LA PREVISIONE

Gartner: e-commerce, identità social al raddoppio

Entro 2 anni il 50% dei nuovi retail customer sarà basata sui dati inseriti su Facebook & Co. Registrazioni più semplici senza il “vecchio” form, ma il rischio di frode è dietro l’angolo

Pubblicato il 05 Feb 2013

I social network avranno un forte impatto sulle vendite al dettaglio nei prossimi due anni. Secondo uno studio di Gartner, entro il 2015 il 50% delle nuove identità dei clienti sarà basata sulle loro identità sulle piattaforme social, un balzo in avanti rispetto all’attuale 5%. Sarà quindi sempre più forte l’influenza di Facebook, Twitter & company sulla Identity and access management (Iam).

“Per un crescente numero di utenti del web – spiega Ant Allan, vicepresidente delle ricerche di Gartner – i social network ‘sono’ Internet. Usare il login di Facebook, o di altre popolari reti social, riduce i problemi e quindi migliora l’esperienza di registrazione del cliente. Le informazioni personali richieste possono essere importate dai profili social degli utenti, riducendo, se non eliminando del tutto, la compilazione dell’apposito formulario. Inoltre – prosegue Allan – se il cliente utilizza la propria ‘social network identity’ non ha necessità di memorizzare password che altrimenti userebbe di rado o di imbarcarsi in complicati ripescaggi delle parole in codice nel caso le abbia dimenticate”.

Inoltre, sempre secondo l’analista di Gartner, l’uso delle identità social contribuisce a ridurre il numero di login o registrazioni abbandonate e rende più facile per i clienti comprare online.

D’altra parte la mancanza di prove certe di un’identità presente su un social network espone i commercianti al rischio di frodi. È necessario, dunque, che i service provider si difendano: possono consentire la registrazione attraverso le piattaforme social ma al tempo stesso incrementare il processo con controlli aggiuntivi nel caso in cui il sito di un negoziante al dettaglio fornisca l’accesso a dati sensibili o a transazioni finanziarie. In alternativa i venditori possono accettare di correre rischi scommettendo comunque su un aumento dei clienti e del volume degli acquisti, e decidere di passare la palla alle società delle carte di credito, che possiedono strumenti più efficaci nella lotta alle frodi.

“Nonostante questi pericoli – afferma Allan – l’autenticazione tramite identità social non è peggiore di quella tradizionale, anche perché i commercianti si possono affidare alla ‘saggezza’ comune (ovvero alle informazioni possedute da tutti gli altri utenti della piattaforma) per verificare se un’identità è vera o falsa”.

Gartner prevede che, nei prossimi anni, ci sarà un aumento della domanda di vendor specializzati che supportano questo uso delle identità dei social network.

Tuttavia, avverte, non tutte le organizzazioni potrebbero trarne i benefici sperati. Gartner indica tra queste “i servizi commerciali che hanno un rapporto vis a vis con il cliente” e “gli organismi governativi che gestiscono portali per i cittadini”.

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