IL TAKEOVER

Hp rifiuta l’offerta da 35 miliardi di Xerox

Il rilancio della casa che produce stampanti non è bastato per far andare a buon fine l’affare. Il board di Hp: “Il risultato del merger sarebbe una compagnia oberata da un livello di debiti troppo alto”

Pubblicato il 05 Mar 2020

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Hp rimanda al mittente l’offerta di takeover presentata da Xerox, nonostante il rilancio che portava la proposta del produttore di stampanti da 22 a 24 dollari per azioni, per una valorizzazione complessiva di Hp di 35 miliardi di dollari. 

A motivare la decisione del board di Hp il fatto che l’offerta sarebbe ancora sottostimata rispetto al reale valore dell’azienda: “L’offerta di Xerox – afferma Chip Berg, presidente del consiglio di amministrazione del produttore di Pc – lascerebbe i nostri azionisti con un investimento in una compagnia oberata da un irresponsabile livello di debiti, che richiederebbe come conseguenza  sinergie non realistiche e non raggiungibili che metterebbero in difficoltà l’intera azienda”.

Xerox aveva lanciato la sua prima offerta di takeover di Hp, un’azienda che ha dimensioni tre volte maggiori, a novembre. Fin dall’inizio si era trattato di un’operazione in contanti più azioni. La prima proposta valeva 27 miliardi di dollari, poi alzata a 33,5 miliardi in un’Opa ostile.

Hp ha rifiutato le avances di Xerox sostenendo che i termini dell’accordo sottovalutano la società. Hp ha anche messo in dubbio la capacità finanziaria di Xerox di sostenere un’acquisizione e ha osservato come la capitalizzazione di mercato di Hp (30 miliardi) superi di gran lunga quella di Xerox (7,8 miliardi).

Uno sforzo finanziario enorme

A gennaio, in una lettera inviata a Enrique Lores e Chip Bergh, rispettivamente Ceo e presidente di Hp, Xerox ha dichiarato di aver ottenuto il supporto di Bank of America, Citigroup e Mizuho Financial Group per prestiti di 24 miliardi a sostegno della sua offerta di acquisizione (al momento la proposta valeva circa 33 miliardi di dollari). La lettera, firmata dal Ceo di Xerox John Visentin, è stata anche pubblicata sul sito web del gruppo.

“Resta chiaro a tutti noi che riunire le nostre società genererebbe sinergie sostanziali e un flusso di cassa significativamente migliorato che potrebbe, a sua volta, consentire maggiori investimenti in innovazione e maggiori rendimenti per gli azionisti”, ha affermato Visentin.

Rob Enderle, direttore della società di ricerca tecnologica Enderle Group, ha affermato che l’ammontare dei finanziamenti messi a disposizione di Xerox sono segno di uno “sforzo impressionanteda parte dell’azienda per ottenere un accordo. Tuttavia, Enderle, trattandosi di un tentativo di acquisizione non richiesto da parte di Hp, è scettico sul successo del potenziale deal.

Mercato in contrazione

Per Gene Munster, amministratore delegato di Loup Ventures, l’accordo potrebbe invece concludersi sotto la spinta di fattori di mercato e per il pressing di alcuni investitori di entrambe le società. “Penso che l’accordo abbia senso per entrambe le aziende dato che insieme gestiranno i mercati della stampa di fascia alta e bassa”, ha detto Munster. “Poiché il settore cresce lentamente, gli investitori dovrebbero dare il benvenuto all’accordo, dato che i risparmi sui costi dovrebbero consentire agli utili di aumentare più rapidamente dei ricavi”.

Hp, uno dei maggiori produttori mondiali di stampanti, e Xerox, big delle fotocopiatrici, sono alle prese con un’attività in contrazione. Entrambe le aziende hanno finora reagito tramite programmi di riduzione dei costi. Hp sta valutando un nuovo piano di ristrutturazione che porterà a ridurre il personale del 16% per la fine dell’anno fiscale 2022, mentre Xerox ridurrà quest’anno le sue spese di 640 milioni di dollari, ennesima cura dimagrante per l’azienda del Connecticut. Unire le forze con Hp, secondo Xerox, potrebbe far risparmiare almeno 2 miliardi di dollari.

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