LA RICERCA

Gambling online, mercato globale a 400 miliardi di euro. Italia in forte crescita

Secondo lo studio realizzato da Deloitte e Università Luiss Guido Carli, tra il 2013 e il 2017 il giro d’affari ha registrato un aumento del 7%. La Penisola è la seconda “piazza” europea dopo la Gran Bretagna. Sugli scudi scommesse sportive e casinò

Pubblicato il 26 Giu 2019

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Tra il 2013 e il 2017 è cresciuto del 7%, a livello globale, il settore del gambling online: sono stati infatti superati i 400 miliardi di euro di raccolta, a fronte di una spesa per i giocatori di poco superiore ai 43 miliardi di euro. In questo contesto, le scommesse sportive rappresentano il 48,3% del mercato al 2017 con un tasso di crescita tra il 2013 e il 2017 pari all’8%, rispetto al 11,7% del settore dei casinò e del poker online che rappresentano il 46,9% del mercato. In termini geografici, l’Europa rappresenta la principale area di sbocco, con una quota del 45%, mentre il mercato del Nord America, in seguito alle recenti evoluzioni nella regolamentazione, è cresciuto ad una media del 44,6% tra il 2013 e il 2017. Nel 2017 la penetrazione del settore online in Italia si è attestata a circa il 7,2%, con il margine lordo che ha raggiunto 1,3 miliardi di euro (+23,7%). Quello italiano rappresenta il secondo mercato in Europa in termini di raccolta nel segmento online (26,9 miliardi di euro), preceduto dalla Gran Bretagna (137,2 miliardi) e seguito da Spagna (13,3 miliardi) e Francia (7,1 miliardi).

Sono questi i dati che emergono dallo studio “Il settore del gioco online: confronto internazionale e prospettive”, presentato oggi a Roma all’evento “Il settore del gioco online: confronto internazionale e prospettive”. Lo studio, nato dalla collaborazione tra Deloitte e il Centro Arcelli per gli Studi Monetari e Finanziari dell’Università Luiss Guido Carli (Casmef), ha l’obiettivo di inquadrare il settore del Gaming Online in Italia e nel contesto europeo. La ricerca è articolata su tre principali tematiche: analisi dell’andamento economico del settore in Italia e confronto con i principali paesi Europei, con particolare attenzione ai tre parametri rilevanti, ovvero raccolta, spesa ed entrate erariali; analisi comparativa a livello europeo della regolamentazione del settore, con riferimento specifico alle autorizzazioni ad operare, alle limitazioni della pubblicità e alla fiscalità; discussione dei risultati recenti sulla profilatura dei giocatori in Italia e valutazione dell’impatto economico e sociale del settore sull’economia nazionale, attraverso l’analisi dei dati relativi alla filiera.

Dallo studio emerge un importante contributo del settore all’economia nazionale, ma allo stesso tempo appare chiara la necessità di monitorare attentamente e limitare i potenziali rischi per i consumatori, in particolare quelli relativi al gioco problematico. Lo studio vuole fornire elementi di riflessione utili per regolatori e policy makers, delineando allo stesso tempo un ruolo fondamentale per gli operatori di mercato: è, infatti, evidente che uno sviluppo ordinato e sostenibile del comparto online deve rappresentare l’obiettivo comune dello Stato e dei suoi concessionari, obiettivo che in un’ottica di lungo periodo non può prescindere da una regolamentazione certa e stabile nel tempo e dalla tutela della salute dei consumatori.

Il profilo dei giocatori e la ludopatia

In Italia, sono 2,2 milioni di utenti i “giocatori attivi” online (ovvero coloro che hanno scommesso almeno una volta). Se si considerano anche i giocatori “dormienti” (coloro che hanno un account attivo ma non hanno effettuato scommesse), il numero totale di giocatori online sale a 3,7 milioni. Anche in termini di giocatori attivi online l’Italia si posiziona al secondo posto alle spalle della Gran Bretagna (sette milioni di giocatori) e seguita da Francia (2,2 milioni), Germania (2,2 milioni) e Spagna (1,5 milioni di giocatori).

L’82% dei giocatori online in Italia è rappresentato da uomini (in linea con la media europea) e circa il 50% dei giocatori online ha meno di 34 anni. Secondo le ricerche di Codere e Ipsad, i giocatori problematici in Italia si attestano in un range tra l’1,0% e 1,6% della popolazione adulta. Lo studio sottolinea che per contrastare la ludopatia, il gioco online, grazie alla sua natura tecnologica, presenta ampi margini di intervento attraverso l’utilizzo possibile di strumenti di controllo informatici, vincoli o blocchi automatici.

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