INTERNET

Fcc, nel mirino gli accordi tra Netflix e gli Isp

La commissione valuta se vi sia un danno per alcuni content provider e per i consumatori finali derivante dagli accordi commerciali di peering con cui fornitori come Netflix pagano le telco per dare priorità ai loro contenuti

Pubblicato il 16 Giu 2014

La Federal Communications Commission americana ha intenzione di aprire un dossier sugli accordi tra Netflix e gli Internet service provider come Verizon e Comcast sulla gestione del traffico Internet. Il presidente della Fcc Tom Wheeler ha spiegato che la commissione teme che i consumatori non ricevano una qualità del servizio corrispondente a quanto pagano, se gli Isp danno priorità ai contenuti di grandi fornitori come Netflix con cui hanno importanti accordi commerciali.

“Il nodo è semplice: occorre chiarire se gli Isp che forniscono la connettività sull’ultimo miglio stiano mettendo in posizione di svantaggio alcuni fornitori di contenuti a beneficio di altri e di conseguenza danneggino alcuni consumatori a vantaggio di altri”, ha detto Wheeler.

Grandi content provider come Netflix pagano infatti gli Isp per portare i loro contenuti al consumatore in modo veloce e senza interruzioni. Questi accordi commerciali, detti di “peering” o di “interconnection”, non ricadono nei poteri regolatori della Fcc. Ma la commissione, pur chiarendo di non voler per ora regolamentare questi accordi (come vorrebbero i content provider come Netflix, per evitare di continuare a pagare alte cifre agli Isp), ha chiesto comunque al suo staff di farsi dare da una serie di Internet service provider e content provider (specialmente nel settore dei video) le informazioni necessarie per “capire con precisione che cosa stia accadendo e valutare se vi sia un danno per i consumatori”.

“I consumatori devono capire che cosa succede quando il fornitore del servizio di connessione Internet cui sono abbonati non fornisce loro in modo adeguato i contenuti che desiderano, specialmente se sono contenuti che pagano”, ha dichiarato Wheeler.

Netflix si è detta soddisfatta della decisione della Fcc, che considera un passo verso la “trasparenza”: “Gli americani meritano di godere della velocità e della qualità della connessione Internet per la quale hanno pagato”, ha detto il portavoce dell’azienda.

Diverso il punto di vista degli Isp. Per At&t, le telco sono quelle che portano il servizio al cliente finale, e “qualcuno deve pagare per questo servizio”, ha detto il portavoce dell’azienda. “Noi paghiamo un sacco di soldi per mettere i contenuti in mano all’Isp“, ha ribattuto Netflix. “Tutto quello che chiediamo è che gli Isp aprano le porte. Attualmente c’è un collo di bottiglia”. E’ proprio quello che la Fcc intende chiarire.

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