IL PIANO

Il digitale ridisegna la mobilità turistica, ecco la strategia del governo

Presentato da Franceschini e Delrio il primo piano nazionale: poli turistici come asset centrali per lo sviluppo del Paese. Innovazione e sostenibilità gli obiettivi chiave per migliorare i servizi

Pubblicato il 12 Set 2017

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Il digitale al centro delle strategie del turismo italiano, anche sul fronte della mobilità. Si chiama “Viaggiare in Italia”, il primo piano per la mobilità turistica nato dalla collaborazione tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) e quello dei Beni e Attività Culturali e del Turismo (Mibact), presentato questa mattina dai ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini.

Il piano ha un orizzonte temporale di 6 anni (2017-2022) e, attraverso un monitoraggio annuale, agisce su leve fondamentali come l’innovazione tecnologica e organizzativa, la valorizzazione delle competenze, la qualità dei servizi. Il piano disegna un modello di accessibilità basato sulle “porte di accesso al paese” (porti, aeroporti e stazioni ferroviarie). Quattro gli obiettivi strategici: accrescere l’accessibilità ai siti turistici per rilanciare la competitività del turismo; valorizzare le infrastrutture di trasporto come elemento di offerta turistica; digitalizzare l’industria del turismo a partire dalla mobilità; promuovere modelli di mobilità turistica ambientalmente sostenibili e sicuri. La governance della mobilità turistica sarà assicurata da un tavolo di lavoro permanente che, oltre a Mit e Mibact, coinvolgerà gli stakeholder, i gestori dell’infrastruttura, gli operatori di trasporto, gli operatori del settore e delle comunità locali.

La sinergia tra i due ministeri ha lo scopo di massimizzare l’efficacia delle azioni di governo e ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili per l’attuazione degli interventi. “Finalmente lavoriamo con una strategia comune che resterà nei prossimi anni, al di là dell’esito delle elezioni”, ha detto Franceschini, al quale ha fatto eco Delrio secondo cui “il settore turistico è prioritario nella pianificazione delle infrastrutture del paese”. Il turismo, come hanno spiegato i ministri in una conferenza stampa, è un “asset strategico per lo sviluppo del paese” perché genera economia, competenze, idee, lavoro e innovazione. Basti pensare che nel 2016 ha contribuito per l’11,1% del Pil nazionale con oltre 168 miliardi di euro. In Italia ci sono stati oltre 66 milioni di viaggiatori (+5% rispetto al 2015) che hanno generato una spesa di 45 miliardi euro.

“Il Piano Strategico del Turismo – ha sottolineato Franceschini – identifica nella mobilità una delle priorità per lo sviluppo del turismo diffuso nel nostro territorio. Il settore è in forte crescita, come dimostrano i dati del primo semestre e di questa estate, e va accompagnato da una corretta pianificazione degli investimenti infrastrutturali per governare lo sviluppo del settore nel modo più armonioso possibile. Con il “Connettere l’Italia” il governo dimostra di credere fermamente nella cultura e nel turismo come asset fondamentali per lo sviluppo economico e sociale del Paese”.

“Il settore turistico è prioritario nella pianificazione delle infrastrutture del Paese – ha evidenziato Delrio – Il documento di indirizzo strategico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “Connettere l’Italia”, allegato al Documento di Economia e Finanza 2017 che individua 108 opere prioritarie, identifica per la prima volta i poli turistici quali asset strategici per lo sviluppo del Paese, al pari delle città e dei poli manifatturieri industriali. Il Piano straordinario presentato oggi inaugura un percorso specifico per approfondire questo lavoro insieme alle Regioni”.

“Connettere l’Italia”, l’allegato Infrastrutture al Def del 2016 e del 2017, per la prima volta, riconosce i poli turistici come elementi costitutivi della rete del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti (Snit) e individua 108 progetti e programmi di investimento prioritari.

Questi interventi, distribuiti su strade, ferrovie, porti, aeroporti, ciclovie e sistemi di trasporto rapido di massa, hanno un forte impatto atteso su accessibilità e mobilità turistica e attiveranno una mole importante di risorse con diversi strumenti di programmazione. Si tratta, in larga parte, di risorse nazionali per la politica infrastrutturale che provengono dal Contratto di Programma Anas 2016/2020 (5,6 mld € di cui 1,3 nel periodo 2017-2022), dal Contratto di Programma RFI (10,3 mld € di cui 2,3 nel periodo 2017-2022), dal PON Infrastrutture e Reti (821mln € per Cielo Unico Europeo), da Legge di Bilancio (comma 140), FSC, PON Metro (2,36 mld € per materiale rotabile su gomma e 2,4 mld per materiale rotabile su ferro destinato al TPL nel periodo 2017-2022), dalla PAC 2014-20 complementare al PON I&R (140 mln per “Recupero Waterfront” e 90 mln per “Accessibilità turistica”) e dal Piano Operativo MIT e ancora dalla Legge di Bilancio (comma 140) (2,6 mld per potenziamento del trasporto rapido di massa nelle aree urbane e metropolitane), alle quali possono aggiungersi ulteriori risorse dalla UE attraverso il CEF (Connecting European Facility) 2014-2020, dal Programma Horizon 2020 dai PON “Infrastrutture e Reti” e “Imprese e Competitività”.

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