Diventare uno dei primi cinque operatori italiani nel settore informatico, essere in grado di internazionalizzare la propria offerta e continuare a investire guardando soprattutto all’estero. Questi gli obiettivi che per i prossimi cinque anni si è prefissata Exprivia, società specializzata nella progettazione e nello sviluppo di tecnologie software e nell’erogazione di servizi It. L’azienda pugliese, che ha chiuso il 2014 con un fatturato di 147 milioni di euro, ha presentato a Milano il suo piano industriale 2015-2020 mettendo sul tavolo, assieme a numeri e previsioni anche molte ambizioni. Le linee di sviluppo prevedono che i ricavi raggiungano i 360 milioni nel 2020. A questo si aggiunge un obiettivo di crescita dell’Ebitda fino a 44 milioni di euro entro cinque anni, pari al 12,3% del valore della produzione, tre volte più del 2014. L’investimento previsto per la realizzazione del programma di acquisizioni ipotizzato, invece, è stimato in circa 35 milioni e finanziato utilizzando la propria “debt capacity”.
L’azienda, nata nel 1983, dal 2000 è quotata nel segmento Star di Borsa Italiana. Oggi conta circa 1.800 dipendenti e sedi in Europa, America del Nord, America Latina e Cina e opera in diversi ambiti che spaziano dalle Tlc fino al settore finanziario e quello della salute e ha archiviato il precedente piano industriale (2010-2014) con numerosi investimenti per un totale di quasi 10 milioni di euro. L’ultima operazione, in ordine di tempo, è la recente sottoscrizione di un contratto preliminare per l’acquisizione del controllo di ACS, azienda che opera nel campo dei sistemi e delle applicazioni software per il settore spaziale, di cui Exprivia, possedeva già una partecipazione pari al 16,2% e che ora salirà fino al 70,50%. “Siamo una società di servizi dove anche le persone giocano un ruolo chiave”, ha precisato Dante Altomare, vice presidente della divisione Public Market di Exprivia che oggi fra i suoi clienti conta realtà come Enel, Eni-Saipem, Regione Puglia ma anche Poste italiane, Finmeccanica e Intesa Sanpaolo.
Ora, come spiegano i vertici dell’azienda, il nuovo piano industriale vuole procedere per fasi: “Abbiamo ipotizzato tre assi temporali con obiettivi strategici. Da qui al 2016 vogliamo portare a termine il riassetto societario e generare cassa, nel biennio successivo vogliamo concentrarci di più sulla crescita rafforzando il nostro posizionamento internazionale, e fra il 2019 e il 2020 vogliamo essere pronti per giocare finalmente un ruolo di leadership sul mercato”, ha spiegato Gianni Sebastiano, Cfo di Exprivia. “Uno dei settori su cui ci aspettiamo di crescere maggiormente è quello delle banche e della finanza, ma anche il comparto dell’healthcare permetterà importanti sviluppi di business”, ha precisato Domenico Favuzzi, presidente e amministratore delegato dell’azienda.
Nella continua attenzione al mercato con l’obiettivo di consolidare la propria presenza all’estero, Exprivia nei prossimi anni punta soprattutto a espandersi in America Latina e in Europa centrale. “Anche per seguire le priorità dei nostri clienti”, ha sottolineato Favuzzi spiegando anche come l’azienda continuerà a cambiare adattandosi ai nuovi paradigmi dell’industria, dei servizi e del mercato nel suo complesso. “’Oltre all’automazione dei processi assisteremo sempre più anche all’automazione progressiva dei servizi professionali e la loro radicale virtualizzazione: applicazioni sempre piu’ intelligenti, informatica specializzata e robotica spinta agiranno da veri e propri moltiplicatori di mercato”, ha aggiunto Favuzzi. Una “rivoluzione silenziosa” ma pervasiva che riguarderà tutti i settori: dalla aziende private fino alla Pa e all’industria in genere. Tutto declinato secondo i nuovi strumenti di cui le aziende non possono più fare a meno: Internet of things, big data e analytics, cloud e sistemi Crm su cui Exprivia da qui al 2020 vuole farsi trovare più che preparata.