FOIA4ITALIA

Freedom of information act all’italiana, quello che manca nel progetto di legge

Presentato in Senato un disegno di legge su diritto di accesso, libertà di informazione e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Amplia l’ambito soggettivo di applicazione del diritto di accesso. Ma non si armonizza con altre norme e non risolve il problema del riuso dei dati. Lo scrive lavoce.info

Pubblicato il 26 Mag 2015

timbro-digitale-150113010917

Con il disegno di legge, recentemente presentato al Senato, in materia di diritto di accesso, libertà di informazione e trasparenza (il cosiddetto “Freedom of information act” italiano), alcune questioni legate al livello di democraticità dei poteri pubblici, sotto il particolare aspetto della trasparenza dell’azione amministrativa, sembrano potersi chiarire; altre paiono invece complicarsi.

È ormai vecchio di un quarto di secolo il primo tentativo del legislatore italiano di bilanciare il più ampio accesso possibile dei cittadini agli atti della pubblica amministrazione con la necessità di limitare i costi, i rischi, ma anche le possibili lesioni di altri interessi di rango costituzionale che potrebbero derivare da un’apertura incondizionata. Sintesi di tale bilanciamento è la scelta della legge 241/90 di subordinare l’accesso all’esigenza del richiedente di tutelare “situazioni giuridicamente rilevanti”. Da quel momento in poi obiettivo prioritario di successive iniziative legislative, non sempre andate a buon fine, è stato quello di superare questo asfittico margine di manovra. Tra queste, in particolare, il decreto legislativo 33/2013, che ha introdotto lo strumento dell’accesso civico.

Pregi e difetti della nuova proposta

Il progetto di legge Foia4Italia depositato ora al Senato rappresenta la più recente iniziativa per incrementare ulteriormente la trasparenza della pubblica amministrazione.
Uno, su tutti, il valore aggiunto dell’iniziativa legislativa che sembra poter aumentare la trasparenza dell’azione amministrativa: si amplia significativamente l’ambito soggettivo di applicazione della normativa sul diritto di accesso. Oltre alle pubbliche amministrazioni, le disposizioni rilevanti si applicheranno a numerosi altri soggetti, tra cui, per esempio, le autorità indipendenti di garanzia e di vigilanza, le società partecipate dalle pubbliche amministrazioni e le società da queste controllate. Almeno due, però, sono i punti da rivedere.

In primo luogo, lo stesso appellativo di Freedom of information act, che scimmiotta il nome della legge americana, è improprio. È infatti sconsigliato importare, anche solo dal punto di vista nominalistico, istituti giuridici dall’esperienza statunitense senza la necessaria attenzione al differente contesto costituzionale in cui si vorrebbero far attecchire. Il rischio è una crisi di rigetto. Il Freedom of information act in Usa si fonda (anche) sulla immensa protezione costituzionale della libertà di espressione riconosciuta dal primo emendamento della Costituzione statunitense. Nei sistemi giuridici europei, e in Italia in particolare, possono nascere problemi nel coordinamento tra libertà di espressione, di informarsi e tutela dei dati personali.

In secondo luogo, la disciplina non è armonizzata con lo strumento dell’accesso civico, disciplinato dall’articolo 5 del cosiddetto decreto trasparenza, che prevede l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rendere noti documenti, informazioni e dati, attribuendo allo stesso tempo il diritto di chiunque di richiederli quando la loro pubblicazione sia stata omessa.
Da una parte, infatti, il disegno di legge odierno sembra segnare un superamento rispetto a quanto previsto dalla disciplina del 2013, dall’altra invece sembra rappresentarne un passo indietro.

Il passo avanti è evidente: il diritto di accesso così come configurato nel disegno di legge non si riferisce soltanto agli atti la cui pubblicazione da parte della pubblica amministrazione è già obbligatoria.

Anche l’arretramento è lampante. Uno degli elementi più innovativi della normativa in tema di accesso civico è l’attenzione attribuita alla questione cruciale del riutilizzo dei dati. Come ha fatto chiaramente emergere una ricerca recentemente pubblicata, firmata da studiosi dell’Università Bocconi, il tema dell’accesso non può essere sconnesso da quello del riuso, finalizzato ad assicurare ampia disponibilità dei dati pubblici per tutti coloro che hanno un interesse a riutilizzarli a fini privati o commerciali.
La nuova iniziativa legislativa si concentra su una valorizzazione encomiabile del diritto di accesso, che però rischia di risultare nella pratica monco se non lo si affianca alla possibilità, da parte dei privati, di riutilizzare i dati e le informazioni cui si è avuto accesso. Solo attraverso un approccio unitario, che tenga insieme accesso e riuso, è possibile affrontare in modo efficace la sfida di un’effettiva apertura del patrimonio informativo pubblico.
Sarebbe allora forse utile un più meditato miglioramento del (già promettente) decreto trasparenza del 2013, rispetto a una nuova disciplina che, nella sua primissima fase di gestazione, evidenzia problemi di coordinamento con quanto già previsto.

il testo è tratto dal sito www.lavoce.info

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

EU Stories - La coesione innova l'Italia

Tutti
Video & Podcast
Analisi
Social
Iniziative
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia
Podcast
Centro Servizi Territoriali: uno strumento per accompagnare gli enti nell’attuazione della politica di coesione. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
Podcast
EU Stories, il podcast | Politiche di coesione e comunicazione: una sinergia per il futuro
Opinioni
La comunicazione dei fondi europei da obbligo ad opportunità
eBook
L'analisi della S3 in Italia
Norme UE
European Accessibility Act: passi avanti verso un’Europa inclusiva
Agevolazioni
A febbraio l’apertura dello sportello Mini Contratti di Sviluppo
Quadri regolamentari
Nuovi Orientamenti sull’uso delle opzioni semplificate di costo
Coesione
Nuovo Bauhaus Europeo (NEB): i premi che celebrano innovazione e creatività
Dossier
Pubblicato il long form PO FESR 14-20 della Regione Sicilia
Iniziative
400 milioni per sostenere lo sviluppo delle tecnologie critiche nel Mezzogiorno
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalle aule al mondo del lavoro, focus sui tirocini della Scuola d’Arte Cinematografica
TRANSIZIONE ENERGETICA
Il ruolo del finanziamento BEI per lo sviluppo del fotovoltaico in Sicilia
Formazione
“Gian Maria Volonté”: dalla nascita ai progetti futuri, focus sulla Scuola d’Arte Cinematografica. Intervista al coordinatore Antonio Medici
MedTech
Dalla specializzazione intelligente di BionIT Labs una innovazione bionica per la disabilità
Finanza sostenibile
BEI e E-Distribuzione: investimenti per la sostenibilità energetica
Professioni
Servono competenze adeguate per gestire al meglio i fondi europei
Master
Come formare nuove professionalità per governare e gestire al meglio i fondi europei?
Programmazione UE
Assunzioni per le politiche di coesione: prossimi passi e aspettative dal concorso nazionale. Il podcast “CapCoe. La coesione riparte dalle persone”
innovazione sociale
Rigenerazione urbana: il quartiere diventa un hub dell’innovazione. La best practice di San Giovanni a Teduccio
Programmazione europ
Fondi Europei: la spinta dietro ai Tecnopoli dell’Emilia-Romagna. L’esempio del Tecnopolo di Modena
Interventi
Riccardo Monaco e le politiche di coesione per il Sud
Iniziative
Implementare correttamente i costi standard, l'esperienza AdG
Finanziamenti
Decarbonizzazione, 4,8 miliardi di euro per progetti cleantech
Formazione
Le politiche di Coesione UE, un corso gratuito online per professionisti e giornalisti
Interviste
L’ecosistema della ricerca e dell’innovazione dell’Emilia-Romagna
Interviste
La ricerca e l'innovazione in Campania: l'ecosistema digitale
Iniziative
Settimana europea delle regioni e città: un passo avanti verso la coesione
Iniziative
Al via il progetto COINS
Eventi
Un nuovo sguardo sulla politica di coesione dell'UE
Iniziative
EuroPCom 2024: innovazione e strategia nella comunicazione pubblica europea
Iniziative
Parte la campagna di comunicazione COINS
Interviste
Marco De Giorgi (PCM): “Come comunicare le politiche di coesione”
Analisi
La politica di coesione europea: motore della transizione digitale in Italia
Politiche UE
Il dibattito sul futuro della Politica di Coesione
Mobilità Sostenibile
L’impatto dei fondi di coesione sul territorio: un’esperienza di monitoraggio civico
Iniziative
Digital transformation, l’Emilia-Romagna rilancia sulle comunità tematiche
Politiche ue
Fondi Coesione 2021-27: la “capacitazione amministrativa” aiuta a spenderli bene
Finanziamenti
Da BEI e Banca Sella 200 milioni di euro per sostenere l’innovazione di PMI e Mid-cap italiane
Analisi
Politiche di coesione Ue, il bilancio: cosa ci dice la relazione 2024
Politiche UE
Innovazione locale con i fondi di coesione: progetti di successo in Italia

Articoli correlati