L'ANALISI

Fondi Ue, la Corte dei conti europea: “Gestione ancora troppo poco digitale”

La Commissione e tutti gli organismi preposti al controllo delle risorse comunitarie hanno difficoltà ad innovare i processi: “Garantire l’interoperabilità allineando i diversi sistemi informatici e le diverse banche dati si sta rivelando particolarmente problematico”

Pubblicato il 07 Lug 2023

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La Commissione europea e tutti gli organismi preposti alla gestione dei fondi dell’Ue hanno difficoltà in materia di digitalizzazione: sebbene siano stati compiuti progressi, migliorare l’interoperabilità allineando i diversi sistemi informatici e le diverse banche dati digitali si sta rivelando particolarmente difficoltoso e, dato che i molti organismi usano sistemi informatici diversi per gestire i fondi dell’Ue, è attualmente impossibile effettuare test su larga scala che contribuirebbero a tutelare gli interessi finanziari dell’Ue e a rendere più efficienti gli audit della spesa dell’Ue. E’ quanto emerge da un’analisi della Corte dei conti europea.

 La digitalizzazione è un cantiere aperto

“Sono stati compiuti progressi, ma alcune azioni chiave hanno subito ritardi, la dotazione finanziaria è stata superata e la digitalizzazione èancora un cantiere aperto”, ha spiegato la responsabile dell’analisi, Laima Liucija Andrikien, componente della Corte.

“Per gestire la spesa operativa a carico del bilancio dell’Ue, vengono utilizzati molti sistemi informatici che, se si vuole migliorare l’interoperabilità e la trasparenza, devono essere allineati e semplificati – ha puntualizzato – E non aiuta il fatto che la normativa dell’Ue non imponga a tutti gli Stati membri e a tutti gli organismi preposti alla gestione di utilizzare uniformemente strumenti informatici comuni per proteggere la spesa dell’Ue”.

Il gap dell’interoperabilità

La Corte ha precisato che la Commissione ha digitalizzato i sistemi per eseguire i pagamenti agli Stati membri, ma per gestire i fondi della coesione e dello sviluppo rurale i Paesi dell’Ue utilizzano una serie di strumenti informatici diversi che non sono in genere integrati con i sistemi dell’Ue. “Non esiste, quindi, un modo efficace per scambiare informazioni utili sui beneficiari dei fondi dell’Ue. La Commissione mette a disposizione un portale online con informazioni sui contraenti e sui beneficiari dei finanziamenti dell’Ue nell’ambito dei programmi da essa gestiti direttamente e indirettamente. Tale portale non contiene però informazioni né sui titolari effettivi ultimi né sui destinatari finali dei fondi quando il denaro è gestito da organizzazioni partner o da altre autorità all’interno o al di fuori dell’Ue”, ha illustrato.

Migliorare la trasparenza per proteggere il bilancio

Per questo, “la trasparenza potrebbe essere molto migliorata, e il bilancio dell’Ue conseguentemente protetto, introducendo un identificativo unico per contraenti e beneficiari dei fondi dell’Ue, al fine di poter effettuare ricerche sui differenti strumenti e sistemi”. Inoltre, la Corte ha rilevato che gli appalti elettronici “non sono uniformemente utilizzati” dai singoli Stati membri e che la rendicontazione trasparente sui contraenti e sui beneficiari della spesa agricola e per la coesione, presentata dagli Stati membri, “è estremamente frammentata”.

La Corte ha precisato che c’è un unico strumento di estrazione di dati e valutazione del rischio per accedere ai dati sulla gestione dei fondi dell’Ue e analizzarli e che la Commissione ha proposto di renderne obbligatorio l’utilizzo e di estenderne i meccanismi di trasparenza alla gestione di tutti i finanziamenti dell’Ue. “Ma questo avrebbe effetto solo nel prossimo periodo di programmazione che inizierà nel 2028”, ha concluso la Corte.

Come si articola la spesa di bilancio Ue

La spesa di bilancio dell’Ue si articola in tre fasi principali – preparazione, esecuzione e rendicontazione – ed è disciplinata dal regolamento finanziario dell’Ue. Le sovvenzioni e gli appalti sono i principali strumenti di esecuzione del bilancio dell’Ue e coprono la maggior parte della spesa di bilancio dell’Ue. Tutti i programmi finanziati dal bilancio dell’Ue sono gestiti secondo tre modalità di gestione: gestione diretta (da parte della Commissione o di altre istituzioni/organismi dell’Ue); gestione indiretta (da parte delle organizzazioni partner della Commissione o di altre autorità all’interno o al di fuori dell’Ue) o gestione concorrente (congiuntamente dalla Commissione e dalle autorità degli Stati membri, ). Ai fini dell’analisi, gli auditor della Corte hanno esaminato tutte e tre queste modalità di gestione in specifici settori d’intervento.

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