Col nuovo anno è cominciata la presidenza italiana del G7 e il nostro Paese punta a giocare un ruolo da protagonista sullo scacchiere internazionale per quanto riguarda i dossier strategici, a partire dalla sfida dell’intelligenza artificiale. “Da Nord a Sud accoglieremo gli alleati per affrontare le grandi questioni mondiali, dalle guerre ai cambiamenti climatici, dall’Africa all’intelligenza artificiale. Una grande occasione, siamo pronti”, ha scritto su X il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Sia Governo che Parlamento sono focalizzati sull’intelligenza artificiale
Intento confermato dal ministro dell’Industria e del Made in Italy, Adolfo Urso, che aprendo a Verona la conferenza stampa di bilancio del 2023 ha annunciato che “il primo evento ministeriale della presidenza italiana del G7 sarà quello dell’industria e dello spazio, che abbiamo voluto ripristinare dopo una lacuna durata sette anni, e abbiamo deciso di realizzarlo a Verona il 14 marzo”. Urso ha aggiunto che “questo evento sarà preceduto dall’incontro con gli stakeholder internazionali che potranno incontrare i vertici dei sette grandi paesi, ovvero i ministri dell’industria. La ministeriale successiva si svolgerà a Trento e riguarderà in modo specifico il digitale e l’intelligenza artificiale. La scelta di Verona non è casuale perché quest’area rappresenta il polmone produttivo del nostro paese” ha precisato Urso.
La sfida dell’intelligenza artificiale, inoltre, “sarà uno dei principali temi del G7 dei Parlamenti, che sarà presieduto dall’Italia e avrà luogo a settembre a Verona. La Camera vi è impegnata da diversi mesi, numerose sono state le audizioni e ringrazio la vicepresidente Ascani, che sta svolgendo un prezioso lavoro. Una nostra delegazione si è recentemente recata negli Stati Uniti per visitare le aziende leader. Penso che il fattore tempo sia molto importante in questo settore, la Camera deve farsi trovare pronta a legiferare per gestire i rischi e le potenzialità di questa innovazione con piena consapevolezza”. Lo ha detto il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in un’intervista al Corriere della Sera, rimarcando la centralità delle sfide connesse allo sviluppo della tecnologia per l’intera comunità internazionale.
Per Mattarella l’impatto dell’AI è ancora sottovalutato
Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, già intervenuto sul tema dell’intelligenza artificiale in occasione del suo discorso di fine anno, in un messaggio inviato a Papa Francesco, ha sottolineato l’importanza del rapporto tra essere umano e tecnologie digitali. “Il tema della 57ma Giornata Mondiale della Pace, ‘Intelligenza artificiale e pace‘, ci invita a una riflessione sul significato delle nuove tecnologie, che si contraddistinguono per le loro dirompenti potenzialità e i loro effetti ambivalenti. Siamo di fronte a uno snodo fondamentale. I rapidissimi progressi dell’intelligenza artificiale incidono sempre più profondamente sugli individui, sulle attività umane, sulla nostra interazione con l’altro e con l’ambiente”, ha scritto Mattarella. “Tuttavia, il tema è entrato soltanto di recente nel dibattito pubblico e il suo impatto sulla società è ancora ampiamente sottovalutato. È quindi quantomai opportuno che nella Comunità internazionale si sviluppi un dibattito aperto e inclusivo che approfondisca il nostro rapporto con innovazioni tanto straordinarie e con le modalità necessarie a governarle”.
Per il capo dello Stato “ne va della stessa possibilità di assicurare al mondo intero prospettive di pacifica convivenza e uno sviluppo autenticamente umano e integrale. Ma ne va anche e soprattutto della dignità di ogni donna e ogni uomo, dignità fondata tra l’altro sul carattere unico di cui nell’ambito del Creato la persona umana è portatrice”.
Per Meloni serve una AI incentrata sull’uomo
L’importanza del tema dell’AI è del resto sempre stata sottolineata anche dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che nel corso della riunione del Comitato interministeriale per la transizione digitale tenutasi a Palazzo Chigi lo scorso novembre aveva annunciato, in vista del G7 una conferenza internazionale sul rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro: “Una materia sulla quale dobbiamo coinvolgere gli attori privati, perché costruire una governance dell’intelligenza artificiale non vuol dire lavorare contro le aziende, ma dialogare col mondo privato in un mondo in cui gli interessi pubblici e privati, entrambi legittimi, non sono sempre sovrapponibili e a volte sono in contrasto”, aveva detto Meloni.
“Noi dobbiamo evitare che aumenti il divario tra i ricchi e i poveri, che scompaia la classe media e che in definitiva l’impatto dell’intelligenza artificiale sia più negativo che positivo sulle nostre vite e sulle nostre società”, aveva spiegato la premier, aggiungendo che “in questo immane lavoro, viene in nostro aiuto anche ciò che è stato fatto dalla Santa Sede, con la Rome Call for AI Ethics, un documento per un approccio etico all’intelligenza artificiale. Tra le nostre priorità c’è quella di fare in modo che l’AI sia incentrata sull’uomo e controllata dall’uomo. Dobbiamo lavorare per garantire delle barriere etiche all’intelligenza artificiale e dare applicazione pratica al concetto di algoretica, ovvero dare un’etica agli algoritmi”.