LA RELAZIONE ANNUALE

Economia digitale, Pitruzzella: “Intervento antitrust stimoli e non ostacoli innovazione”

Alla sua ultima Relazione annuale al Parlamento, in finale di settennato, il presidente dell’Agcm accende i riflettori sulla “Grande trasformazione” che ha caratterizzato il suo mandato. “Tutela della concorrenza e del consumatore continueranno a lanciare nuove sfide all’Autorità. Si apre capitolo algoritmi”. E sul tavolo resta il “dossier” banda ultralarga

Pubblicato il 12 Lug 2018

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“La tutela della concorrenza e del consumatore nell’economia digitale continueranno a lanciare nuove sfide all’Antitrust, che dovrà sempre di più attrezzarsi per comprendere i nuovi mercati”. Con queste parole il Presidente dell’Autorità Antitrust Giovanni Pitruzzella chiude il settennato 2001-2018 senza però dimenticare di preannunciare i prossimi dossiere sul tavolo dell’Authority. “Tra i tanti problemi che sicuramente si porranno alla sua attenzione, quello del ruolo che possono svolgere gli algoritmi nel realizzare il coordinamento delle attività economiche, particolarmente dei prezzi, di imprese concorrenti. Una collusione realizzata non più attraverso l’intesa tra le persone fisiche ma direttamente dalle macchine e dagli algoritmi, potrà essere sanzionata dall’Antitrust e in presenza di quali condizioni? L’Autorità è pronta a raccogliere queste sfide e, al riguardo, vorrei ricordare che recentemente abbiamo svolto un concorso per selezionare esperti di algoritmi e esperti informatici”, ha detto il presidente nel presentare la sua ultima Relazione, che fa il punto su tutti e sette gli anni di mandato.

Se la questione algoritmi sarà la sfida prossima ventura, altri dossier restano aperti. “Altro filone dell’economia digitale è quello delle piattaforme online, alcune in grado di controllare l’accesso al mercato creando vincoli per ostacolare la concorrenza, altre, al contrario, costrette a subire gli ostacoli degli operatori tradizionali”. Fra gli ultimi provvedimenti dell’Authority quello che riguarda l’uso della app MyTaxi. “È il caso della recentissima decisione con la quale è stata accertata la natura anticoncorrenziale delle clausole di non concorrenza contenute negli statuti e nei regolamenti dei principali operatori di RadioTaxi attivi a Roma e Milano che vincolavano i tassisti a destinare tutta la propria capacità operativa a un singolo radiotaxi.

L’Autorità ha verificato l’idoneità di tali clausole a determinare un consistente e duraturo effetto di chiusura del mercato della raccolta e smistamento della domanda del servizio taxi, ostacolando in tal modo l’accesso a nuovi operatori che adottano un diverso e innovativo modello di business, come la piattaforma Mytaxi, con rilevanti benefici sia per i consumatori sia per i tassisti”.

“Immenso” poi, così lo definisce il presidente dell’Antitrust, il potere di mercato dei giganti del Web, Google & co. E un altro tema caldo riguarda la creazione di nuovi monopoli “che sono alimentati dal combinarsi di effetti di rete, economie di scala, pratiche di lock-in, economia dei Big Data. Qui entrano in giuoco soprattutto i poteri della Commissione europea, a causa della dimensione dei fenomeni presi in considerazione (si pensi, per esempio, alla sanzione recentemente inflitta a Google)”, evidenzia Pitruzzella secondo il quale “c’è, comunque, uno spazio anche per le Autorità nazionali nell’ambito del network europeo della concorrenza”.

Ed è in particolare sui Big data che ha voluto concentrarsi il Presidente: “Esiste la grande questione dei Big Data come fonte di potere di mercato delle imprese hi-tech, che possono utilizzare questa nuova risorsa per chiudere i mercati e bloccare l’innovazione che proviene da nuovi attori”. Per non parlare delle pratiche commerciali scorrette: “Numerosi sono i casi aperti dall’Autorità italiana, impiegando i suoi poteri di tutela del consumatore, che hanno riguardato quasi tutti i giganti della rete e che, incidendo sul modo in cui devono proporre la loro offerta commerciale, hanno ricadute indirette sulle dinamiche concorrenziali”.

Ha fatto storia il caso Whatsapp: l’Autority non solo è riuscita a far eliminare le clausole vessatorie nei contratti con l’utenza, ma ha anche sanzionato la piattaforma. In corso anche un provvedimento – non ancora concluso – contro Facebook, che riguarda sia la carenza informativa, al momento della registrazione, sull’uso dei dati personali degli utenti sia la cessione e la condivisione dei dati con soggetti terzi.

Anche sul fronte e-commerce “bisogna sottolineare come l’Autorità abbia cercato di promuovere questa nuova modalità di consumo che mostra una crescita sensibile e che ha raggiunto nel 2017 un valore complessivo di circa 24 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2016”, ha detto il presidente. “Anche in ragione di ciò, negli ultimi anni l’Autorità ha intensificato la propria azione a tutela del consumatore nelle transazioni online, così da favorire lo sviluppo dell’e-commerce che nel nostro Paese non raggiunge ancora livelli di diffusione comparabili a quelli dei principali Paesi europei”.

Tra gli interventi più significativi quello nei confronti di Amazon per l’omissione di informazioni rilevanti nel processo di acquisto legate al diritto di recesso e alla garanzia legale di conformità nonché all’assistenza post vendita e al perfezionamento del contratto d’acquisto.

Determinante, ha evidenziato il presidente, anche il capitolo delle infrastrutture. “Nella nuova economia, l’accesso ai servizi digitali è una componente essenziale della competitività e quindi, per esprimere il proprio potenziale di crescita, tutti i settori hanno bisogno di un’infrastruttura di rete con una grande disponibilità di banda. La realizzazione della banda larga e ultralarga in Italia è stata rallentata dall’assenza della televisione via cavo, che in altri Paesi ha permesso di utilizzare la relativa infrastruttura per la realizzazione di connessioni a banda larga, ma anche dai comportamenti dell’incumbent, Telecom Italia, che ha il monopolio della rete in rame”.

Secondo Pitruzzella “lo sviluppo della fibra ottica costituisce una delle grandi sfide infrastrutturali che l’Italia sta affrontando in questi anni. Si tratta di un processo che l’Antitrust ha seguito con particolare attenzione, pubblicando nel 2014 i risultati dell’indagine conoscitiva svolta con il regolatore di settore e rilasciando negli anni seguenti diversi pareri in merito agli schemi dei bandi di gara per la realizzazione delle reti pubbliche nelle aree a fallimento di mercato”. E l’Antitrust “continua a vigilare per assicurare che l’attuale dinamismo continui ad essere alimentato da una concorrenza che produca innovazione”.

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE GIOVANNI PITRUZZELLA

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