LA RIPARTENZA

Green Pass e scuola, slitta la piattaforma software. Ecco cosa sta succedendo

Atteso il parere del Garante Privacy. Successivamente un Dpcm dovrà introdurre la novità a livello nazionale. Il sistema rischia di non essere operativo prima di fine settembre. Nelle università app ad hoc e controlli a campione

Pubblicato il 30 Ago 2021

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Inizia il conto alla rovescia per l’inizio della scuola. Ma i controlli sul green pass dei docenti rischiano di essere effettuati a mano, almeno nelle prime settimane di lezione. Il via libera del Garante Privacy alla piattaforma informatica a cui potranno accedere i presidi per controllare le certificazioni vaccinale dei docenti è previsto tra oggi e domani, ma a seguire servirà un provvedimento ad hoc per renderla operativa. Provvedimento che con tutta probabilità sarà un Dpcm.

Se si conta, poi, che servirà qualche settimana di rodaggio per mettere a regime il sistema, è più che probabile che il controllo automatico sarà garantito solo a partire dalla fine di settembre. E non dunque nei primi giorni di scuola come annunciato dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

In attesa della piattaforma,  le scuole effettueranno controlli singoli in occasione degli esami di riparazione. “Stiamo aspettando la piattaforma per il controllo del Green pass del personale della scuola e confidiamo che arrivi per l’inizio delle lezioni come ci è stato assicurato – dice Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma – Per gli esami di riparazione dal primo settembre faremo i controlli singolarmente, con la normale App. Non prevediamo grandi disagi perché parliamo di 10-20 docenti per scuola”.

“Benvenga la piattaforma – ha aggiunto Rusconi – Avevamo sollecitato una soluzione del genere i primi di agosto. Sembra che siano stati superati i dubbi del Garante della privacy in merito al fatto che la scuola non possa trattare dati sanitari. In questo modo non trattiamo i dati personali ma sappiamo solo chi può entrare e chi no”.

Come funzionerà la piattaforma

Sogei e ministero della Salute stanno lavorando a una piattaforma, alla quale i presidi dovranno accedere per controllare automaticamente ogni mattina la situazione di ciascun insegnante, che visualizzerà un bollino verde per chi ha completato il ciclo vaccinale, rosso per chi non lo ha fatto.

Il sistema contiene già i dati in automatico controllati attraverso i riscontri fatti dalle Asl; al preside spetterà di verificare soltanto chi non ha il documento sanitario non possa entrare in classe e che allertare perché faccia il tampone al più presto. In caso contrario, scatta la procedura per la sospensione (al quinto giorno di semaforo rosso) dal lavoro e dallo stipendio.

I controlli nelle università

Diversa, invece, la situazione nelle università che non avranno a disposizione la piattaforma nazionale ma si stanno attrezzando in autonomia per effettuare i controlli.

La Federico II di Napoli sta vagliando diverse modalità per le verifiche. Nei prossimi giorni verrà inviato alle Asl l’elenco delle del personale docente, tecnico, amministrativo e ausiliario per capire chi non si è ancora vaccinato. I green pass potranno essere controllati a campione agli ingressi.

Anche per gli studenti – nelle università il green pass è obbligatorio anche per loro – sono previsti controlli manuali a campione. L’ateneo napoletano sta però lavorando allo sviluppo di un’app  per automatizzare il controllo dei green pass in maniera anonima.

Restando a Napoli, l’Università Suor Orsola Benincas ha stabilito che docenti e personale tecnico e amministrativo dovranno inviare via mail i loro green pass.

L’università Tor Vergata di Roma sta organizzando delle squadre che andranno a verificare il possesso dei pass nelle aule, a campione.

A Roma Tre il pass verrà controllato a tutti. “La certificazione deve essere esibita al personale dell’ateneo al momento dell’ingresso negli spazi dell’università che ne verificherà la correttezza, nei modi previsti dalla normativa”. Gli studenti dovranno esibire il pass anche al docente, in sede d’esame.

L’università di Trieste sta sviluppando una app che dialoga con la presenza del green pass nello smartphone, senza accedere ai dati sensibili e dunque senza violare la privacy degli studenti.

“È un bel segno che le università siano le prime ad adottare il green pass – ha evidenziato il ministro dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, intervenendo in diretta alla trasmissione Buongiorno di SkyTg24 – Ovviamente non tutti sono d’accordo, ma così è il mondo. La cosa importante è riaprire in sicurezza. Noi abbiamo una comunità fatta di persone che devono scambiare saperi, conoscenze il più possibile in presenza e questo è prioritario”.

Le mobilitazioni contro il green pass

Sit in e manifestazioni contro l’obbligo di green pass davanto al ministero dell’Istruzione  dove p stato aggedito un giornalista di Repubblica,
“Mi ha colpito alla faccia con 4-5 cazzotti – racconta Francesco Giovannetti – dopo avermi minacciato. Non mi lasciava andare, ma per fortuna erano presenti agenti della polizia che sono intervenuti. Ero lì da cinque minuti, ho chiesto a un gruppetto di persone se avevano voglia di parlare – aggiunge il giornalista- di rispondere a delle domande. Mi hanno chiesto per chi scrivessi e hanno iniziato a criticare Repubblica, ma in maniera civile. Solo poi quest’uomo, non so chi fosse o che ruolo avesse, si è girato, ha mimato il gesto di sgozzarmi, ha detto “ti taglio la gola se non te ne vai” e quando gli ho chiesto se stesse minacciando mi ha aggredito e colpito”. Gli altri manifestanti si sono dissociati dall’azione violenta e hanno chiesto scusa al giornalista.

Anche i consumatori sono sul piede di guerra.  Il Codacons, insieme all’Associazione per la Difesa dei Diritti Civili della Scuola, raccoglie, a partire da oggi, le adesioni di docenti e personale scolastico ad un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro l’obbligo del green pass previsto dal governo per il settore della scuola. “Una misura che -spiegano le due associazioni- risulta contraria alle norme europee e si traduce di fatto in un trattamento sanitario obbligatorio per una specifica categoria di lavoratori, con una evidente discriminazione tra cittadini”.

“Siamo stati da subito favorevoli ai vaccini contro il Covid e alla campagna vaccinale avviata dal governo, ma non possiamo tollerare così gravi lesioni dei diritti dei lavoratori e provvedimenti adottati in piena violazione delle disposizioni europee -spiega il presidente Carlo Rienzi- Il decreto legge n. 111/2021 varato dal governo si pone infatti in netto contrasto con il Regolamento Ue n. 953/2021, che al considerando 36 vieta qualsiasi forma di ‘discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti Covid-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate'”.

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