LA STIMA

Il 5G volano dell’economia: vale 22 milioni di posti di lavoro

È la stima del report Qualcomm-Ihs-Psb sull’impatto economico delle nuove reti. Il giro d’affari al 2035 stimato in 12,3 trilioni di dollari. Contributo diretto al Pil per 3 trilioni. Previsti investimenti R&D annui di 200 miliardi

Pubblicato il 17 Gen 2017

Andrea Frollà

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Oltre 12 trilioni di dollari nel 2035, pari al 4,6% di tutte la produzione globale fra 18 anni. Un impatto occupazionale da 22 milioni di posti di lavoro tra diretto e indiretto. E un ruolo di leadership assoluta per la manifattura. Sul fatto che il 5G sia una delle tecnologie più abilitanti del prossimo futuro osservatori e analisti sono più che concordi. Ma i numeri dell’ultimo rapporto commissionato da Qualcomm e condotto congiuntamente da società di ricerca (Ihs Markit e Psb), con il supporto dell’economista David Teece e dei principali executive officer del Berkeley Research Group, sono quasi difficili da immaginare.

La connettività di quinta generazione sarà il motore principale dell’ingresso del mobile nell’industria e il rapporto prevede che il 5G si rivelerà una delle cosiddette general-purpose technologies, ossia una tecnologia in grado di penetrare il sistema economico nella sua interezza. Insomma, invenzioni come Internet, l’elettricità e la blockchain potrebbe presto avere un nuovo compagno.

Avendo le diverse industrie e le diverse aree geografiche dinamiche economiche e regolatorie variegate, i curatori del rapporto hanno fissato l’orizzonte delle stime al 2035, ossia quando probabilmente il quadro dipinto dal 5G avrà trovato una sua stabilità. Fra 18 anni, prevede il report, che l’attività di vendita globale da parte di diversi settori abilitata dal 5G raggiungerà i 12,3 trilioni di dollari, quasi il 5% del mercato mondiale. Mentre il contributo diretto del 5G al Pil del pianeta sarà di 3 trilioni fra 2020 e 2035. Una cifra uguale al Pil attuale dell’India, settima economia mondiale.

Dal punto di vista settoriale, la regina dell’economia animata dalle tecnologie di quinta generazione sarà la manifattura, che anche grazie al paradigma dell’industry 4.0 coprirà il 28% di questa maxi cifra, precedendo il mercato Ict (12%) e il comparto Wholesale&Retail (11%). Sul versante tecnologico, il peso del mercato sarà diviso da tre driver: mobile broadband (36%), servizi mission-critical (34%) e massive IoT (30%). Il potenziale impatto vastissimo del 5G obbliga, sottolineano gli esperti che hanno curato la ricerca, a considerare il mercato globale abilitato dalla quinta generazione come un ecosistema di stimolo tecnologico continuo, in cui ogni settore spinge l’altro e viceversa.

Infine, da segnalare l’altrettanto importante effetto che il 5G avrà sull’occupazione, riflesso dei benefici che la stessa tecnologia si appresta a dare ai differenti segmenti industriali. Le reti di quinta generazione, su cui secondo le stime Ihs-Psb saranno investiti in media 200 miliardi l’anno da qui al 20135, genereranno tra impatto diretto e indiretto 22 milioni di posti di lavoro.

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