INNOVAZIONE

Il Piano Triennale spegne la prima candelina, ora la fase 2: in campo anche le Regioni

Avviate da Agid 71 azioni su 109 previste dal programma (pari al 65%); di queste 43 risultano effettivamente conseguite. Focus particolare su Spid e PagoPA come piattaforme abilitanti l’Italia digitale. Più forte la collaborazione dei territori

Pubblicato il 04 Giu 2018

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Buon compleanno Piano Triennale. Un anno fa veniva varato il programma di roll out dell’informatica nella PA: questi 12 dodici mesi – il piano è stato lanciato il 31 maggio 2017 –  fanno scoccare l’ora di un primo bilancio e aprono ad una una visione di prospettiva sui prossimi traguardi di un Paese che un anno fa ha cominciato a strutturare la sua prima strategia Ict nel settore pubblico.

In un anno l’Agenzia per l’Italia digitale ha avviato i due terzi delle azioni di cui competenza mentre mentre le rimanenti verranno avviate nel prossimo biennio in linea con la pianificazione triennale; grazie alla collabrazione con le altre PA e il Team per la trasformazione Digitale, è stato già completato circa il 50% di tutte le attività progettuali previste nel triennio di riferimento. “Nella corsa per la modernizzazione del Paese tante sono le azioni completate e tanti sono i fronti aperti sui quali lavorare – avverte il dg di Agid, Antonio Samaritani, in un post su Medium –  oggi è necessario programmare le attività al meglio, per non restare senza fiato”.

Su 109 attività progettuali (deliverables) attese nel triennio di riferimento, ad un anno dall’avvio del Piano ben 71 sono state avviate (65%) e di queste 43 risultano effettivamente conseguite. L’attività di attuazione di Agid ha toccato diversi ambiti della strategia. Fra questi, ad esempio, le azioni propedeutiche allo sviluppo di servizi digitali pubblici, che hanno beneficiato del potenziamento delle piattaforme abilitanti (come l’identità digitale o i pagamenti elettronici).

Sono nate le community Developers e Designers, accompagnate dalla messa a disposizione di linee guida, toolkit e strumenti a supporto delle amministrazioni durante l’intera fase di prototipazione, sviluppo e diffusione di applicazioni e servizi.

Attenzione particolare è stata a data a Spid che si inserisce sempre più in una cornice europea grazie alla pre-notifica italiana nel contesto di eIDAS e negli ultimi mesi ha aperto all’ingresso di service provider privati. Procedono anche i lavori relativi alle piattaforme abilitanti grazie al completamento della maggior parte delle linee d’azione connesse ai progetti PagoPA, il sistema nazionale dei pagamenti elettronici, Siope+, l’infrastruttura che intermedierà il colloquio tra pubbliche amministrazioni e banche tesoriere migliorando la qualità dei dati per il monitoraggio della spesa pubblica.

Sono in corso – e in linea con la tabella di marcia – i gruppi di lavoro per la realizzazione degli ecosistemi e per far evolvere il Fascicolo Sanitario Elettronico attraverso la Realizzazione dei sistemi Fse Regionali (dicembre 2018). Sono in consultazione le Linee guida per l’interoperabilità ed è in corso di definizione il catalogo Api, entrambi strumenti propedeutici all’adozione del Modello di interoperabilità da parte delle amministrazioni.

Sempre più vicina è la strategia di definizione del Cloud pubblico. È quasi conclusa la seconda fase del censimento del patrimonio Ict, strumento che darà il via ad un grande progetto di razionalizzazione dei data center pubblici permettendo di ridurre costi di gestione, di uniformare e migliorare la qualità dei servizi offerti. Grazie al censimento, la fotografia dell’esistente consentirà la messa a regime dei Poli strategici nazionali (Psn), spina dorsale delle infrastrutture materiali di Paese e ultimo miglio per la definizione del modello strategico evolutivo del cloud della PA.

Sul fronte della sicurezza, sono state completate le attività relative allo sviluppo del Cert PA, mentre sono in fase di completamento quelle relative all’architettura della sicurezza per servizi critici finalizzate a garantire l’integrità e la riservatezza delle informazioni del Sistema Informativo della PA.

“Perché il lavoro non si riduca alla discussione su una lista di azioni fatte, il Piano Triennale deve cominciare non solo a parlare con i territori ma soprattutto a parlare la lingua dei territori – dice Samaritani – In questi mesi fatti di incontri e confronti abbiamo ricevuto la conferma del fatto che dopo un prima fase dedicata alla ‘definizione delle regole del gioco’, spettasse ad Agid dar vita ad un percorso che abilitasse la strategia di implementazione del Piano in maniera innovativa.

A questo proposito a febbraio la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha ratificato con Agid l’Accordo Quadro per la Crescita e la Cittadinanza Digitale verso gli obiettivi Europa 2020. L’accordo ha validità triennale e riconosce la possibilità alle Regioni di svolgere un ruolo di coordinamento a livello territoriale nel favorire la trasformazione digitale dei servizi pubblici per i cittadini e imprese, concentrandosi sulle sette aree d’intervento delineate dal Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017-19:

Dopo una mappatura delle azioni del Piano richieste alle amministrazioni locali, Agid costruito un catalogo virtuale per supportare regioni nel proprio percorso di adeguamento. L’Agenzia mette a disposizione strumenti e team specializzati) per sostenere la trasformazione delle amministrazioni locali: il Piano Triennale, da documento di indirizzo strategico ed economico, diventa strumento a supporto delle Regioni per la realizzazione delle proprie agende digitali, garantendo allo stesso tempo coerenza con gli obiettivi previsti della strategia nazionale. “Una saldatura che dovrà avvenire in un’ottica di continuità e rispetto delle autonomie; costruendo su quello che è già stato fatto, velocizzando le attività avviate e impostando quelle in partenza – spiega il dg – Studiamo insieme le prossime tappe, alleniamoci a correre insieme, tracciamo il percorso che ci porterà al prossimo traguardo”.

Samaritani immagina una grande cabina di regia nazionale e delle task force territoriali che definiranno quali sono gli interventi da programmare per garantire sviluppo, sostegno e velocità.

“La cabina di regia nazionale – conclude – ci permetterà di avere una visione d’insieme sul lavoro che faremo da nord a sud, le unità di Program Management Office,  composte da referenti regionali e referenti dell’Agenzia,  lavoreranno per individuare le tappe del percorso di saldatura tra strategia regionale e strategia nazionale attivando, quando e dove servirà, i centri di competenza specialistici, la nostra riserva di strumenti, tool e team specializzati dedicati alla realizzazione di specifiche progettualità”.

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