WOMEN20

G20, Giachetti (Aidda): “Urgente valorizzare imprenditoria femminile”

La presidente dell’Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti di Azienda auspica una maggiore inclusione finanziaria e una spinta per colmare i gap. In corso la due giorni “W20 Kick Off Event” che dà il via ai lavori internazionali dell’engagement group

Pubblicato il 22 Feb 2021

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È urgente valorizzare la presenza di iniziative imprenditoriali femminili. Lo si può fare creando una maggiore inclusione finanziaria ed economica per le donne sotto un profilo strategico, e cioè la necessità che il valore femminile della cura entri nelle decisioni economiche e sociali del momento in cui viviamo. La cura è il mezzo per conseguire e realizzare obiettivi anche di sostenibilità, oltre che di inclusione, prosperità e giustizia”: questo l’appello lanciato da Antonella Giachetti, Presidente nazionale di Aidda, l’Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti di Azienda, in occasione del “W20 Kick Off Event” la due giorni che dà il via ai lavori internazionali dell’engagement group del G20 a presidenza italiana.

Per la prima volta il G20 dovrà varare una road map sul women empowerment che sarà presentata ai leader mondiali. Il documento finale sarà svelato in occasione del summit di luglio e sarà consegnato ai leader del G20 in vista dell’evento internazionale di Roma a fine ottobre. Durante il 2021 numerosi saranno gli eventi internazionali organizzati da Women20 per approfondire i diversi temi. Tra i progetti, l‘apertura di un tavolo sul “Gender Pay Gap” per definire un piano strategico di equilibrio interno e la messa a punto di un corso di “Gender Etiquette” finalizzato al superamento degli stereotipi di genere.

“Le persone di tutto il pianeta sono nell’epicentro di tre processi epocali come la crisi pandemica, crisi climatica e rivoluzione tecnologica. Questi tre processi – ha sottolineato la Chair W20 Linda Laura Sabbadini- stanno convergendo in una grande crisi storica e avranno un notevole impatto sociale, economico e ambientale per molti anni a venire. Le donne – ha aggiunto – sono state il pilastro della lotta contro il Covid, il pilastro della cura, sopportando una nuova mole di lavoro e di impegno. È ora che i governi si diano una strategia adeguata non per l’inclusione, perché le donne non sono un soggetto svantaggiato da proteggere, ma per potenziare la loro rappresentatività”.

Aidda ha presentato nei giorni scorsi al Parlamento un documento in occasione delle audizioni sul Recovery Plan. “Per essere realmente efficace il Piano per l’Italia deve affrontare imprescindibilmente tre effettive riforme strutturali senza le quali ogni progetto rischia di incagliarsi irrimediabilmente: riforma della P.A., Riforma della Giustizia e Riforma fiscale in una visione d’insieme del Paese Italia che individui a 360 gradi il sistema economico sociale dei prossimi 10/20 anni. Tutta la struttura del Pnrr viene caratterizzata da tre priorità trasversali: Donne, Giovani e Sud. Con riferimento alle donne viene indicata la necessità di conseguire la parità di genere in diversi ambiti della politica economica e sociale e si spiega che questa priorità strategica non è affidata a singoli interventi circoscritti in specifiche componenti, ma perseguita in tutte le missioni del Pnrr. In tal senso vogliamo sottolineare la assoluta carenza di indicazione del tipo di interventi che in ogni missione siano finalizzati a garantire il conseguimento di una effettiva parità di genere, soprattutto tenendo presente che il Regolamento europeo approvato a fine gennaio dalla UE prevede espressamente a carico di ogni Paese l’obbligo di spiegare esattamente come intendono raggiungere la parità di genere come obiettivo trasversale, le singole misure che si vogliono attuare”, si legge nella relazione.

In dettaglio è stata evidenziata la necessità della quantificazione delle risorse da dedicare per ogni missione alla priorità della parità di genere: “Per quanto riguarda le attività di sostegno all’imprenditoria femminile sono necessari interventi e provvedimenti tesi a promuovere ed incentivare l’avvio e la valorizzazione della presenza femminile nell’imprenditoria a livello locale come veicolo per conseguire la rigenerazione di territori italiani con iniziative economiche artigianali, agricole, culturali locali e sostenibili, tutte capaci di una maggiore resilienza e prosperità per i territori stessi; incentivare il supporto finanziario alle iniziative imprenditoriali e occupazionali femminili sia nell’area degli interventi di cui al punto i. ed in generale per ogni iniziativa economica femminile che risponda a criteri di sostenibilità (ambientale, sociale ed economica); mettere a disposizione percorsi formativi imprenditoriali finalizzati a rendere il mondo femminile che si affaccia a nuove iniziative economiche, consapevole dei contesti e delle regole di base in campo amministrativo, economico, finanziario, commerciale e digitale; agevolare una sempre maggior presenza di donne nelle posizioni apicali nel mondo italiano della grande impresa e della finanza”.

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