Emendamento di compromesso per Enea Tech. Nel Sostegni bis è stata approvata una norma, frutto della trattativa con il ministero dello Sviluppo economico, che riforma l’emendamento Patuanelli, che invece voleva ripristinare le funzioni della Fondazione come struttura a supporto dello sviluppo delle startup, non solo nel settore biomedicale.
La nuova norma prevede la trasformazione del soggetto in “Enea Tech e Biomedical”, in grado di occuparsi anche di “potenziamento della ricerca, sviluppo e riconversione industriale del settore biomedicale verso la produzione di nuovi farmaci e vaccini”.
Saranno esplicitamente destinati 250 milioni ai settori dell’economia verde e circolare, dell’IT, dell’agri-tech e del deep tech. Si prevedono ulteriori 400 milioni (di risorse esistenti) per il settore biomedicale.
Il cda – quello attuale verrà azzerato – sarà composto da 5 membri: due nomine dal Mise, una da Enea, una dal ministero dell’Istruzione e Università e una dal ministero della Salute.
“Nel corso delle ultime ore abbiamo potuto chiarire al Ministro Giorgetti la strategicità di Enea Tech e l’importanza del grande lavoro svolto sino ad oggi. Il mio auspicio è che si proceda in una direzione virtuosa, a beneficio di tutto l’ecosistema dell’innovazione – spiega Luca Carabetta, deputato 5 Stelle – Non mancheremo di vigilare quotidianamente sugli sviluppi della questione”.
Il caso startup
Nulla da fare invece per la costituzione delle startup online. L’emendamento al Sostegni bis, presentato da Carabetta, che reintroduceva la possibilità per le imprese innovative di costituirsi online non è stato approvato.
“La riformulazione del Governo alla mia proposta circolata nei giorni scorsi si è scontrata con rilievi – evidenziati solo nelle ultime ore – da parte degli organi tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze – spiega Carabetta – La riformulazione, concordata tra Ministero della Giustizia, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Innovazione e della Transizione Digitale avrebbe trovato sostegno bipartisan in Parlamento e sarebbe quindi stata approvata senza problemi.
L’approvazione avrebbe sanato per legge (senza quindi richiedere un nuovo passaggio dal notaio) la situazione delle 3500 startup già costituite online, reintroducendo poi lo strumento della costituzione online semplificata opzionale al notaio per le nuove costituzioni. Sarebbe stato un grande risultato per tutto l’ecosistema dell’innovazione”.
“Date le evidenti pressioni su questo fronte avevo considerato un simile epilogo e proprio per questo avevo già presentato un emendamento analogo di backup al Decreto-Legge “Semplificazioni e Governance”, all’esame della Camera proprio in queste ore – fa sapere il deputato 5 Stelle – Continuerò la battaglia in questa sede e vi terrò aggiornati passo dopo passo”.