Per il rilancio economico del Meridione trainato dalla trasformazione digitale nasce l’Harmonic Innovation Hub, un ecosistema per l’innovazione che vuole porsi al servizio dell’Italia del Sud e dell’intera area mediterranea. L’iniziativa parte oggi grazie alla lettera di intenti firmata da Entopan-Smart networks & strategies, con il coinvolgimento come technical main partner di 2EFFE Holding del Gruppo Ferraro, e Azimut Libera impresa Sgr, società del gruppo Azimut che agisce in nome e per conto del Fondo infrastrutture per la crescita.
Con la lettera di intenti si avvia il percorso finalizzato alla realizzazione dell’Hub. A regime Entopan prevede un network operativo in cui potranno interagire stabilmente 50 grandi player nazionali e internazionali, 100 tra start-up innovative, spin-off universitari e Pmi, 200 ricercatori, innovation manager e 40 centri di competenza, espressione di aree geografiche equamente distribuite dentro e fuori il Mediterraneo.
Il closing dell’operazione è previsto per l’estate 2021.; l’avvio dei lavori per fine 2021; l’apertura per il primo semestre 2023.
L’Harmonic Innovation Hub riserverà per i professionisti più attenti ai temi dell’innovazione circa 200 postazioni a condizioni agevolate tramite la definizione di specifici accordi con gli Ordini e le Casse professionali di riferimento, investitori del Fondo infrastrutture per la crescita.
Dall’Italia meridionale all’area Mediterranea
Il progetto prevede la realizzazione di un campus dedicato all’innovazione che integrerà Academy, Business incubator, Co-working e Co-housing. Una struttura all’avanguardia con una superficie di oltre 20.000 mq, che verrà realizzata perfezionando l’acquisizione già vincolata da contratto preliminare di una struttura di proprietà di Central Sicaf.
Attraverso un radicale ed esteso intervento di recupero, riadattamento e rifunzionalizzazione nascerà un luogo iconico rappresentativo dei principi dell’economia circolare e sociale, il cui concept architettonico è stato sviluppato da Progetto Cmr di Massimo Roj, archistar e autore di interventi di grande rilievo in tutto il mondo.
Il progetto ha il suo cuore nell’Italia meridionale, strategicamente collocato poco distante dal polo universitario e dall’area industriale di Catanzaro, a 10 minuti dallo snodo intermodale di Lamezia Terme. Ma l’Harmonic Innovation Hub accompagnerà in maniera sistemica imprese, territori e comunità dell’intero Paese e delle aree che si affacciano sul Mediterraneo nei processi di accrescimento di nuova competitività, nella valorizzazione dei nuovi talenti generazionali e nelle sfide delle transizioni tecnologiche, verdi, sociali ed economiche in una logica di innovazione aperta.
Il paradigma dell’innovazione armonica
“L’Harmonic Innovation Hub è un progetto ad alto tasso di contaminazione creativa e tecnologica, fortemente orientato alla costruzione di bene comune e capitale sociale nell’epoca della Super Smart Society 5.0 – ha affermato Francesco Cicione, Founder e Presidente di Entopan – all’interno del quale, attraverso la piena implementazione del nuovo paradigma dell’innovazione armonica, si potrà favorire stabilmente il dialogo tra mondi e discipline diverse, perseguendo una sintesi efficace e proficua tra ricerca scientifica, tecnologica, sociale e morale. Come Entopan abbiamo lavorato in questa prospettiva con impegno e determinazione, affrontando difficoltà e sacrifici, mossi dal desiderio di realizzare qualcosa di buono, utile e di interesse generale. Oggi siamo felici e grati che questa nostra intuizione si avvii a diventare patrimonio di una compagine sociale molto più ampia, solida e qualificata che, insieme a noi e meglio di noi, potrà sviluppare e far crescere questo seme di futuro“.
Competenze e supporto finanziario
Oltre alla struttura fisica (sistema logistico), l’Harmonic Innovation Hub si svilupperà anche attraverso il sistema delle competenze, ovvero un network arricchito dall’integrazione tra partnership con i principali player nazionali ed internazionali di settore con strumenti in house già operativi tra cui: l’incubatore/acceleratore certificato ed hub di open innovation (Entopan Innovation), un system integrator (WebGenesys), una academy (Oasi – Oltre advanced school of innovation). Completerà il progetto il sistema finanziario composto da un network di investitori istituzionali a supporto delle Pmi e delle start-up innovative dell’ecosistema.
Questa impostazione, si legge in una nota per i media, è risultata essere pienamente coerente (ed in anticipo) rispetto agli obiettivi strategici ed operativi previsti nel Programma next generation EU e nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr).
All’insegna della sostenibilità
“Il nostro fondo si focalizza sugli investimenti in infrastrutture sociali in grado di generare un impatto positivo sull’economia, sull’ambiente e sulla società locale – ha affermato Andrea Cornetti, amministratore delegato Real estate e infrastrutture di Azimut Libera impresa Sgr –. Riconosciamo nel progetto Harmonic Innovation Hub tutte le caratteristiche utili per perseguire il duplice obiettivo di sostenibilità e di ritorni finanziari per i nostri investitori che ci siamo posti quando nel 2020 abbiamo lanciato questo strumento innovativo per il mercato italiano, per questo stiamo avviando gli approfondimenti necessari”.
I partner del progetto
Il dialogo con il Fondo infrastrutture per la crescita di Azimut Libera impresa giunge in un momento cruciale del progetto avviato e promosso negli anni da Entopan, che oggi, vista la rilevanza assunta, si sta evolvendo e consolidando attraverso la costituzione della nuova Holding Harmonic Innovation group che subentrerà nella piena titolarità dell’iniziativa arricchendone la governance mediante il coinvolgimento di ulteriori autorevoli soci tra cui Santo Versace (uno dei più illustri imprenditori italiani nel mondo) e Genesy Group (uno dei più importanti e dinamici system integrator del sud Italia).
In forme diverse, continueranno ad essere partner esterni del progetto Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Symbola, NeXt Nuova Economia, Banca Etica, Sefea Sgr, Fondazione Fiorentino Scoppa, Gruppo Rubbettino, Pactum Italia e The Techshop, sotto la supervisione scientifica del A Colorni-Hirschmann International Institute e delle Università Calabresi mediante alcuni loro specifici Dipartimenti.
L’intero progetto è stato finora sostenuto solo da investimenti privati.
Un piano per le scale-up
Per lo sviluppo dello scale-up delle attività operative è in corso di definizione un ulteriore intervento anche mediante il coinvolgimento di altri Fondi di investimento nazionali ed internazionali. Per l’attuazione dell’intero intervento, nonostante non sia previsto il ricorso alla finanza pubblica, sarà comunque stipulato un protocollo di legalità.