IL CASO

Fedez molla la Siae per Soundreef: “Voglio più innovazione”

Il rapper si affida alla società guidata da D’Atri per la raccolta dei diritti d’autore: “Mi dà alternative molto più trasparenti”. Si riapre il dibattito sul monopolio. I Cinque Stelle: “Più libertà di scelta ad artisti e imprenditori: serve una nuova legge”

Pubblicato il 29 Apr 2016

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Fedez lascia la Siae e si affida a Soundreef per la raccolta dei suoi diritti d’autore. In conferenza stampa a Milano l’annuncio del cantante che ha spiegato “voglio sostenere chi fa trasparenza e fa della meritrocazia un valore fondante”.

“Ho scelto di affidarmi a loro – ha spiegato – per la raccolta dei miei diritti d’autore perché voglio sostenere chi fa trasparenza e fa della meritrocazia un valore fondante. Soundreef mi dà delle alternative molto più fresche e trasparenti. Leggo ad esempio di questa iniziativa di Soudreef: vogliono eliminare i borderò cartacei, per i concerti, che verranno pagati come in uno shazam 2.0. Una cosa che in Italia suona ‘strana’, ma per me è innovativa”.

“Non sono qui per demonizzare la Siae”, ha premesso il cantante, anche perché si è detto convinto che “Filippo Sugar sia il miglior presidente che la Siae possa avere”. Ciononostante, le perplessità restano. “Siae – ha sottolineato – che non ha scopo di lucro, ha investito in immobili per 200 milioni di euro, e mi chiedo se tutti gli associati siano a conoscenza di questo e che tipo di utilizzo possano farne, gli associati. Perché io sto cercando casa, e vorrei magari abitare in uno degli immobili Siae”.

L’Ad di Soundreef, Davide D’Atri, parla di “una scelta coraggiosa ma anche di innovazione dettata dalla voglia di cambiare il sistema che garantisce i più forti.”

“Abbiamo saputo e preso atto della scelta di Fedez e certamente ci dispiace perdere uno dei nostri 80.000 associati – dice la Siae in una nota – Continuiamo a stimare ed apprezzare Fedez come autore e come artista e tuttavia riteniamo che talune sue dichiarazioni siano frutto di una non corretta informazione. Dal canto nostro, siamo invece contenti di annunciare che dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016 circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti a Siae”.

“Un boom di adesioni che ci inorgoglisce e ci conferma che gli sforzi che la Società sta facendo per migliorare i servizi per i propri associati, digitalizzando l’offerta, pubblicando online bilancio e relazione di trasparenza, azzerando la quota d’iscrizione per giovani e start up editoriali e abbassando la nostra provvigione, che oggi in media è sotto al 16%, stanno andando nella giusta direzione”

La decisione di Fedez riapre il dibattito sul monopolio Siae del diritto d’autore in Italia. Il 10 aprile scorso doveva essere recepita la direttiva europea Barnier che prevede l’apertura del mercato della raccolta e gestione del diritto d’autore anche ai privati. In segno di protesta Soundreef e più di 300 fra imprenditori e musicisti hanno consegnato una lettera al premier Matteo Renzi per chiedere la liberalizzazione e la fine del monopolio Siae.

“La scelta di Fedez di lasciare la Siae per la raccolta dei suoi diritti d’autore ha il merito di accendere i riflettori sul dibattito del monopolio della Siae in Italia – dicono i deputati del M5S della commissione Politiche Ue – Una questione sollevata da tempo dal M5S fino a qualche giorno fa in Aula alla Camera, in occasione del voto della legge di delegazione europea, con la presentazione di un proprio emendamento che chiedeva di recepire la direttiva Ue Barnier, che prevede appunto l’apertura del mercato della raccolta e gestione del diritto d’autore anche ai privati”.

”La proposta del M5S è stata bocciata dal governo e dalla sua maggioranza – aggiunge Sergio Battelli, capogruppo del M5S in Commissione – ma noi andremo avanti con una nostra proposta di legge che rompe il monopolio della Siae, un’anomalia comune in Europa solo alla Repubblica Ceca che in Italia dura ormai da 75 anni per una legge del 1941, e regolamenta il mercato permettendo ad artisti e imprenditori di avere libertà di scelta nel nostro Paese. Un modo per far circolare gli introiti del settore in Italia, dove attualmente sono vietate soluzioni alternative alla Siae per chi, come Fedez, per trovarle deve rivolgersi ad imprenditori italiani costretti a fuggire all’estero. Tra il ventaglio delle possibilità proposte dal M5S, anche l’utilizzo di licenze creative commons”.

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