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Facebook at Work al via: Zuckerberg alla conquista del mercato enterprise

Prossimo il lancio della versione business del social network, per chattare e condividere post solo in azienda, finora solo in beta testing. Farà concorrenza a Salesforce Chatter, Yammer di Microsoft e Slack. Sarà a pagamento

Pubblicato il 19 Mag 2016

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Facebook è pronta a lanciare la versione ufficiale della piattaforma at Work rivolta specificamente agli utenti business. Il social network, che finora ha fondato il suo enorme successo sulla diffusione tra utenti consumer e ha aperto solo parzialmente a funzionalità più prettamente enterprise, si prepara a un affondo deciso per conquistare le aziende.

Facebook at Work è stato già lanciato in beta testing a gennaio e oltre 450 aziende la stanno provando – tra cui Heineken e Royal Bank of Scotland; circa 60.000 sono nella sua lista d’attesa. L’azienda aveva già annunciato il lancio ufficiale del prodotto per la fine del 2015, ma ha poi rinviato; ora il top manager Julien Codorniou, che è a capo dello sviluppo di at Work, ha svelato al sito Business Insider che la data di lancio è “molto vicina”.

Se da un lato Facebook è interessata a entrare con determinazione nel mercato enterprise, che offre una base utenti stabile e remunerativa, la cautela con cui l’azienda di Mark Zuckerberg prepara il lancio del suo prodotto si deve alle sfide che il social network numero uno al mondo deve affrontare per convincere il mercato di poter essere un valido strumento non solo per tenere vivi i rapporti con gli amici ma anche per comunicare nelle grandi corporation. Nel settore ci sono prodotti consolidati come Salesforce Chatter, Yammer (di Microsoft) e Slack, startup rampante che è diventata una delle business app a più rapida crescita di sempre. Per Facebook è anche una questione di rinnovare la sua immagine: in molte aziende il suo uso è vietato perché “distrae” dal lavoro; ora Zuckerberg deve dimostrare che comunicare con Facebook aumenta, e non uccide, la produttività.

Business Insider ha raccolto le impressioni di chi sta già provando Facebook at Work. Questa versione del network è tutta dedicata alla messaggistica aziendale, non ha alcun collegamento coi profili personali di Facebook. Ha alcune feature che gli utenti apprezzano, come la traduzione dei post in lingue diverse dalla propria-utile per gruppi internazionali. La Work Chat permette di chattare con una o più persone, anche in video. Inoltre, praticamente tutti conoscono Facebook: non c’è difficoltà a capire come funziona, mentre per altre app occorre a volte qualche settimana o mese di pratica. D’altro lato, gli utenti sono abituati all’esperienza consumer e di “svago” su Facebook e possono avere difficoltà a usarlo come strumento di lavoro.

Facebook at Work permette anche di creare gruppi separati relativi a team, progetti o tematiche diverse in azienda: qualche impresa che sta testando il prodotto dice che si corre il rischio di essere sommersi da messaggi di molteplici gruppi. D’altro canto, Facebook at Work non è necessariamente always-on come Slack, quindi si può controllare solo di tanto in tanto senza essere costantemente interrotti. Il difetto principale segnalato dalle aziende nel beta test è però la mancanza di integrazione con altri servizi che queste aziende già usano, come Asana o Salesforce Chatter.

Per ora Facebook at Work, che è privo di pubblicità, è gratuito. Come monetizzerà Facebook? In passato la società ha indicato che avrebbe adottato un modello freemium ma una fonte di Business Insider dice che ci sarà probabilmente una tariffa da pagare per tutti, mensile e basata sul numero di utenti.

“Noi pensiamo che anche in azienda il vantaggio di Facebook risieda nel fatto di essere un prodotto molto noto: può piacere soprattutto alle piccole e medie imprese, alle startup e alle aziende sui mercati emergenti”, per esempio l’India, scrive Trefis Team su Forbes. “Se poi Facebook riuscirà a mettere a punto un prodotto innovativo con funzionalità avanzate e forte protezione per la sicurezza dei dati potrebbe attrarre anche le grandi imprese e generare importanti entrate”.

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