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Digitale: un’azienda su cinque ha spinto gli investimenti, il 40% pronto a convertirsi al digital B2B

Largo consumo, automotive e farmaceutico i settori più avanzati. Aumenta l’incidenza del commercio elettronico sul totale delle transazioni. I dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano

Pubblicato il 15 Giu 2021

baloccocorcom

L’ecommerce B2b – il valore degli ordini scambiati tramite strumenti digitali fra imprese italiane – ha retto l’urto della pandemia raggiungendo un valore di 406 miliardi di euro. In un anno in cui le transazioni B2b si sono ridotte del 6%, l’eCommerce ha segnato solo un -1% e ha aumentato dell’1% rispetto al 2019 la sua incidenza sul totale degli scambi B2b (2.500 miliardi di euro), che è passata dal 19% al 20%. Il largo consumo, l’automotive e il farmaceutico sono i settori più digitalizzati. Le transazioni digitali fra aziende italiane ed estere valgono invece 127 miliardi di euro (-5%), il 29% del transato estero B2b (434 miliardi), con l’automotive come primo settore, seguito da tessile-abbigliamento e meccanica.
Sono i risultati della ricerca dell’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano, presentata oggi durante il convegno online “B2b: fisicamente lontani, digitalmente vicini”.

L’indagine mette in luce come gli obblighi normativi e gli effetti della pandemia abbiano allargato il divario fra le aziende già digitalizzate, che nel 2020 hanno avuto un fatturato stabile o in crescita, e le imprese tradizionali, che hanno faticato a garantire continuità operativa alle proprie attività. Per quasi la metà delle imprese italiane la crisi sanitaria ha dato un forte impulso alla digitalizzazione dei processi B2b, circa una su cinque ha investito in soluzioni digitali e il 38,5% prevede di introdurre entro i prossimi due anni strumenti per il Digital B2b, fra cui emergono le soluzioni per l’automazione dei processi (16%), Blockchain e Artificial Intelligence (13,8%) e strumenti per monitorare la supply chain (13,1%).

Due miliardi di fatture elettroniche (-4%)

In questo contesto la fatturazione elettronica ha dapprima frenato (durante il primo lockdown, quando il numero delle fatture digitali è crollato del 15%), quindi ha recuperato chiudendo il 2020 con 2 miliardi di fatture, solo il 4% in meno rispetto al 2019. In tutte le regioni è diminuito il numero delle fatture trasmesse rispetto al 2019, con Liguria (-39%), Emilia-Romagna (-21%) e Friuli-Venezia Giulia (-17%) che hanno registrato il calo più significativo. Ai primi posti per numero di fatture elettroniche restano Lombardia (36%) e Lazio (21%), mentre fra i settori guidano il commercio all’ingrosso e al dettaglio (27,7%) e le utility (18,6%). Costruzioni, Pa e istruzione hanno aumentato del 5% le fatture trasmesse, il manifatturiero del 3%, mentre i comparti più in sofferenza sono stati alloggio e ristorazione (-40%), finanza e assicurazioni (-35%) e servizi di noleggio, supporto alle imprese e viaggi (-19%).

Digitalizzazione la carta vincente

“Le imprese che avevano vissuto gli adempimenti normativi come opportunità per digitalizzare i propri processi hanno saputo fronteggiare meglio la situazione di emergenza che, anche in ambito B2b, ha avuto impatti importanti – afferma Riccardo Mangiaracina, responsabile scientifico dell’Osservatorio Digital B2b -. Ha innanzitutto accelerato il processo di avvicinamento delle aziende ai propri clienti riducendo la distanza tra livelli successivi della supply chain, ha promosso un miglior utilizzo dei dati e una maggiore automazione dei processi e ha amplificato la necessità di sviluppare processi maggiormente collaborativi. Questa evoluzione non si è tradotta in una crescita dell’eCommerce B2b nel 2020, ma è cambiata la percezione di persone e imprese verso l’innovazione e molto probabilmente nei prossimi anni assisteremo a una forte crescita della pervasività degli strumenti digitali nei processi aziendali”.

“L’emergenza sanitaria ha evidenziato l’importanza del digitale per garantire continuità di business e restare competitivi sul mercato – afferma Paola Olivares, Direttore dell’Osservatorio Digital B2b -. Ma ha sottolineato anche che le iniziative avviate solo in risposta all’emergenza o solo per singole attività o processi non hanno impatti sulle performance economiche di breve periodo. Una piena trasformazione digitale richiede infatti tempo e una profonda revisione dei processi”.

Le tecnologie per l’eCommerce B2b

Secondo la ricerca, sono 19mila le imprese che nel 2020 hanno utilizzato l’Edi per scambiarsi i principali documenti del ciclo dell’ordine, senza variazioni significative rispetto al 2019. Crescono invece del 5% i documenti scambiati che includono fatture, ordini, conferme d’ordine e avvisi di spedizione. Cresce sempre più l’interesse verso i Marketplace B2b che, già pervasivi nel B2c, iniziano a essere molto utilizzati anche per le relazioni tra imprese. Il transato realizzato tramite queste piattaforme è infatti cresciuto del 67% tra il 2019 e il 2020. Si prevede un utilizzo sempre più massiccio grazie alla facilità di utilizzo e alla possibilità di connessione diretta tra gli attori della filiera.

Oltre 7 milioni di ordini elettronici in ambito sanitario

Molto positivo il bilancio degli ordini elettronici scambiati in ambito sanitario, che ad aprile 2021 hanno toccato quota 7,3 milioni, con una media di quasi 23mila documenti al giorno. Il 43% degli ordini è stato inviato utilizzando il Nodo smistamento ordini (Nso) come canale di trasmissione, mentre il restante 57% è stato scambiato attraverso Peppol, architettura in significativa crescita a livello internazionale. Il 74% dei fornitori degli enti del Ssn rispondenti alla survey dell’Osservatorio sta già cogliendo diversi benefici dall’utilizzo del sistema, come l’aumento della velocità di elaborazione degli ordini (45%), miglior monitoraggio e tracciabilità del processo (42%) e un significativo calo degli errori all’interno dell’azienda fornitrice (38%). Per migliorare ulteriormente il sistema, il 71% propone di estenderlo anche ai documenti di trasporto e ai Sal elettronici e il 68% vorrebbe che fosse applicato a tutta la Pa.

Le tecnologie per automatizzare i processi B2b

A seguito dell’obbligo di fatturazione elettronica, molte aziende hanno iniziato a interessarsi alle tecnologie per l’automazione dei processi, ritenute la priorità di investimento entro il 2022 dal 16% delle imprese italiane. L’Osservatorio ha censito 33 applicazioni di Robotic process automation (Rpa) nei processi amministrativi e di supply chain a livello internazionale. Il 67% di queste soluzioni è focalizzato sul ciclo ordine-consegna-fatturazione-pagamento e in particolare sulla fase di fatturazione, con 21 casi.
La tecnologia che sta attirando più interesse da parte delle aziende è l’Artificial intelligence, protagonista di 120 progetti a livello internazionale, di cui il 58% già operativo, a testimonianza di una crescente maturità delle iniziative e una maggiore consapevolezza sull’uso di questa tecnologia nelle imprese. Le soluzioni di Ai trovano applicazione soprattutto nei processi di pianificazione, rifornimento e monitoraggio della supply chain (48%), poi vengono le applicazioni trasversali a più processi (45%) e come supporto al ciclo dell’ordine (7%).

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