guida sui pagamenti elettronici nella PA dell’Agenzia per l’Italia digitale. Si tratta di un documento particolarmente importante in quanto costituisce un tassello fondamentale per il progetto di diffusione dei pagamenti elettronici della PA, inserito dal Governo tra le azioni prioritarie per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale. Una strategia – questa – che assume ancora più rilevanza se si tiene conto che l’affermazione di procedure telematiche accresce l’efficienza dei servizi di pagamento, riducendo l’uso del contante e i relativi costi con un risparmio stimato dello 0,5% del Pil. Per quanto riguarda, invece, l’azione delle singole banche, va ricordato che sono molte quelle che hanno già aderito al nodo dei pagamenti Spc.
Ad esempio?
Unicredit, Intesa Sanpaolo, l’Istituto centrale delle banche popolari – quest’ultimo nella duplice veste di banca e di gestore tecnico – Istituto Centrale del Credito Cooperativo, Banca Popolare di Sondrio e Banca Itb. L’infrastruttura, garantisce a tutti gli aderenti di operare in condizioni paritetiche e senza necessità di attivare accordi bilaterali con le singole amministrazioni, fornendo al tempo stesso uniformità di colloquio ed elevati standard di sicurezza. Una grande opportunità per il sistema bancario italiano che, in quest’ambito, ha attivato ulteriori servizi a valore aggiunto.
Di cosa si tratta?
Il Consorzio Cbi mette a disposizione la piattaforma tecnologica del Nodo Cbi per consentire il colloquio tra la PA e la rete di corporate banking interbancario, razionalizzando e semplificando il colloquio telematico con tutti gli istituti finanziari. Attraverso la piattaforma sono garantite l’interconnessione e l’interoperabilità tra le PA e le banche. Per pagare servizi pubblici e tributi, imprese e cittadini avranno a disposizione, oltre a bonifici e bollettini, anche il nuovo servizio Cbill che permetterà agli utenti di home e corporate banking il pagamento in modalità multicanale delle somme che le PA devono incassare . Alcuni gruppi bancari hanno finito la fase di sperimentazione e sono pronti a mettere a disposizione il sistema alle PA interessate.Anche My Bank è stato “connesso” con le PA.
Il servizio a per l’e-commerce?
Esattamente. L’adozione nelle amministrazioni di MyBank rappresenta un valido strumento per portare sempre più enti verso la digitalizzazione e per offrire un servizio più attraente anche all’utente finale. MyBank permette a cittadini e imprese, in modo uguale in tutta Europa, di effettuare pagamenti digitali verso la PA italiana con un metodo di pagamento immediato, semplice e sicuro. Servizi di pagamento e banche aderenti a MyBank saranno automaticamente interoperabili con il Nodo dei Pagamenti Spc dell’Agid.
Qual è l’interesse da parte della PA?
L’interesse varia, ma in generale molto dipende dalla grandezza dell’ente: tra le Regioni la disponibilità è più elevata, dato anche il ruolo di collettore che queste PA possono svolgere nei confronti degli enti più piccoli e il progressivo ricorso alla logica del riuso. Una best practice può essere considerato il Veneto che ha un suo nodo dei pagamenti, collegato al Nodo Spc, che fa da tramite con una serie di Comuni: Padova, Feltre e Vicenza hanno già attivato servizi sfruttando questo sistema. Ma anche le Marche, la Toscana e l’Emilia Romagna si stanno muovendo bene.
Le banche non hanno messo a disposizione solo tecnologia. Dietro c’è tutta un’azione di sostegno al sistema. In cosa consiste?
L’Abi, tramite le commissioni regionali territoriali, incontra banche locali e rappresentanti di Regioni e Comuni per sollecitare l’opportunità di diffondere sistemi di pagamento digitale.
E-payment, Camporeale: “Le banche fanno da driver”
Parla la responsabile Ufficio Sistemi e Servizi di Pagamento dell’Abi: “Mettiamo a disposizione delle PA servizi innovativi e azioni di sostegno al sistema”
Pubblicato il 05 Feb 2015

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