Gigabit Era, Sacco: “Occhio alla qualità della fibra”

Per l’esperto la fibra è un’infrastruttura “definitiva”, indispensabile per le applicazioni di realtà aumentata,contenuti video 8K, blockchain e Industry 4.0. “Dobbiamo raggiungere un livello di connettività tale da garantire un servizio sempre stabile e affidabile”.

Pubblicato il 28 Ott 2016

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“La storia economica della tecnologia mostra che un’infrastruttura esprime il suo massimo potenziale quando la sua qualità è talmente alta che ci dimentichiamo della sua esistenza. Si pensi ad esempio a ciò che è stato possibile ottenere grazie all’elettricità quando questa è diventata affidabile e largamente diffusa. Dobbiamo raggiungere lo stesso livello per la connettività in modo tale da avere un servizio sempre stabile, affidabile e garantito”. Esordisce così, il professor Francesco Sacco intervenuto al convegno “Kairos, la cultura digitale attraverso la fibra e le nuove tecnologie installative” organizzato a Roma da Prysmian in collaborazione con l’Iatt, l’Italian Association for Trenchless Technology.

Per il docente della Bocconi le sfide della Gigabit Era possono essere affrontate solo attraverso la realizzazione di un’infrastruttura in fibra di qualità. Lo scenario che si pone davanti è caratterizzato infatti da:

aumento imponente dei flussi di informazione che passeranno da circa 1 ZByte del 2016 ai circa 4.3 ZByte del 2020, dovuto soprattutto alla diffusione dei contenuti video 4K e 8K;

crescita dei device connessi che arriveranno a circa 34 miliardi nel 2020 tra smartphone, tablet, pc, connected TV e soprattutto dispositivi IoT che da soli ammonteranno a circa 24 miliardi;

diffusione delle applicazioni di realtà virtuale e di realtà aumentata con quest’ultima che avrà un’influenza sempre maggiore sulle vendite online passando dal 1% del totale del 2025 al 25% del 2035;

diffusione del blockchain come nuovo paradigma nelle transazioni finanziarie;

esplosione del traffico dati mobile, cresciuto globalmente del 74% nel 2015, di circa 4.000 volte negli ultimi 10 anni e di ben 400 milioni di volte negli ultimi 15, che viaggerà soprattutto su wi-fi in scenari di off-loading con una percentuale dirottata su rete fissa, attualemente pari al 51% del totale del traffico mobile e che crescerà fino a raggiungere il 55% del totale secondo Cisco Systems e addirittura il 67% secondo i Nokia Bell Labs.

Secondo Sacco “La fibra ottica è l’unica soluzione che permetterà di avere tutta la banda necessaria e garantire latenze dell’ordine di pochi ms per abilitare le applicazioni più complesse. In un certo senso, è un’infrastruttura definitiva: una volta posata, per aumentarne le prestazioni basterà soltanto cambiare gli apparati agli estremi. In tale quadro quindi, la qualità dell’accesso alla rete fissa difficilmente sarà mai separata da quello alla rete mobile. In vista del 5G, sarà inoltre necessario adottare nuovi paradigmi in termini di architetture di rete, ad esempio con soluzioni di edge computing, e di deployment del software, tramite i container. Non a caso a settembre l’Unione Europea ha rivisto i propri target di banda per il 2025 prevedendo 1 Gbps in download e upload in tutte le strutture pubbliche e 100 Mbps per tutte le famiglie. Inoltre, il commissario europeo per l’economia e la società digitale, Günther Oettinger, ha affermato che per riuscire a tenere il passo di Cine e Stati Uniti, sono necessari 800 miliardi di dollari di investimenti per l’infrastrutture digitali in Europa. Se osserviamo l’andamento dell’export di beni e servizi da quando c’è Internet, notiamo che alcuni Paesi hanno fatto meglio di altri grazie al digitale: la Germania in particolare ha triplicato le proprie esportazioni mentre per gli Stati Uniti queste sono cresciute di circa due volte e mezza. A causa dello scarso sviluppo del digitale, l’Italia non è riuscita a far leva sul suo effetto catalizzatore fermandosi a quasi 1 volta e mezza e passando dall’essere il sesto paese esportatore nel 1996 al decimo posto odierno”.

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