“Capisco ma non condivido il pensiero del Vice Presidente Anitec rispetto alla nuova tariffa per l’equo compenso”.
Lo afferma in una nota Gaetano Blandini, direttore generale di Siae, rispondendo alla presa di posizione del vicepresidente Anitec Guido Lamperti.
“Finalmente il Ministro Franceschini e il Governo, avvicinando il nostro paese a quanto accade in Germania ed in Francia – sostiene Blandini – hanno deciso di mettere una ipoteca, decisamente seria, sul futuro dello sviluppo culturale del nostro paese, industria fatta di donne e uomini che creano cultura, investono nell’industria culturale, pagano le tasse e danno posti di lavoro. Mi permetto solo di ricordare al dottor Lamperti che senza le opere dell’ingegno e i contributi dei nostri creativi, i loro device sarebbero solo vuoti scintillanti pezzi di latta”.
“Si rinuncia totalmente allo sforzo, più volte chiesto – aveva dichiarato Lamperti – di ripensare integralmente l’istituto dell’equo compenso per allinearlo con le mutate abitudini dei consumatori e con l’evoluzione della tecnologia – sottolinea il vicepresidente Anitec – Non dimentichiamo inoltre – prosegue – quello che è il ‘peccato originale’ di questo decreto: prevedere cioè un ‘balzello sulle intenzioni’ come confermato dallo studio del Ministero, che ci dice che solamente il 13% di utenti effettuano una copia privata. E il rimanente 87%? Chiediamo – conclude Lamperti – che il Governo possa porre urgente rimedio ad un provvedimento chiaramente iniquo ed antistorico”.