BSA E INSTEAD

Il software originale conviene 4 volte più del pirata

Secondo uno studio Bsa e Instead un aumento dell’1% nell’uso di software legale “inietterebbe” 73 miliardi di dollari nell’economia mondiale contro i 20 miliardi dell’illegale

Pubblicato il 21 Mag 2013

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Il software legale offre un vantaggio economico di quattro volte superiore all’utilizzo del software pirata. Lo sostiene un nuovo studio condotto da Bsa The Software Alliance e Insead, business school, su dati provenienti da 95 paesi, che rileva come l’incremento dell’utilizzo del software con regolare licenza abbia un maggiore impatto sullo sviluppo economico in Italia rispetto a un analogo utilizzo del software pirata.

Un aumento dell’1% nell’utilizzo del software legale genererebbe, infatti, circa 22 miliardi di euro di produzione nazionale rispetto ai 502 milioni di euro derivati dalla stessa percentuale di incremento del software pirata: ciò significa che il software legale potrebbe produrrebbe un valore economico di circa 17 miliardi di euro.

“Adottare software con regolare licenza riduce il rischio e crea efficienza operativa, due elementi che vanno a impattare direttamente sul business delle imprese” ha dichiarato Matteo Mille, Presidente di Bsa Italia. “Questo studio conferma che il software concesso in licenza non è solo un bene per le imprese ma è un importante motore di crescita economica nazionale. Il governo, le forze dell’ordine e il mondo dell’industria in Italia dovrebbero cogliere questa opportunità, riducendo la pirateria, promuovere l’uso di software con regolare licenza e quindi contribuendo a ottenere potenziali guadagni per l’economia nazionale”.

Lo studio rileva inoltre che ogni dollaro investito in ulteriore software con regolare licenza ha un rendimento stimato del capitale investito (Roi) di 103 euro; ciò a fronte di un ritorno di 26 euro derivante da ogni euro di valore aggiuntivo di software pirata messo in circolazione.

A livello globale aumentare dell’1% l’uso del software con licenza a livello globale significherebbe iniettare una cifra stimata di 73 miliardi dollari nell’economia mondiale rispetto ai 20 miliardi di dollari che genererebbe il software pirata: una differenza di 53 miliardi dollari.

Ogni paese tra quelli inclusi nell’indagine ha visto maggiori ritorni economici dall’utilizzo del software con regolare licenza rispetto al software pirata.

Inoltre su base dollaro-per-dollaro, il ritorno sugli investimenti legati all’utilizzo di software con regolare licenza è maggiore nei paesi in via di sviluppo: in media circa 437 dollari in più in termini di Pil (Prodotto interno lordo). E ancora, i paesi con diversi livelli di reddito beneficiano di un Roi medio di 117 dollari per ogni dollaro investito in software legale, nei paesi ad alto reddito; un Roi di 140 dollari in paesi a medio reddito.

“Studi precedenti – ha dichiarato Eduardo Rodriguez-Montemayor, ricercatore senior presso l‘Insead dell’eLab – hanno dimostrato che il valore aggiunto dei servizi offerti sulla base di software legale aiutano le imprese a ridurre i costi e aumentare la loro produttività”.

I governi e le imprese che vogliono cogliere l’opportunità economica offerta dall’utilizzo del software con licenza dovrebbero, secondo gli studiosi, stabilire solide e moderne leggi sulla proprietà intellettuale che tutelino il software e gli altri materiali protetti da copyright su pc, dispositivi mobili, e nel cloud; rafforzare l’applicazione dei diritti di proprietà intellettuale con risorse dedicate; sensibilizzare il pubblico circa i rischi di pirateria del software; dare l’esempio utilizzando solo software con licenza e l’attuazione di programmi di gestione delle risorse software.

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