LA CLASSIFICA

Hi-tech, l’Italia raddoppia la capitalizzazione ed entra nella top 10 europea

È quanto emerge dal report annuale di Atomico. Il nostro Paese passa da 14 a 26 miliardi di dollari. Nel Vecchio Continente si va verso i 100 miliardi, con investimenti per la prima volta pari a quelli degli Usa e unicorni in forte aumento

Pubblicato il 07 Dic 2021

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L’Italia raddoppia la propria capitalizzazione nel mercato hi-tech europeo passando da 14,5 miliardi di dollari nel 2020 a 26,6 miliardi di dollari nel 2021, un valore che consente al nostro Paese di entrare nella top ten d’Europa. È quanto emerge dal report annuale sullo stato della tecnologia in Europa a firma del venture capital Atomico, in collaborazione con Slush e con il supporto di Orrick, Silicon Valley Bank e Baillie Gifford.

secondo cui il Vecchio continente si appresta a raggiungere i 100 miliardi di dollari investiti in tecnologia in un solo anno, Con livelli di investimento “early-stage” per la prima volta pari a quelli degli Stati Uniti  e una quantità di unicorni in forte aumento.

“L’Europa sta vivendo una rivoluzione tecnologica con profondi effetti sulle economie, sulla società e sull’ambiente, guidata da due tendenze irreversibili: una, che non è relativa soltanto all’Europa, è la marcia inarrestabile della tecnologia. L’altra è quella che noi chiamiamo il volano tecnologico europeo – un insieme di fondamenta incredibilmente forti che includono una profonda pipeline di talenti, team fondatori eccezionalmente forti e un pool sano di investitori a tutti i livelli – che fa emergere gli unicorni e crea valore con frequenza e grandezza sempre maggiori”, commenta Tom Wehmeier, partner di Atomico e coautore del rapporto. “Queste due tendenze aiutano l’ecosistema tecnologico europeo a prosperare, anche nel caso in cui le macro condizioni dovessero cambiare”.

“Il mercato, inoltre, sta diventando più liquido, con la convergenza di diversi tipi di investitori e crescente appetito da parte dei mercati pubblici”, aggiunge Sarah Guemouri, Senior  Associate di Atomico e coautrice del rapporto. “Anche in uno scenario conservativo, ci aspettiamo, come minimo, che la tecnologia europea raddoppierà nel prossimo decennio e  aumenterà di valore per trilioni di dollari”.

La tecnologia europea è, dunque, sulla buona strada per superare il traguardo dei 100 miliardi di dollari di capitale investito in un solo anno, quasi 3 volte il livello raggiunto nel 2020.  Il numero totale di aziende tecnologiche che hanno scalato fino a 1 miliardo di dollari in Europa è salito da 223 dell’anno scorso a 321 di quest’anno. I grandi round (oltre i 250 milioni di dollari) sono ora la norma in Europa, essendo cresciuti di 10 volte rispetto allo scorso anno, rappresentano ora il 40% del capitale totale investito nella regione. L’Europa ha la sua pipeline di startup early stage più forte di sempre, con cifre del 33% di tutto il capitale investito a livello globale in rounds fino a 5 milioni di dollari. Questo rende l’Europa la seconda regione a livello globale quando si tratta di investimenti, con un totale di 3,8 Miliardi di dollari contro i 4,1 degli Usa. Guardando al numero di unicorni per abitante, Cambridge emerge come la capitale europea degli unicorni.

Negli ultimi 12 mesi, l’Europa ha visto aumentare di oltre 750 miliardi di dollari il valore del mercato tecnologico azionario e attualmente si trova sopra i 2 trilioni di dollari. L’Italia ha toccato i 26,6 Miliardi, l’anno scorso era a quota 14,5 Miliardi di dollari, e quest’anno entra nei i primi 10 paesi. Le Ipo blockbuster (oltre i 10 miliardi di dollari) stanno diventando la norma. La più grande Ipo del 2021 è quella della società rumena UiPath, che debutta a circa 35,6 miliardi di dollari dopo il giorno di apertura. Altre quotazioni pubbliche su larga scala sono state Auto1, Wise e Deliveroo, che hanno tutte avuto scambi sopra i 10 miliardi di dollari nel loro primo giorno.

15 aziende tecnologiche europee sono state quotate tramite Spac nel 2021 per un enterprise value di 62 miliardi di euro. Queste aziende coprono aree tecnologiche chiave, come il quantum computing, la mobilità elettrica, la componentistica per l’elettronica, il fintech e la salute digitale.  Il valore aggregato delle uscite delle aziende tecnologiche europee tramite M&A e quotazioni pubbliche è già ben oltre 180 miliardi di dollari e ha superato i livelli del 2020: questo è il dato più alto degli ultimi cinque anni. Il 2021 è stato un anno record finora per il deal making, con un totale di 47 uscite sostenute da Private Equity da oltre 1 miliardo di dollari, quasi il quadruplo rispetto all’intero 2020.

Ci sono attualmente 26 aziende tech europee con lo status di decacorno  (valore oltre i 10 miliardi di dollari) rispetto alle 12 del 2020. Adyen è ora sulla buona strada per essere la prima azienda tecnologica europea fondata dopo il 2000 a raggiungere i 100 miliardi di dollari, con una valutazione che raggiunge un massimo 2021 Ytd di 99 miliardi di dollari  al novembre 2021.

Sostenibilità parola chiave

Negli ultimi cinque anni sono stati investiti oltre 31 miliardi di dollari in aziende tecnologiche “purpose-driven” in Europa, che rappresentano il 15% di tutti i finanziamenti e con un aumento anno su anno del 57%. Le aziende “purpose-driven” indicano quelle realtà che costruiscono un futuro sostenibile per tutti affrontando uno o più SDGs. Investimenti Planet Positive – definizione di aziende che lavorano per fare un uso sostenibile delle risorse del pianeta – hanno ottenuto l’11% dei finanziamenti totali nel 2021, con le startup tecnologiche Clean Energy e Climate che hanno fatto la parte del leone nei finanziamenti, con il 24% ciascuna di tutto il capitale investito in aziende tecnologiche “purpose-driven” nel 2017-2021. Guardando ai primi dieci paesi per numero di nuovi fondi, circa la metà dei nuovi fondi VC raccolti nel 2021 hanno una politica Esg sul loro sito web

L’accesso ai finanziamenti

L’accesso ai finanziamenti e ai talenti sono sfide chiave per i fondatori europei di tecnologia. Per quanto riguarda i finanziamenti, il Portogallo si distingue con il 54% degli intervistati che vedono i finanziamenti come una una sfida particolare per la tecnologia europea nei prossimi 12 mesi. Il 20% degli italiani e il 29% degli intervistati spagnoli hanno anche detto che la raccolta di fondi è ancora una sfida. I fondatori in Italia hanno acquisito la loro esperienza all’estero:  l’Italia ha la più alta quota di fondatori “migranti” con il 64% dei fondatori intervistati che hanno lavorato per compagnie dal valore di più di 1 miliardo di dollari fuori dall’Italia, mentre Svezia e Germania hanno la quota più bassa.

La diversità di genere nella tecnologia

Le donne e le minoranze etniche hanno tuttora molte più difficoltà a raccogliere capitali rispetto agli uomini e alle persone bianche.  Nonostante le dimostrazioni che i team misti e diversificati hanno prestazioni migliori, questi hanno ottenuto solo il 9% del capitale raccolto nel 2021.

Basato sull’analisi di Extend Ventures su un campione di 4.684 aziende tech con sede in Europa che hanno raccolto più di 2 milioni di dollari di finanziamento totale dal 1 gennaio 2020, solo lo 0,7% del capitale totale raccolto fino ad oggi è stato raccolto da fondatori donne nere; 1,1% da fondatori uomini neri; 22,7% da donne bianche . Mentre la diversità di genere nei team di fondatori rimane scarsa in tutta Europa, ci sono alcune variazioni tra i paesi. Il Portogallo ha il più basso tasso di team di soli uomini che ricevono finanziamenti (75%), mentre l’Irlanda ha il più alto tasso di team fondatori interamente femminili (10%).

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