DELEGA FISCALE

Global minimum tax, disco verde del Governo: aliquota al 15% per le big tech

L’Italia recepisce la direttiva Ue, che a sua volta riprende la riforma Ocse: coinvolte le multinazionali con ricavi non inferiori a 750 milioni. Ecco come funziona

Pubblicato il 19 Dic 2023

Giorgetti

Disco verde del Consiglio dei ministri alla Global minimum tax. Nella riunione di oggi l’esecutivo ha approvato due decreti legislativi di attuazione della delega fiscale: quello sulla fiscalità internazionale, che contiene la global minimum tax, e quello su adempimenti e versamenti.

Che cos’è la Global Minimum Tax

La Global Minimum Tax è un’imposta del 15% che rientra nella riforma fiscale decisa a livello Ocse. A pagarla saranno  i gruppi multinazionali o nazionali, big tech incluse dunque, con ricavi consolidati non inferiori 750 milioni di euro.

La riforma Ocse si basa su due pilastri:

  • un nuovo sistema di imposizione delle multinazionali alle giurisdizioni in cui sono realizzati gli utili: le grandi aziende con un fatturato sopra i 20 miliardi di euro e una redditività superiore al 10 per cento dovranno pagare le imposte anche nei Paesi in cui svolgono le attività e non solo dove hanno la sede legale. La convenzione multilaterale di attuazione è stata approvata dall’Ocse lo scorso 11 ottobre;
  • una tassazione minima effettiva pari ad almeno il 15 per cento per i grandi gruppi multinazionali con fatturato globale superiore a 750 milioni di euro per “ridurre le possibilità di erosione della base imponibile e di trasferimento degli utili”.

La global minimum tax rende esecutivo il secondo pilastro, che l’Unione europea aveva a sua volta inserito nella direttiva 2022/2053, recepita appunto nella delega fiscale licenziata dal Cdm di oggi. La direttiva determina le modalità tramite le quali i principi dell’aliquota fiscale effettiva del 15% saranno applicati nell’Ue. In Italia la tassa entrerà in vigore dal  1° gennaio 2024.  

Le due regole della direttiva Ue

La direttiva introduce due regole volte proprio a colpire tutte le fattispecie con cui le grandi multinazionali riescono a schivare i propri obblighi nei confronti del fisco nazionale.

  • l’imposta minima integrativa che devono pagare le imprese controllanti localizzate in Italia di gruppi multinazionali o nazionali in relazione alle imprese soggette ad una bassa imposizione, ovvero inferiore al 15 per cento, che fanno parte del gruppo;
  • l’imposta minima suppletiva: a versarla una o più imprese di un gruppo multinazionale localizzate in Italia in relazione alle imprese che fanno parte del gruppo soggette ad una bassa imposizione quando non è stata applicata, in tutto o in parte, l’imposta minima integrativa equivalente in altri Paesi.

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