STRATEGIE

Hp si fa in due: in vista una maxi ristrutturazione

A fine settimana l’azienda renderà noti i dettagli dell’operazione che mira a separare l’attività pc-stampanti da quella per il corporate. Al Cfo Scott Spradley il compito di realizzare 1,8 mdl di dollari di risparmi in 4 mesi

Pubblicato il 01 Lug 2015

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Sono attesi per la fine della settimana i dettagli sulla propria “scissione” e sulle due società in cui ha intenzione di dividersi: HPinc, che sarà focalizzata sul mercato di personal computer e stampanti, e Hewlett-Packard Enterprise, che si specializzerà sulla fornitura di tecnologia per il settore corporate. Anticipa la notizia il Wall Street Journal secondo cui siamo all’inizio di un’operazione complessa, soltanto il primo passo di un piano di ristrutturazione di 4 mesi e da 1,8 miliardi di dollari, che vedrà impegnato in prima linea il Chief information officer Scott Spradley.

Il fatturato annuale di Hp è di circa 111,5 miliardi di dollari, con 600 sedi in 170 paesi. Ai dettagli tecnici della separazione starebbe lavorando, secondo le anticipazioni del quotidiano finanziario, un team di 500 persone, quello che è stato ribattezzato come il “separation management office”.

“Questa è la creazione di due nuove società della stessa dimensione – aveva spiegato in una recente intervista il ceo Meg Whitman (nella foto) – non si può assumere della gente che ti dica come farlo perché, onestamente, non è mai stato fatto prima”.

L’idea della scissione era già stata presa in considerazione da HP nel 2011, quando il ceo era Leo Apotheker, che aveva proposto lo spin off della divisione pc, sull’esempio di quanto pochi anni prima era successo in Ibm. Soltanto dopo tre mesi l’avvicendamento con la Whitman, che aveva inizialmente escluso l’ipotesi della scissione. Posizione mutata a inizio 2014, quando al management è apparso chiaro che si dovevano porre le condizioni per sviluppare con strategie completamente differenti le attività consumer da quelle corporate.

Con prospettive di crescita limitate il personal systems group potrebbe utilizzare gli utili elevati del comparto stampanti per creare liquidità, mentre entra in punta di piedi in nuovi mercati come quello delle stampanti 3D o l’hardware per la realtà virtuale. Invece, l’Enterprise Group dovrà muoversi in un mercato in rapida trasformazione, dove il cloud computing e i margini in discesa hanno minacciato il core business hardware della società.

“Continuiamo a dire che le attività sono abbastanza forti, il team di gestione è buono, il modello operativo è pronto, quindi possono essere due società a sé stanti – afferma il general manager di Enterprise Group, Bill Veghte – la cosa affascinante è che abbiamo iniziato ad avviare colloqui con il consiglio sul tema”.

“Guardando a diverse alternative e scenari, è diventato chiaro che dividersi in due entità ancora molto grosse, ma più focalizzate e più agili, ci consentirà di accelerare nella capacità di creare valore per i clienti, competere e, ovviamente, creare valore per gli azionisti”, spiega Patricia Russo, membro del cda ed ex-ceo di Alcatel-Lucent.

In generale la domanda per i pc continua a calare e le entrate relative al segmento stampanti di Hp sono calate del 7% anno su anno nel trimestre più recente. Invece, il segmento server sta subendo la pressione dei dispositivi mobile, del cloud computing e dei server low-cost dell’Asia. I ricavi di Enterprise Group di Veghte erano sotto dell’1% e nei servizi alle aziende il fatturato è sceso del 16%.

“Per quanto creda che nel breve periodo la scissione probabilmente creerà valore per gli azionisti di Hp, non è la soluzione miracolosa alle sfide sulla crescita dei ricavi di Hp e ai difficili mercati finali”, ha commentato Toni Sacconaghi, analista per Sanford C. Bernstein

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