Da vera prima della classe, la Francia è da ieri pioniera delle grandi manovre intorno alle frequenze 700 Mhz che tutta l’Europa dovrà affrontare: entro il 2020, secondo la Commissione Ue. L’Italia un po’ più tardi, il 2022 se l’Europa accorderà la “proroga” richiesta.
Francia e Germania sono state apripista nella riassegnazione delle frequenze che Oltralpe vengono chiamate “d’oro” perché consentono di trasmettere i segnali Tlc anche attraverso ostacoli importanti. I due Paesi già a fine 2015 hanno effettuato le gare della 700 Mhz a favore degli operatori Tlc mobili. E in questi giorni la Francia ha dato avvio alle grandi manovre successive, che porteranno i carrier a utilizzare le nuove frequenze per il 4G e in prospettiva per il 5G.
Grandi manovre doppie perché si tratta di “riorganizzare” sia le Tv che finora trasmettevano in digitale terrestre sulla 700, sia le Tlc che sulla 700 devono accendere le proprie antenne. E la prima tranche di operazioni sono finora andate in porto: da lunedì attive da oggi le prime antenne di Free e Bouygues per i 700 Mhz, e da lunedì avviato il passaggio di tutti i canali digitali terrestri in modalità di trasmissione secondo lo standard Mpeg4.
La “missione Tv”, riporta Consiglio superiore dell’audiovisivo francese e l’Agenzia nazionale delle frequenze (Anfr), è stata “un successo”. Nonostante il panico e lo sconforto di molti cittadini “senior” (il centralino creato ad hoc è stato tempestato di chiamate dagli anziani). La riuscita è stato reso possibile “dall’azione volontaria dei telespettatori (che hanno provveduto a dotarsi di dispositivi compatibili con i nuovi standard di trasmissione, ndr)”. L’operazione è partita dalla zione dell’Île-de-France. La Tv digitale terrestre libererà progressivamente la banda dei 700 MHz per gli operatori mobili in un periodo compreso tra aprile 2016 e giugno 2019 a seconda delle regioni.
Attenzione però al prossimo passaggio: entro il primo gennaio 2018 a mobilitarsi saranno le regioni della Provenza e la Corsica. E per la dirimpettaia Italia (in particolare la Toscana) potrebbero essere guai se non verranno affrontati i nodi causati dalle interferenze che si prefigureranno sulla “linea gotica” che separa i due Paesi.
Oggi Bouygues Telecom ha attivato le sue prime tre antenne 700 MHz a Parigi e Free Mobile ne ha installate tre a Tarbes: gli operatori mobili francesi cominciano così a trarre i frutti dell’asta tenutasi lo scorso novembre. Le due telco hanno ottenuto le loro prime autorizzazioni dall’Agenzia nazionale delle frequenze il primo aprile e da oggi i loro siti sono attivi. Alla gara per l’assegnazione agli operatori mobili dello Free aveva comprato due lotti sui sei disponibili, mentre Bouygues Telecom ne ha acquistato uno da 5 MHz. Anche Orange France ha comprato due lotti, mentre Numericable-Sfr se ne è aggiudicato uno.
Gli operatori mobili francesi useranno queste frequenze per ampliare le loro reti Lte. Attualmente già utilizzano le bande degli 800 MHz, 1.800 MHz e 2.6 GHz per il 4G. L’operatore con la maggior parte di siti Lte in servizio è Orange France (8.716), seguito da Bouygues Telecom (7.567), Free Mobile (6.134) e Numericable-Sfr (5.572).
Nelle scorse settimane Consiglio superiore dell’audiovisivo francese e Agenzia nazionale delle frequenze hanno speso buona parte del proprio tempo a spiegare a tutta la popolazione l’importanza della migrazione allo standard Mpeg4, sottolineando i futuri benefici in termini di qualità e suono dei filmati trasmessi sui 26 canali transalpini gratuiti. Lo “spegnimento” dello standard Mpeg2 comporterà un ampliamento del bouquet di canali trasmessi in alta definizione. Prima di martedì 6 canali (HD1, L’Equipe 21, 6ter, Numéro 23, RMC Découverte, Chérie 25) venivano trasmessi in HD, 4 (TF1, France 2, M6, Arte) anche in modalità standard mentre i 15 restanti erano visibili solo in standard Mpeg2.
L’esecutivo francese ha sfruttato anche la graduale scomparsa dei televisori non compatibili con la trasmissione in alta definizione: su 44 milioni totali, quelli non Hd erano 5,4 a novembre scorso e 3,3 a febbraio 2016. Una fetta che corrisponde a poco meno del 10% di tutte le Tv utilizzate in Francia e che è riconducibile in larga parte a quella fascia di popolazione più anziana, connotata da una scarsa propensione e poco interesse a dotarsi di televisioni al passo con i tempi.
C’è chi ha optato per un adattatore, facendo la fortuna di produttori come CGV, Brandt, Philips e Strong che hanno intascato circa 30 euro a pezzo, e c’è chi ha colto la palla al balzo per portarsi a casa una Tv nuova. Solo nella seconda settimana di marzo le vendite complessive dei dispositivi Hd, tra Tv e adattatori, è aumentato dell’83% rispetto allo stesso periodo del 2014. Numeri che secondo l’Anfr testimoniano la volontà dei consumatori di seguire la transizione verso l’Hd, anche se non è che la decisione del governo offrisse chissà quali alternative.