IL PIANO

Il Digital Single market prende forma: e-skills e fisco “semplice” i driver

La Commissione europea approva il taglio dell’Iva sugli e-book e procedure semplificate per le imprese che vendono online. Via alla Digital Skills and Jobs Coalition per diffondere competenze IT. Roaming sul tavolo del Consiglio Ue: si cerca accordo sulle tariffe wholesale. Dall’Europarlamento ok al “data umbrella agreement” con gli Usa

Pubblicato il 01 Dic 2016

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Taglio dell’Iva sugli e-book, spinta alla diffusione di competenze digitali, data protection e stop al roaming. In una sola giornata le istituzioni europee – commissione Ue e Parlamento – hanno adottato una serie di provvedimento che saranno un driver essenziale per la realizzazione del Digital Single Market.

Nuove regole per l’Iva. La Commissione europea ha messo a punto la propria proposta per la semplificazione dell’Iva, destinata soprattutto ad agevolare le microimprese e le startup. Nel pacchetto tra le altre misure è contenuta anche la possibilità per gli Stati di ridurre le aliquote Iva applicabili alle pubblicazioni elettroniche, come i libri in formato elettronico e i quotidiani online. Il pacchetto, nello specifico, prevede nuove norme per consentire alle imprese che vendono beni online di adempiere facilmente a tutti gli obblighi Iva nell’Ue in un unico luogo. Quanto alla semplificazione delle norme Iva per le start-up e le microimprese che vendono online, l’imposta sulle vendite transfrontaliere di valore inferiore a 10mila euro sarà gestita a livello nazionale, con le Pmi che potranno trarre vantaggio da procedure più semplici per le vendite transfrontaliere di un massimo di 100mila euro. La Commissione ha inoltre proposto iniziative contro le frodi dell’Iva provenienti dall’esterno dell’Unione, che possono provocare distorsioni del mercato e dar luogo a concorrenza sleale.

Le competenze digitali strategiche per il mercato unico. La Digital Skills and Jobs Coalition avviata oggi è una delle dieci iniziative proposte dalla Commissione nell’ambito dell’agenda per le nuove competenze per l’Europa, presentata nel giugno di quest’anno. Una serie di partner, tra cui oltre 30 organizzazioni e gruppi quali European Digital Sme Alliance, Esri, Sap Ecdl e Google, si impegna a ridurre ulteriormente il deficit in materia di competenze digitali. La Commissione ha invitato altre parti interessate a partecipare alla coalizione e ad aderire alla sua carta. L’impegno di tutti i membri della coalizione è mirato a ridurre il deficit di digital skills a tutti i livelli, dalle competenze Ict specialistiche e di alto livello alle competenze necessarie a tutti i cittadini europei per vivere, lavorare e partecipare a un’economia e una società digitali, per garantire non solo la competitività dell’industria europea di fronte ai rapidi progressi dei suoi concorrenti ma anche l’inclusione di tutti i cittadini nell’era digitale.

Roaming. Mancano poco più di sei mesi alla fine del roaming ma i i 28 Paesi Ue ancora non hanno trovato la quadra sulle tariffe wholesale che gli operatori praticheranno gli uni nei confronti degli altri per l’utilizzo delle infrastrutture al di fuori dei territori di competenza. Domani la questione sarà sul tavolo del Consiglio Ue, in una riunione dedicata proprio alle Telecomunicazioni. Il Parlamento europeo ha approvato nei giorni scorsi un testo che prevede tetti alle tariffe che gli operatori potranno applicare ai loro concorrenti stranieri, ma c’è una differenza di vedute fra i paesi del nord Europa, dove normalmente le tariffe sono più basse, e quelli del sud, soprattutto turistici come Italia e Spagna, i cui operatori beneficiano dei flussi estivi di turisti stranieri. Secondo la proposta di compromesso avallata dal Parlamento, i limiti sono di 0,03 euro per chiamata vocale (sotto i 0,04 proposti dalla Commissione), un calo graduale da 4 a 1 euro per gigabyte (invece di 0,0085 per megabyte) e di 0,01 euro per i messaggi di testo (come proposto dall’esecutivo).

Dati personali. Via libera dell’europarlamento alle linee guida per una maggiore protezione dei dati personali scambiati fra Ue e Usa per le attività di contrasto alla criminalità. Si tratta del cosiddetto “accordo ombrello” e riguarda il trasferimento di tutti i dati personali, nomi, indirizzi o precedenti penali, scambiati tra l’Unione europea e gli Stati Uniti a scopi di prevenzione, individuazione, indagine e perseguimento di reati, compreso il terrorismo. Come ha sintetizzato il relatore del provvedimento, il verde tedesco Jan Philipp Albrecht, “in futuro ci saranno finalmente norme vincolanti di qualità e diritti chiari per i cittadini di entrambe le sponde dell’Atlantico quando i dati saranno scambiati tra la polizia e le autorità preposte all’applicazione della legge”. Il testo, approvato con 481 voti in favore, 75 voti contrari e 88 astensioni, non èuna base giuridica per il trasferimento dei dati, ma protegge quelli già scambiati con una base legale. Secondo le linee guida, i cittadini Ue e Usa avranno diritto a essere informati in caso di violazioni della sicurezza dei dati, ma anche a poter correggere le informazioni inesatte e a chiedere il risarcimento dei danni. Il processo di approvazione delle linee guida prevede ora un ultimo ok del Consiglio.

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