STRATEGIE

Huawei punta al mercato premium. Anche in Italia

Il vendor cinese presenta uno smartphone di fascia alta, il P9, con una tecnologia che anticipa sui tempi le rivali Apple e Samsung: “Diventeremo un premium brand”. Fortemente potenziata la spesa in design, ricerca e marketing, anche nel nostro Paese

Pubblicato il 06 Apr 2016

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Huawei affila le armi e si prepara a rosicchiare nuove, importanti, quote di mercato alle sue rivali di eccellenza, Apple e Samsung. In un evento a Londra che si tiene oggi, il colosso cinese, terzo maggior vendor mondiale di smartphone, presenterà un nuovo cellulare di fascia alta, il P9, con fotocamera dual-lens, secondo anticipazioni del Wall Street Journal. Si tratta di una caratteristica tecnica (consente miglior definizione dei colori e contrasto anche con scarsa illuminazione) che Apple e Samsung stanno per lanciare sul mercato, ma Huawei, se l’indiscrezione sarà confermata, le batterà sul tempo.

Gli ingegneri cinesi hanno lavorato (per quasi un anno) con i tedeschi di Leica Camera per mettere a punto questa tecnologia per il nuovo smartphone premium di Huawei, cui è affidato il compito di sancire definitivamente il posizionamento dell’azienda cinese come vendor non più solo di telefoni cheap.

Per affermarsi come brand globale capace di fare concorrenza ai top players, Huawei ha investito pesantemente sia in marketing che in ricerca e sviluppo. Nel 2015, il produttore di Shenzhen ha speso in R&D 9,2 miliardi di dollari, più degli 8,1 miliardi investiti da Apple.

“Vogliamo diventare numeri uno come premium brand”, ha confermato Richard Yu, consumer electronics chief di Huawei.

Secondo Idc, le vendite di smartphone di Huawei sono cresciute del 44% a più di 100 milioni di unità lo scorso anno. Il business dei device consumer rende 20 miliardi di dollari di fatturato (dato del 2015); tuttavia, lo share sul mercato globale degli smartphone è dell’8,1% nel quarto trimestre dell’anno scorso, ben dietro Samsung (21%) e Apple (19%).

La strategia intrapresa è dunque corretta, ma la strada da percorrere è lunga e non mancano gli ostacoli: su mercati come Germania e Uk, i sussidi dati dagli operatori mobili per l’acquisto dei cellulari Apple e Samsung sono un valido supporto alle vendite delle due rivali di Huawei, mentre sul mercato Usa esiste ancora una resistenza legata all’immagine dell’azienda cinese, considerata “poco sicura”.

“La nostra debolezza sta nel fatto che abbiamo bisogno di tempo per costruire il nostro brand”, ha ammesso Yu.

Di qui le intense campagne di marketing, cui si sono accompagnati gli investimenti in design: Huawei ha assunto nel 2012 come direttore creativo Joon-suh Kim (che ha in precedenza lavorato per Samsung); inoltre ora la cinese sviluppa i suoi chip, sia per tagliare i costi che per avere sotto controllo le prestazioni dei propri device. Huawei usa anche componenti di fascia alta che compra da concorrenti, Apple compresa, e ha aggiunto funzionalità avanzate come i sensori per le impronte digitali e schermi touch pressure-sensitive, sulla scia di quanto hanno fatto sia Apple che Samsung.

Yu ha anche bocciato la precedente strategia basata sul fornire cellulari low-cost senza marchio agli operatori mobili sostituendola con la strategia che punta a vendere direttamente nei negozi cellulari con marchio Huawei. Per convincere i retailer a vendere i suoi cellulari (ha fatto così in Spagna e in Italia, per esempio), Huawei si è impegnata a pagare le promozioni del punto vendita. La strategia ha dato i suoi frutti: secondo Idc in Europa occidentale le vendite di smartphone Huawei sono salite del 51% l’anno scorso, più di quelle dei device Samsung (+2%) e Apple (+15%) e in Italia e Spagna lo share di mercato del vendor cinese è salito all’11% e 12% rispettivamente nel quarto trimestre, da circa il 3% di tre anni fa. In Italia la spinta è particolarmente forte: la spesa in pubblicità di Huawei nel nostro paese è stata potenziata al massimo, compresa la sponsorizzazione di un party all’interno della Fashion Week di Milano in autunno.

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