LA CLASSIFICA

Great Place to Work Italia, le aziende IT pigliatutto: premiata la fiducia dei collaboratori

Pubblicato il ranking 2024 delle 60 migliori organizzazioni per cui lavorare nel 2024: il 30% appartiene al settore informatico. Cisco e Bending Spoons sul podio delle imprese che hanno tra 150 e 499 dipendenti

Pubblicato il 22 Mar 2024

Un’azienda italiana su tre, tra quelle considerate migliori dove lavorare, opera nel settore dell’IT. Cisco e Bending Spoons, in particolare, svettano tra le organizzazioni che contano tra i 150 e i 499 collaboratori. A dirlo è l’edizione 2024 del ranking Best Workplaces, stilato da Great Place to Work Italia, che evidenzia come l’elevato grado di fiducia dei collaboratori sia il volano alla base della crescita delle performance economico-finanziarie dei 60 migliori luoghi di lavoro nella Penisola.

A che settori appartengono e dove sono i Great Place to Work

L’analisi della employee experience è stata condotta da Great Place to Work Italia ascoltando il parere espresso da 219mila collaboratori di 379 aziende italiane, suddivise in base al numero di collaboratori.

Entrando più nel dettaglio, nell’analisi del ranking delle 60 migliori aziende italiane per cui lavorare nel 2024, si scopre come al settore IT seguano a distanza industria manifatturiera e servizi professionali (15%), biotecnologie e farmaceutica, servizi finanziari e assicurazioni (8%), sanità (5%), media e retail (3%), edilizia/costruzioni, elettronica, ingegneria, alberghiero, telecomunicazioni, trasporti (2%) e agricoltura (1%).

A livello di distribuzione territoriale, invece, più di tre aziende su quattro (77%) hanno sede in Lombardia (52%), Lazio (17%) e Veneto (8%) e in totale sono 13 le regioni italiane rappresentate nel ranking. Valle D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Umbria, Basilicata, Sardegna non hanno invece “best workplaces” sul territorio.

“Nonostante la minore presenza delle aziende nel sud Italia, siamo molto felici che realtà come la molisana Prestiter, la campana PA Advice, la pugliese Apuliasoft, la siciliana Plurimpresa, l’abruzzese Novidis e la calabrese ACSoftware siano riuscite a guadagnare il riconoscimento come migliori organizzazioni per cui lavorare in Italia. La crescita e il riscatto del Sud, che noi supportiamo anche con una classifica dedicata in uscita a dicembre 2024, a nostro parere parte da una diversa concezione dell’organizzazione aziendale e da un rapporto di fiducia tra persone e leader aziendali”, commenta Beniamino Bedusa, presidente di Great Place to Work Italia.

L’impatto di employer branding e clima di fiducia

Un altro interessante spunto che emerge dal ranking dei migliori luoghi di lavoro italiani riguarda l’impatto, nel medio lungo-periodo, del turnover sui costi nascosti di un’organizzazione: sulla base di una simulazione svolta da Great Place to Work Italia su dati proprietari, un’azienda di circa 100 collaboratori con un tasso di turnover pari al 10%, che è il valore medio per le organizzazioni attive nel Nord Italia, subirà circa 200mila euro di costi annui attribuibili all’uscita delle persone.

“I costi nascosti del turnover sono tra i costi più difficili da identificare, ma sono proprio quelli che aumentano le inefficienze delle organizzazioni proprio a causa delle risorse spese nella selezione, nella formazione e nell’attesa che il nuovo collaboratore raggiunga le performance del dimissionario”, dice Alessandro Zollo, ceo di Great Place to Work Italia. “Una buona strategia di employer branding, basata sul feedback diretto delle persone, riduce i costi di assunzione e di turnover, fenomeni in deciso aumento, soprattutto nelle nuove generazioni”.

D’altra parte, il Trust Index, l’indicatore del clima di fiducia di un’organizzazione, è pari all’89%, stabile rispetto al 2023 e in crescita dell’8% nel confronto con il 2019. Divario che s’allarga addirittura al +18% nel confronto con le altre aziende analizzate che hanno fatto registrare un Trust Index medio del 71%. Un altro interessante strumento d’analisi è rappresentato dall’Overall Satisfaction, una valutazione più diretta e istintiva dell’ambiente di lavoro che, nel 2024, è risultato essere pari al 92% (+6% nel confronto con il 2019).

Un livello elevato di fiducia dei dipendenti si riflette direttamente sul fatturato aziendale: i “best workplaces italiani” nel 2023 hanno avuto una crescita media dei ricavi, rispetto all’anno precedente, del 28%, un dato che se confrontato con il +0,6% medio fatto registrare nell’incremento del fatturato da parte delle organizzazioni italiane appartenenti ad industria e servizi incluse nell’indice Istat fa capire l’importanza, per lo sviluppo del business aziendale, di avere dei dipendenti soddisfatti.

I Great Place to work in Italia

Ma quali sono i migliori ambienti di lavoro in Italia nel 2024? Tra le grandi aziende, con più di 500 collaboratori, la migliore organizzazione in cui lavorare è Hilton, realtà globale attiva nel settore ospitalità, seguita da Teleperformance Italia (servizi professionali, assistenza telefonica/centri di vendita) e Conte.it (servizi finanziari e assicurazioni auto).

Nella categoria delle organizzazioni che hanno tra i 150 e i 499 collaboratori trionfa Cisco Systems, punto di riferimento nelle tecnologie di connettività, che entra nella classifica Best Workplaces Italia per il 23° anno, davanti a Bending Spoons (Information Technology – Software) e Dow (industria manifatturiera e produzione, prodotti chimici).

Il podio della categoria tra i 50 e i 149 collaboratori vede al primo posto Biogen Italia, una tra le prime aziende globali nel campo delle biotecnologie e completano il podio Storeis (servizi professionali – pubblicità e marketing) e Skylabs (Information Technology – Consulenza IT).

Nella categoria con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 49, il primo posto lo conquista Auditel, società attiva nel settore media che rileva gli ascolti dell’intera offerta televisiva italiana nella sua articolazione digitale, satellitare, live e on demand, su tutte le piattaforme e i device davanti a Exein, realtà che opera nel settore della cybersecurity ed Eoliann (Information Technology).

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