Sull’agenda di Google c’è un cerchio rosso intorno alla data di oggi. E’ entro le 24 che l’azienda deve consegnare alle autorità antitrust europee un dossier che indichi come intende rispettare l’ordine di non discriminazione sui servizi di shopping online. Se non lo fa, o se la proposta non convince l’Antitrust guidato da Magrethe Vestager, per Google scatteranno nuove multe oltre i 2,4 miliardi di euro già comminati a giugno.
La Commissione Ue sostiene che Alphabet, la capogruppo di Google, ha abusato della propria posizione dominante nel campo dei motori di ricerca, dando un vantaggio illegale al suo servizio di comparazione degli acquisti; in quell’occasione aveva dato 60 giorni di tempo per ricevere il piano e 90 per attuarlo: i cambiamenti che Google deve implementare vanno adottati entro il 28 settembre, altrimenti rischia una multa pari al 5% dei ricavi giornalieri del gruppo per ogni giorno di mancata attuazione.
La scadenza odierna verrà rispettata, secondo indiscrezioni del Wall Street Journal. La Commissione Ue ha spiegato a Bloomberg che “l’obbligo di rispettare l’ordine ricade sotto la responsabilita’ di Google”. Non è chiaro cosa l’azienda debba fare per soddisfare i regolatori; sta ad essa decidere come cambiare i propri servizi.
Gruppi rivali come l’americana Yelp potrebbero rivolgersi alla Ue nel caso in cui i rimedi di Google fossero giudicati insufficienti. Google deve rispettare l’ordine a prescindere da un eventuale ricorso, che richiederebbe anni per raggiungere una decisione finale. Oltre a un ricorso, Google potrebbe chiedere un’ingiunzione con cui punterebbe a sospendere l’ordine Ue in attesa dell’esito del ricorso. In questo caso però la controllata di Alphabet dovrebbe dimostrare che implementare l’ordine Ue causerebbe danni irreparabili.