IL REPORT

Home entertainment business in crescita, la spinta viene dall’online

Rapporto Univideo 2016: giro d’affari da 381,5 milioni. A Dvd e Blue ray i due terzi del mercato, ma digitale in forte ascesa: cresce del 22%. Film ancora contenuti preferito, ma le serie Tv guadagnano terreno

Pubblicato il 11 Mag 2017

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La quota di mercato più rilevante del mercato dell’home entertainment riguarda ancora i supporti fisici, nonostante le tendenza sia quella di un incremento del peso dei prodotti digitali e di un progressivo ridimensionamento del mercato di Dvd e Blue Ray, che si tratti di noleggio o di acquisto in edicola. Sono i dati che emergono dal rapporto Univideo 2017, elaborato da GfK Retail and Technology. Lo studio da quest’anno adotta una nuova tecnologia che consente di dimensionare oltre ai canali diversi dalla vendita anche il parco acquirenti, il profilo demografico e le motivazioni che stanno alla base di ogni acquisto.

In Italia, nel 2016, 5,6 milioni di persone, pari al 10,8% della popolazione over 14, hanno acquistato almeno un prodotto home entertainment fisico o digitale, per un giro d’affari di 381,5 milioni di euro, che segna un +4% rispetto al 2015. Il 10% di chi usufruisce del’home entertainment, secondo il report, ha acquistato o noleggiato entrambe le tipologie di prodotti.

Guardando più da vicino alle caratteristiche degli acquirenti, emerge che il target femminile è più rilevante nell’acquisto di prodotti fisici, mentre per il prodotto digitale i target sono equamente distribuiti fra uomini e donne, con una concentrazione su fasce d’età mediamente più giovani rispetto all’acquirente del supporto fisico.

Quanto alle motivazioni che portano alla scelta, chi acquista prodotto fisico è spinto da un desiderio di possesso e collezione di un contenuto che ritiene di qualità, mentre nel caso del digitale e in particolare del T-Vod è l’impulso a guidare la scelta.

In ogni caso il prodotto fisico rappresenta ancora oggi la parte predominante del mercato Home video, e vale in tutto 299 milioni di euro, pur registrando un calo del 6,2% rispetto all’anno precedente, ma “confermandosi – spiega Univideo – un’area in sostanziale stabilità sul lungo periodo”. Rimane in sofferenza il noleggio, “dovuta alla forte concorrenza di altre forme di intrattenimento”, così come l’edicola che registra una flessione del 15,5% rispetto al 2015.

I supporti venduti complessivamente nel 2016 nel canale tradizionale, più le vendite edicola, noleggio e digitale sono oltre 19 milioni: in crescita il Blu-ray, con 3,8 milioni di unità vendute e un giro d’affari pari a 55 milioni di euro. Dal canto suo il Dvd con 156 milioni di Euro, rappresenta il mercato principale generando il 74% del valore totale.

Il digitale, tra video on demand ed electronic sell-through si conferma in forte ascesa contribuendo per 82,5 milioni di euro al risultato complessivo positivo del comparto Home Video, ovvero al 21,6% del valore totale, con oltre 1,9 milioni di individui che hanno scelto questa modalità di fruizione.

Per quanto riguarda le abitudini di acquisto i film sono ancora il genere più apprezzato, con il 57% in termini di valore. Segue l’animazione con il 22%, mentre le serie TV confermano il trend positivo degli ultimi anni con una crescita del +7,7% in volume e +9,8% in valore arrivando a rappresentare il 12,2% del fatturato totale. I titoli di catalogo pur se con una flessione sia in volume (-7,4%) che in valore (-7,4%) rappresentano l’83,2% del comparto in volume con 16 milioni di pezzi venduti mentre le novità pesano il 16,8% con circa 3 milioni di pezzi venduti.

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