Una ristrutturazione radicale che si ispira al modello di Berkshire Hathaway, la società che fa capo a Warren Buffett. Google annuncia a sorpresa una “rivoluzione” societaria con la nascita di Alphabet, la holding a cui faranno capo tutte le divisioni del gruppo, inclusa Google Inc che ne diventerà una controllata. “E’ un nuovo capitolo della storia di Google – spiega afferma Larry Page, il cofondatore della società, parlando a nome anche di Sergey Brin, l’altro cofondatore. ”Il nome Alphabet ci piace perché significa l’insieme di lettere che rappresenta il linguaggio, una delle innovazioni più importanti dell’umanità” spiega Page, che sarà ceo di Alphabet, mentre Brin ne sarà presidente. Eric Schmidt resterà executive chairman e Ruth Porat Cfo.
A guidare Google Inc sarà invece l’attuale vice di Page, Sundar Pichai. ”Abbiamo spesso ritenuto che nel tempo le società sono a proprio agio nel fare sempre la stessa cosa, decidendo solo piccoli cambi. Ma nell’ industria tecnologica – afferma Page sul blog di Google – dove le idee rivoluzionarie spingono verso le prossime aree di grande crescita, c’è bisogno di essere un po’ a disagio per restare rilevanti”. Google Inc. avrà in pancia il searching, Youtube, l’advertising e Android.
Alphabet è una ”collezione”, una raccolta di società, ”la maggiore delle quali è Google. Ma questa nuova Google è un po’ dimagrita, con le società che si occupano di altro rispetto ai prodotti internet che saranno contenute in Alphabet” spiega ancora Page. Google Inc diventerà insomma una divisione di Alphabet, che la sostituirà anche come società quotata: tutte le azioni Google saranno automaticamente convertite nello stesso numero di azioni Alphabet, con gli stessi diritti.
Nella nuova organizzazione societaria, sotto l’ombrello di Aphabet e a fianco di Google, verranno create varie società separate, ognuna col suo ceo per ogni singolo business (reale o potenziale) tra quelli sviluppati negli ultimi anni nei campi più disparati dalla febbrile ansia d’innovazione di Page e Brin. Business spesso promettenti, a volte avventurosi, quasi sempre rischiosi e a redditività differita. Gli investitori in Google chiedevano da tempo maggiore trasparenza su costi e redditività delle scommesse sui trasporti, la sanità o i palloni aerostatici per portare Internet in tutta l’Africa. La mossa dei capi del gruppo va in questa direzione, anche se chi vuol sapere quanto è costata l’auto che si guida da sola o la lente a contatto che misura il diabete, probabilmente resterà deluso: sotto Alphabet, oltre a Google, ci saranno sicuramente Google Ventures, la società di venture capital del gruppo, Capital, la società di private equity, Google Fiber, che gestisce servizi Internet ultraveloci. Per la medicina (soprattutto ricerca contro l’invecchiamento e le malattie senili come l’Alzheimer) Google ha già creato la società Calico (sta per California Life Company) insieme alla Arthur D. Levinson. E poi c’è GoogleX, i laboratori del gruppo che probabilmente terranno sotto il cappello di un’unica società vari programmi, come quello dell’auto senza pilota. In pancia anche Nest che si occupa di smart home.
Prima

Dopo

(Fonte The Telegraph)
Secondo il Wall Street Journal questa decisione “mostra che secondo i due cofondatori l’azienda – che oggi ha un valore di circa 445 miliardi di dollari – è diventata sempre più complessa da gestire, dato che persegue interessi in settori molto diversi tra loro e molto lontani dal solo motore di ricerca”.Questa struttura consentirebbe con maggiore facilità anche di separare uno dei progetti dal resto dell’azienda, per venderlo o renderlo indipendente. La spiegazione della mossa, comunque, riguarda anche i risultati relativamente deludenti ottenuti da Google sul mercato azionario per i primi mesi dell’anno, e l’intenzione di mostrare agli investitori che l’azienda ha intenzione di intervenire e non sedersi sui suoi successi.
Il Time spiega invece la mossa agganciandola alla rivoluzione del mobile. Lo split consentirà infatti a Pichai di concentrarsi sui biz remunerativi – app e pubblicità soprattutto – senza la zavorra di nuove e ancora poco monetizzate attività e alle altre società di “volare alto”.
”La G sta per Google. Come io e Sergey abbiamo scritto 11 anni fa Google non è una società convenzionale – prosegie il fondatore di BigG – E non vogliamo che lo diventi. In questo ambito vi abbiamo detto di aspettarvi piccole scommesse in aree che potrebbero sembrare speculative o addirittura strane se confrontate con le attività attuali”.
Page ha sottolineato che lui e Brin ”hanno fatto cose che sembravano da pazzi allora. Molte di queste cose hanno ora più di un miliardo di utilizzatori, come Google Maps, YouTube, Chrome e Android. E non ci siamo fermati. Stiamo ancora tentando di fare cose che altri pensano siano da pazzi e delle quali noi siamo molto contenti”. ”La nostra società funziona bene oggi, ma riteniamo che possa essere migliore. Per questo creiamo una nuova società, chiamata Alphabet”.
Ecco la documentazione inviata alla Sec.