IL REPORT

Il contactless spinge l’uso della carta di credito. E ora le Pmi vogliono servizi su misura

Studio Mastercard-Ambrosetti: il valore delle transazioni è aumentato con un tasso di crescita annuale dell’11% tra il 2013 e il 2016. E ora le imprese chiedono prestazioni personalizzate soprattutto sul fronte della digitalizzazione del business

Pubblicato il 03 Lug 2018

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Il valore delle transazioni con carta, in Italia, è in costante aumento e l’introduzione della tecnologia contactless, ha contribuito alla crescita di questi volumi, con un’ulteriore accelerazione nel periodo 2013-2016 (+11% Cagr). Lo rileva uno studio Mastercard, in collaborazione con The European House – Ambrosetti: si tratta della prima indagine ad hoc sulle abitudini di pagamento, la percezione e le aspettative sugli strumenti cashless presso gli operatori commerciali in Italia.

Lo studio ha preso in esame un campione di 300 operatori tra professionisti, esercenti e Pmi (sotto i 100 dipendenti); i settori maggiormente rappresentati nel campione sono stati quelli della distribuzione al dettaglio (23%), gli studi professionali (12%), settore delle costruzioni (10%) e la distribuzione all’ingrosso (9%). A livello geografico, il 39% dei rispondenti opera nel Nord Italia, il 24% nel Centro e il 37% al Sud e Isole.

Secondo i dati emersi dalla ricerca, nel segmento commercial italiano, in media, le carte sono lo strumento di pagamento più utilizzato dopo i contanti e gli assegni: 1 transazione su 5 viene effettuata tramite carta (24% del valore delle transazioni in entrata e 22% di quelle in uscita).

La carta, viene apprezzata dagli operatori business come metodo di pagamento, soprattutto per la velocità, la sicurezza e l’efficienza. La velocità offerta dalla carta è indicata come il primo vantaggio da più della metà dei rispondenti, perché consente di accelerare le attività di incasso, riduce le code alla cassa e i tempi di attesa dei clienti e racchiude anche vantaggi tecnologici – come le carte contactless e i wallet virtuali.

Dal punto di vista della sicurezza, l’uso delle carte è molto apprezzato dagli operatori commercial, non solo perché espone a minori rischi di furti, rapine e truffe, ma anche perché assicura lo stesso livello di sicurezza dell’incasso garantito dal contante.

L’efficienza fornita dal pagamento tramite carta, è considerata dai rispondenti, soprattutto professionisti e PMI, come un fattore positivo in termini di minori costi di gestione, possibilità di fidelizzare il cliente e personalizzare il servizio offerto e di effettuare pagamenti in mobilità.

“Il segmento Commercial è una parte fondamentale e strategica dell’ecosistema dei pagamenti – spiega Michele Centemero, Country Manager Mastercard Italia – In Italia stiamo vedendo in questi anni una forte crescita dell’utilizzo delle carte, ma c’è ancora molto da fare. Per questo Mastercard è costantemente al lavoro per supportare i propri partner con prodotti e soluzioni che rispondano alle loro esigenze e collaborare insieme a loro per vincere questa importante partita nel nostro Paese”.

Secondo la ricerca, più di un terzo degli operatori commerciali si avvale della propria carta personale per effettuare transazioni business, con quote molto elevate soprattutto tra i liberi professionisti (41%) ed esercenti (36%). Inoltre, per quasi la metà degli operatori le carte business corrispondono a meno di un quarto del transato (52% dei rispondenti nel segmento delle Pmi). Alla base del mancato o limitato utilizzo della carta business, vengono indicate non solo una scarsa percezione di valore aggiunto associato a questo tipo di prodotto, ma anche un atteggiamento poco proattivo da parte dell’interlocutore bancario nel proporre questo tipo di servizio.

Alcuni fattori frenano ancora la penetrazione delle carte di pagamento nel segmento commercial. In particolare, esercenti e Pmi lamentano problemi di efficienza dell’infrastruttura, indicando come ostacolo primario all’accettazione l’inadeguata copertura della banda larga/ultra larga (47% del campione totale e il 56% degli esercenti con riferimento agli incassi) e un terzo di questi percepisce una barriera nel canale online.

Infine, come rivela lo studio, professioni, esercenti e Pmi italiani, vorrebbero ricevere servizi personalizzati, creati ad hoc in base alle loro esigenze, in particolare, quelli di di digitalizzazione del business (52%) e supporto nella valutazione del rischio legato a clienti e fornitori (65%).

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