LA RELAZIONE

Pitruzzella: “Mercati digitali a rischio monopolio, concorrenza leva di innovazione”

Il presidente dell’Antitrust alla presentazione della Relazione Annuale dell’authority: “Non si deve impedire che altri player innovino”. Fibra ottica: “Faro su competizione Telecom-Enel”. E-commerce: “Traino di innovazione e crescita ma l’Italia è ancora indietro”. Sharing economy: “Regole leggere, ma attenzione alla tutela degli interessi pubblici”

Pubblicato il 15 Giu 2016

Federica Meta

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Ci sia la concorrenza alla base del “nuovo dinamismo” sulle reti in fibra ottica: l’Antitrust vigilerà perché “nessun attore (neppure quelli nuovi) ricerchino vantaggi sfruttando qualche forma di sussidio incrociato”. Lo ha affermato il presidente dell’Agcm Giovanni Pitruzzella illustrando la Relazione annuale dell’Autorità.

Nel sottolineare che “sta tramontando definitivamente la possibilità di costruire una rendita di posizione sulla proprietà della rete in rame” in capo a Telecom Italia, Pitruzzella indica come conseguenza il fatto che “si è aperta la strada ad una concorrenza basata sull’innovazione”.

“Viviamo – ha osservato – una fase caratterizzata da un notevole dinamismo. È nato un nuovo operatore non verticalmente integrato che ha lo scopo di realizzare una vasta rete in fibra (Enel Open Fiber), e che ha annunciato investimenti per 2,5 miliardi di euro; Telecom Italia ha avviato un ampio piano di investimento nelle reti in fibra ottica (pari a 3,6 miliardi di euro)”, sottolinea il presidente.

“L’Autorità della concorrenza continua a vigilare per assicurare che questo nuovo dinamismo sia basato su una concorrenza che produca innovazione e che nessun attore (neppure quelli nuovi) ricerchino vantaggi sfruttando qualche forma di sussidio incrociato”, ha affermato Pitruzzella.

“Politica industriale, decisioni dell’Antitrust, interventi del regolatore di settore, interagiscono virtuosamente – nella distinzione di ruoli – dando luogo ad uno dei più importanti processi di modernizzazione economica della storia della Repubblica”, ha concluso.

Il presidente ha evidenziato che Telecom Italia ha avviato, “nell’ultimo anno, un processo di riorganizzazione interna di grande portata, diretto ad assicurare l’eguaglianza di trattamento a tutte le richieste di accesso alla rete, indipendentemente dal fatto che provengano dalla stessa Telecom Italia o da altri operatori”. Il numero uno dell’Autorità ha indicato la riorganizzazione come conseguenza della decisione della stessa Autorità di multare Telecom Italia per “abuso escludente” confermata dal Consiglio di Stato. “Il comportamento dell’incumbent si sta aprendo a favore della concorrenza e dell’innovazione, a dimostrazione del fatto che gli effetti dell’intervento Antitrust vanno ben oltre la sola irrogazione di sanzioni”, ha detto Pitruzzella spiegando che l’Autorità “sta monitorando con estrema attenzione l’attuazione di questo processo di riorganizzazione, in esecuzione della sua decisione”.

Il presidente Antitrust ha poi acceso il faro sull’e-commerce. “Una delle componenti più importanti dell’economia digitale, è costituita dall’e-commerce che consente alle imprese di raggiungere nuovi clienti, allarga la possibilità di scelta dei consumatori, rende più trasparente il mercato è quindi favorisce prezzi più bassi”, ha spiegato.

“Esiste una correlazione positiva tra e-commerce, innovazione e crescita – ha aggiunto – L’Italia è ancora in ritardo rispetto a molti paesi europei, ma nell’ultimo anno si è esteso il ricorso all’e-commerce da parte di imprese e consumatori: nel 2015, in Italia, un consumatore su quattro ha acquistato beni o servizi online e il 6,7% delle imprese italiane ha venduto online”.

Per Pitruzzella Internet “non è il regno dell’armonia e della libertà, come suggeriva un certo millenarismo tecnologico, ma il terreno dei nuovi conflitti del XXI secolo”.

“Chi ritiene che una delle cause della crisi del 2008 sia da rintracciare nell’eccesso di disuguaglianza auspica l’irrobustimento dell’azione Antitrust”, ha aggiunto Pitruzzella.

Nella Relazione è emerso anche il trend verso la concentrazione che caratterizza il mercato digitale. “La tendenza nei mercati digitali è verso la creazione di nuovi monopoli, perché l’innovatore di successo può sfruttare i vantaggi derivanti dalle economie di scala, dalle esternalità di rete, dalla possibilità di conquistare consumatori in una dimensione globale – ha sottolineato – I nuovi monopolisti hanno portato alla società il beneficio dell’innovazione ma c’è il rischio che poi utilizzino il loro potere di mercato per impedire che altri innovino oppure per sfruttare il consumatore”.

I nuovi mercati digitali, ha osservato ancora il presidente dell’Antitrust, “sono animati da un’innovazione distruttiva. L’innovazione disruptive – ha proseguito – è quella che destabilizza e cambia drasticamente i mercati, segnando una fase di discontinuità nella loro evoluzione. Non si tratta di miglioramenti tecnologici incrementali, regolari e prevedibili, ma di scoperte rivoluzionarie, di prodotti, processi produttivi ma anche modelli di business, che portano a cambiamenti inaspettati nel modo di produrre e di organizzare gli scambi e le catene del valore”.

La riforma Madia della PA, secondo Agcm, “è in piena sintonia con molti dei suggerimenti dell’Antitrust”: con i decreti di attuazione realizza “uno dei più importanti processi di riforma amministrativa della storia italiana, che potrà dare un significativo contributo alla competitività del Paese”.

Anche la legge sulla sharing economy ha trovato ampio spazio nella Relazione. L’Antitrust “è impegnata a rimuovere i tanti ostacoli” che stanno incontrando le forme di “attività economiche fondate sulla condivisione piuttosto che sulla disponibilità esclusiva”, quelle basate sull’ ”economia condivisa” o sharing economy.

La sharing economy, ha spiegato il presidente dell’Autorità, “allarga le possibilità di scelta del consumatore, offre servizi innovativi e differenti da quelli dei mercati tradizionali, permette di impiegare risorse che altrimenti sarebbero inutilizzate, abbatte i prezzi, consente l’accesso a determinati servizi da parte di fasce di consumatori che non fruiscono dei servizi tradizionali”.

Tutto questo “anche se non si possono sottovalutare i nuovi problemi che sorgono, in particolare con riguardo alla tutela del consumatore nelle piattaforme peer-to-peer ed alla tassazione. Ma si tratta di problemi – ha rilevato – che non possono essere risolti estendendo alle nuove attività le regole esistenti per i servizi più tradizionali (come quelle che riguardano il servizio taxi e gli alberghi), senza uccidere i nuovi modelli di business”.

Piuttosto, va pensata una regolazione leggera, ispirata al principio di proporzionalità, in modo – ha osserva – da introdurre solamente le regole strettamente necessarie alla tutela di fondamentali interessi pubblici (per esempio l’incolumità del passeggero). Il disegno di legge sulla sharing economy presentato da parlamentari di diverse forze politiche si colloca nella giusta prospettiva e l’Autorità auspica che esso sia esaminato quanto prima dal Parlamento”, conclude.

Subito sono arrivate le reazioni alla Relazione. -“É vero ed emozionante il giudizio del presidente Pitruzzella sul Piano banda ultralarga come il processo di modernizzazione più importante nella storia del paese – ha commentato il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli – e sono assolutamente d’accordo con lui su una relazione molto profonda e sull’importanza dell’innovazione anche nelle telecomunicazioni: la presunta guerra tra Enel e Telecom é in realtá sana concorrenza. Anche l’impatto degli investimenti nelle aree bianche misurato dall’Istat e citato dall’Antitrust ci spinge ad andare avanti”.

L’Antitrust “punta a livellare il campo di gioco per evitare benefici incrociati e il riferimento chiaro è all’Enel”, ha detto il presidente di Telecom, Giuseppe Recchi, commentando il passaggio relativo al mercato della banda ultralarga. “E’ l’aspetto piu’ importante che ho rilevato – ha spiegato Recchi – siamo una società che vive di concorrenza ed è importante che le regole siano uguali per tutti”.

Recchi ha poi espresso “soddisfazione” per il cambio di approccio operato dall’attuale cda di Telecom Italia rispetto al sistema
regolatorio. La Relazione dà atto all’incumbent di avere “aperto” alla concorrenza. “Il cambio di approccio è effetto dell’operato di questo cda che da due anni ha assunto una modalità collaborativa e sinergica”, ha concluso Recchi.

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