REPORT

Gigabit Society: l’Europa ha bisogno di 660 miliardi di euro

Report Boston Consulting Group: necessaria una stretta collaborazione tra pubblico e privato per accelerare gli investimenti su un mix di infrastrutture in fibra e wireless 5G per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di connettività e spingere le opportunità di una società sempre più digitale

Pubblicato il 08 Nov 2016

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Nel report “Building the gigabit society: an inclusive path toward its realisation” sviluppato dal Boston Consulting Group per conto dell’Etno, l’associazione europea dei principali operatori di telecomunicazioni, sono delineati i principali ambiti in cui gli operatori telco possono intervenire per contribuire in maniera rilevante al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi indicati a settembre dalla Commissione Europea per la realizzazione della Gigabit Society. La nuova vision europea è infatti significativamente più ambiziosa della precedente e pone al centro la convinzione che per assicurare a tutti i cittadini europei i benefici derivanti da una società sempre più digitale, le reti VHC (Very High Capacity) devono essere realmente disponibili su tutto il territorio. Ciò permetterà di rispettare i target del 2025 relativi a connessioni simmetriche di 1 Gbps in tutte le strutture pubbliche e di almeno 100 Mps in tutte le famiglie.

Il report evidenzia che il migliore percorso verso la Gigabit Society necessita di un approccio tecnologico inclusivo supportato da numerose possibilità di modelli di investimento. L’obiettivo, infatti, è quello di fare in modo che nessun territorio europeo resti indietro, puntando a connettere il più ampio numero possibile di cittadini nel minor periodo possibile e con la migliore tecnologia. In tale quadro le scelte tecnologiche su cui dirottare gli investimenti assumono un ruolo chiave.

Nello specifico, solo attraverso una combinazione di tecnologie wired, quasi esclusivamente in fibra in modalità FTTH, e tecnologie wireless 5G sarà possibile connettere tutte le famiglie a reti VHC entro il 2025. Ciò richiede un forte aumento in termini investimenti che può essere agevolato tramite stimoli alla domanda e sussidi nelle aree meno redditizie che assicurano adeguati ritorni sull’investimento. In tale contesto, la regolamentazione su aspetti quali gestione dello spettro e il supporto alla concorrenza riveste un ruolo centrale.

Secondo gli analisti del BCG, sono necessari circa 660 miliardi di euro di investimenti: 360 miliardi per la disponibilità di reti ultrabroadband FTTH per tutte le famiglie, 200 miliardi per il roll-out delle reti di accesso 5G e 100 miliardi lo sviluppo di data center di prossimità per abilitare scenari low-latency in ottica edge computing. Se tutto ciò dovesse essere finanziato solo da investimenti privati, al ritmo attuale di investimento sarebbero necessari numerosi anni andando sicuramente oltre la data del 2025. Per tanto, è necessario un approccio tecnologico inclusivo incentrato su una stretta collaborazione tra istituzioni pubbliche e imprese private le quali devono poter contare su politiche pubbliche di supporto e su una regolamentazione efficiente tale da generare un incremento di investimenti privati di almeno 10 miliardi di euro l’anno.

Secondo Lise Fuht, Direttore Generale dell’ETNO: “La gigabit society è oggi una visione ambiziosa per l’accesso universale e l’equa partecipazione di tutti al futuro digitale dell’Europa. Gli sforzi di investimento dei nostri associati possono trasformare tale visione in realtà. Per agevolare tale percorso, il nuovo codice delle comunicazioni elettroniche deve incentivare un approccio tecnologico inclusivo supportata da diversi modelli di investimento.”

Secondo, Wolfgang Bock, Senior Partner & Managing Director del BCG: “La Commissione Europea ha riconosciuto il ruolo cruciale delle reti e ha posto obiettivi ambiziosi di connettività. Mobilizzare i cospicui investimenti necessari è possibile ma molto dipende dalla flessibilità del quadro regolatorio e dalle scelte tecnologiche che dovranno essere personalizzate di volta in volta sulle base delle condizioni locali di una data area o territorio.”

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