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Goodbye Telecom o Good morning Tim? Il ritorno di un testo di riferimento

Con la prefazione del Presidente dell’Autorità Garante per le Comunicazioni il saggio di Maurizio Matteo Dècina che racconta il ventennale caso Telecom verrà presentato presso le aule del Senato il 19 Giugno

Pubblicato il 09 Giu 2017

Enzo Lima

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Il “Goodbye Telecom: Antologia del ventennale (1997-2017), dalla Privatizzazione a una Public Company”, scritto per la ricorrenza dell’anniversario della privatizzazione è l’ultimo saggio di Maurizio Matteo Dècina. Verrà presentato presso le aule del Senato con successivo dibattito di attualità dal Movimento Cinque Stelle, allo scopo di fare chiarezza sulla situazione della banda ultralarga. Saranno presenti come relatori i deputati Roberta Lombardi e Paolo Nicolò Romano, Vito Gamberale, Giorgio Meletti, Luca Attias e Franco Lombardi (Asati).

Più che una riedizione aggiornata dell’ormai discusso e quasi “leggendario” primo libro (comprato e presente tra le altre anche nelle biblioteche delle Università di Yale, Princeton e Cambridge MA), si tratta di un vero e proprio gradevolissimo saggio analitico, il cui titolo prende spunto dal greco antico “antos” (fiore) e “lego” (raccolgo). A tutti gli effetti un resoconto sulle maggiori criticità ed opportunità riscontrate, soprattutto dalle maggiori fonti informative del Paese, nei vent’anni trascorsi da quando l’azienda finì di essere la Telecom dei successi degli anni 90 del periodo di Ernesto Pascale.

Lo stile a tratti romanzato si adegua a una disquisizione filosofica con oggetto numeri e dati. Un libro che, come nota il Presidente dell’Autorità Garante delle Comunicazioni Angelo Cardani nella prefazione, ha il pregio di essere “ricco di note e riferimenti”. Caratteristiche che potrebbero fare del “Goodbye Telecom antologico” un libro non meno rilevante rispetto al precedente del 2013 (come riportato da “Il Giornale”: questo fu ritirato dalle librerie dall’editore il giorno stesso che è arrivato l’atto di citazione all’autore da 10 milioni di danni civili da parte di Marco Tronchetti Provera. Citazione poi ritirata. A suo tempo l’autore aveva specificato che a parte i toni si trattava di un libro “privo di falsità, errori od insulti” e che “i libri non si discutono nei tribunali”.

Ma l’interesse e le finalità del presente saggio, anche per il prestigio e le attenzioni riscontrate, sono rivolte al futuro dello sviluppo dell’infrastruttura tecnologica.

La situazione attuale è contraddistinta dalla contesa tra TIM ed il nuovo concorrente Enel Open Fiber che di recente si è aggiudicato il primo bando di gara nelle aree a fallimento di mercato. La posizione dell’autore sembrerebbe propendere per una ragionata ed efficiente sinergia con il rilancio di una nuova politica industriale.

Mentre il futuro è segnato dalla teoria dei cicli esagerati e da un auspicato nuovo boom equilibrato e non speculativo delle telecomunicazioni, rappresentato dall’internet delle cose, dalla convergenza con i contenuti e dall’industria 4.0. Il tutto farebbe pensare al ritorno di un “campione nazionale”, così come è intitolato un paragrafo saliente del libro. Sempre e quando ci sia il rispetto dei livelli occupazionali e si combatta la “disoccupazione tecnologica”, poiché come è intuibile l’impostazione in tutte le ricostruzioni è di stampo keynesiano e l’auspicio sembrerebbe quello di una Public Company.

Per quanto riguarda invece il passato, su cui si è soffermato Il Presidente dell’Autorità garante per le Comunicazioni Angelo Marcello Cardani nella sua prefazione, Dècina ha preso come filo conduttore la Lectio Magistralis di Vito Gamberale per la laurea Honoris Causa in Ingegneria delle telecomunicazioni (Università di Tor Vergata). Partendo da quella Lectio, Dècina analizza con bilanci alla mano le gestioni delle OPE e delle dismissioni nelle quali è avvenuta l’esplosione dell’indebitamento, incluso il calo del fatturato delle gestioni successive. Confronta le versioni degli azionisti di controllo con quelle di deputati come Luigi Zanda o Massimo Mucchetti o di noti giornalisti che hanno fatto la storia della cronaca del “caso Telecom” quali Eugenio Scalfari o Peter Gomez, fornendo link documentativi e continui, quasi ridondanti, riferimenti al fine di lasciare il più possibile il giudizio al lettore.

Questo saggio è pubblicato dall’editore Gowere, noto agli addetti del settore per il libro di Fiorina Capozzi “Vincent Bollorè il nuovo Re dei media” recensito in Francia da Le Monde e Liberation. Una casa editrice in forte crescita che utilizza la formula del print on demand con una contemporanea presenza ubiqua su web e librerie, anche europee.

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