E-COMMERCE

Saldi invernali e truffe online: ecco come evitare le trappole

Aicel, l’associazione italiana per il commercio elettronico, mette in allerta gli e-shopper. Due le principali frodi: i siti “copia” che spariscono dopo la transazione e le consegne con pagamenti esclusivamente in contrassegno che fanno il paio con pacchi senza merce

Pubblicato il 03 Gen 2023

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Via ai saldi invernali in tutta Italia nella prima settimana di gennaio. E sui siti di e-commerce già partono le prime promozioni. Ma serve adottare una serie di accorgimenti per difendersi da truffe e promesse ingannevoli, avverte l’Aicel, associazione italiana commercio elettronico.

In attesa della direttiva Omnibus

Quest’anno una maggiore tutela per i consumatori arriva dalla direttiva Omnibus, entrata in vigore lo scorso settembre ma in attesa di approvazione definitiva con l’emanazione dei relativi decreti di attuazione. La direttiva impone ai venditori online obblighi informativi in merito alla comunicazione degli sconti. Ogni annuncio di riduzione di un prezzo deve indicare il prezzo precedente più basso applicato dal professionista nei 30 giorni precedenti.

Inoltre la direttiva regolamenta anche le recensioni pubblicate sui siti e-commerce con l’obiettivo di una maggiore trasparenza e correttezza, contrastando la tendenza a pubblicare recensioni false, manipolate o selezionate per dare evidenza solo a quelle positive o ancora generate da azioni di sponsorizzazione.

Quali sono le truffe online più comuni

Secondo le analisi della Direzione centrale della polizia criminale riferite al 2022, in Italia i reati informatici sono diminuiti del 15% rispetto allo scorso anno ma due frodi su tre avvengono online. Per la precisione, il 68,2% nei primi dieci mesi del 2022 rispetto al 66,3% dello stesso periodo 2021.

Al primo posto tra i casi di truffa più comuni elencati da Aicel, i siti copia: il falso venditore clona un sito in tutto e per tutto. Il consumatore conclude l’ordine di un prodotto pagando inconsapevolmente una azienda terza. In genere si tratta di pagamenti non tracciabili cui non segue alcuna spedizione. Sono siti con vita breve che scompaiono ancor prima che le autorità possano intervenire.

Ancora, il “pacco” del contrassegno: la spedizione è prevista solo in contrassegno, con consegna esclusivamente dietro pagamento in contanti. All’apertura del pacco, la merce non esiste o non è quella ordinata. Il pagamento in contanti rende molto difficile il recupero.

Al terzo posto il prodotto non corrispondente, non conforme o non originale: il bene ricevuto non corrisponde alle descrizioni e alle foto di ciò che è stato ordinato.

Infine, il dropshipping improvvisato: non si tratta di vere e proprie truffe, ma possono creare disagi al consumatore e un danno economico. Sono generalmente siti mordi e fuggi che sfruttano la possibilità di vendere beni che saranno realmente gestiti da una terza azienda (spesso fuori Ue). Il prezzo è interessante per vari motivi (mancata applicazione Iva, qualità inferiore). Il venditore riceve l’ordine e provvede a sua volta ad aprire l’ordine verso la terza azienda, chiedendo la spedizione al consumatore. Le formule di pagamento possono essere di ogni tipo. La spedizione viene effettuata dalla terza azienda e spesso accompagnata con fattura simple o gift con valore simbolico. Tra i rischi principali, il fermo del bene alla dogana che può applicare costo fisso sdoganamento + richiesta Iva.

Ecco il decalogo anti-truffa online

Verificare che l’azienda venditrice sia chiaramente identificabile, con dati di contatto che comprendano non solo un canale whatsapp ma anche un indirizzo e-mail e un numero di telefono. Se il negozio è italiano, si può rintracciare la partita Iva sul registro delle imprese.

Controllare che esista uno storico del dominio e/o del negozio nel mercato online.

Se l’azienda è stata appena costituita e con una forma societaria senza capitale (Srls) potrebbe essere più rischioso acquistare i suoi prodotti in quanto meno strutturata o organizzata di altre nella gestione degli ordini, oppure nei casi peggiori essere stata creata ad hoc per sfruttare il momento dei saldi.

Attenzione alla richiesta di pagamenti solo in contanti o con versamenti richiesti su carte prepagate.

Attenzione alla mancanza di sezioni relative alle condizioni di vendita e di recesso.

Diffidare da recensioni positive concentrate in un breve arco temporale, evidentemente sono recensioni proprietarie e create ad hoc.

Verificare la presenza sul sito di policy relative alla privacy e ai cookie.

Diffidare di affari che appaiono troppo vantaggiosi.

Verificare trustmark esposti che indirizzino ad una  scheda del negozio sul sito ufficiale del titolare del sigillo. Aicel, ad esempio, rilascia la certificazione e il sigillo SonoSicuro che è una garanzia di conformità, credibilità e fiducia del negozio per il consumatore. Si ottiene in seguito a uno scrupoloso processo di controllo e monitoraggio da parte di avvocati e commercialisti.

Accertarsi che non siano presenti sui siti dell’Autorità garante eventuali procedimenti aperti e/o passati nei confronti del venditore,

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