Il passaggio del ramo di business delle memorie di Toshiba al private equity statunitense Bain Capital, per un’operazione da 18 miliardi di dollari, è concluso. L’annuncio della casa giapponese arriva a pochi giorni di distanza dall’ultimo ok antritrust necessario, quello dell’authority cinese, che risale al 17 maggio.
Il closing arriva con un paio di mesi di ritardo rispetto alle previsioni iniziali, che avevano fissato la deadline alla fine di marzo, dopo che il primo accordo sulla cessione era stato formalizzato a settembre 2017.
Nella sua decisione l’antitrust cinese (il mercato di Pechino è per Toshiba uno dei più rilevanti nel campo delle memorie e dei microprocessori, per la concentrazione di una grande quantità di produttori di smartphone e componentistica per i device mobili) ha dato l’ok all’operazione senza chiedere alcuna modifica al contratto, e questo ha vlocizzato la fase finale dell’acquisizione. Sulla vicenda non avrebbe quindi influito il clima da “guerra commerciale” tra la Cina e gli Stati Uniti, con le ultime polemiche sui dazi che avevano creato apprensione tra gli addetti ai lavori.
Della cordata di aziende che acquisirà la divisione memorie, guidato da Bain Capital, fanno parte anche il produttore di chip sud coreano SK Hynix, Apple, Dell Technologies, Seagate Technology e Kingston Technology.
Secondo l’accordo stipulato con Bain Toshiba ha riacquistato il 40% del ramo d’azienda.