L’e-commerce italiano è ancora al suo decollo, ma già mostra segni di debolezza. Nel primo trimestre del 2018 le vendite del commercio elettronico in Italia aumentano dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta del risultato peggiore dall’inizio delle serie storiche dell’Istat, nel 2016. Su marzo, poi, il settore dell’e-commerce vede il segno meno con un calo tendenziale dello 0,3%. Dall’istituto precisano che i dati relativi alle vendite online considerano solo le imprese che abbiano, come attività prevalente o esclusiva, la vendita al dettaglio attraverso Internet.
La frenata è tanto più brusca in quanto nel mese di gennaio l’e-commerce risultava l’unico segmento in salute del commercio: rispetto allo stesso periodo del 2017, registrava un aumento del 2,4%.
Nel dicembre scorso era stato registrato l’aumento della quota di imprese che vendono online (12,5%, 11% nel 2016 e 10% nel 2015) e dell’utilizzo di intermediari per l’e-commerce: il 30% delle imprese che hanno venduto via web nel corso dell’anno precedente ha realizzato almeno tre quarti del fatturato web tramite siti o app di intermediari. In un anno, gli internauti che acquistano online passano dal 50,5% al 53,0%; tra chi non ha fatto acquisti negli ultimi 3 mesi il 43,2% ha cercato informazioni su merci o servizi e/o venduto beni online.
Che l’e-commerce italiano mostri segni di debolezza emerge anche su altri fronti. Per esempio, solo il 22% degli e-shop vende anche al di fuori del proprio Paese, secondo Eurostat – riporta il portale Idealo – mostrando una scarsa apertura ai mercati internazionali. Un dato lontano da altre realtà europee come Spagna e Francia, in cui gli e-shop che vendono all’estero sono il 50%, ma anche Regno Unito e Germania in cui il dato è rispettivamente del 48% e del 46%.
Il dato italiano si inserisce in un contesto europeo favorevole: sempre secondo Eurostat in Uk l’86% degli utenti internet utilizza il canale online per fare acquisti, in Svezia la percentuale è dell’84% ed in Germania dell’82%. In Italia la percentuale si attesta attorno al 43%.