Google, Facebook e altre nove aziende americane sono sotto la lente di ingrandimento del Parlamento europeo che vuole vedere chiaro nei meccanismi con cui queste società riescono a ridurre le tasse che versano in Europa.
Una commissione parlamentare speciale sugli accordi fiscali istituita a Bruxelles in seno al Parlamento Ue sta conducendo una verifica sulle tecniche note come “Dutch Sandwich” e “Double Irish” interrogando undici aziende americane, tra cui Apple, Amazon, Starbucks e Microsoft, per capire in che misura se ne avvalgono.
Gli esperti del Parlamento Ue hanno studiato le strategie fiscali delle undici multinazionali Usa, che – dicono – hanno tutte usato i meccanismi del Double Irish e del Dutch Sandwich per trasferire gli utili generati in vari Paesi verso le Bermuda, un noto paradiso fiscale, passando attraverso un sistema di società con sedi in Irlanda e Olanda, evitando così di pagare le tasse sul reddito nei Paesi dove effettivamente realizzano le vendite, dagli Usa all’Ue.
L’indagine arriva un mese dopo che l’Antitrust europeo ha ingiunto a Starbucks e Fiat Chrysler Automobiles di pagare milioni di euro di tasse arretrate. La Commissione europea ha infatti deciso che i tax ruling, ovvero i regimi di tassazione agevolata concessi da alcuni Stati a colossi stranieri, sono anticompetitivi; in particolare, i tax ruling concessi da Lussemburgo e Olanda rispettivamente a Fiat Finance and Trade (controllata FCA) e a Starbucks sono “illegali” e le due società dovranno restituire “almeno 20-30 milioni di euro” dei vantaggi illeciti e non potranno più godere dello stesso trattamento di favore. Intanto l’Antitrust Ue sta considerando quale decisione prendere sugli accordi fiscali stretti da Amazon in Lussemburgo e da Apple in Irlanda. Il lavoro della commissione parlamentare sui meccanismi Double Irish e Dutch Sandwich è ovviamente distinto dall’inchiesta condotta dalla Commissione europea.
“Ci avvaliamo di agevolazioni fiscali e di strutture fiscali che sono ben note, ampiamente accessibili a ogni impresa e adottate praticamente da tutte le multinazionali”, ha dichiarato Nicklas Lundblad, senior director, public policy and government relations di Google, di fronte alla commissione parlamentare europea. Strutture come il Double Irish e il Dutch Sandwich “non hanno alcun impatto sul volume di tasse che paghiamo nei vari Paesi dell’Unione europea”, ha continuato Lundblad. “La struttura nelle Bermuda non ci solleva dagli obblighi fiscali”.
Facebook, che ha la sua sede europea in Irlanda, un ufficio commerciale in Olanda e un’entità legale in Lussemburgo, ha dichiarato a sua volta che la sua struttura non ha niente a che fare col Dutch Sandwich e ha negato di aver ottenuto alcun trattamento fiscale di favore in Lussemburgo.
Il Parlamento europeo ha approvato a febbraio la costituzione della commissione speciale per esaminare “le decisioni fiscali e altre misure simili per natura o effetto” degli Stati membri dell’Ue e formulare raccomandazioni su eventuali azioni da intraprendere. La commissione parlamentare è stata istituita a seguito di una serie di indagini avviate dalla Commissione europea sugli accordi fiscali con società multinazionali in Lussemburgo, Irlanda, Belgio e Olanda.