IL PIANO

Industria 4.0, così funzionano gli incentivi. Focus del Mise sui bonus

In partenza la campagna informativa del ministero: 1 milione di e-mail alle aziende per chiarire l’accesso al super e iper ammortamento. In via di realizzazione una guida per i commercailisti. In campo anche l’Agenzia delle Entrate: sconti condizionati sui software

Pubblicato il 02 Feb 2017

In arrivo le norme applicative su super ammortamento e iperammortamento previsti dal piano Industria 4.0. Ad annunciarle il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha dettagliato anche la campagna informativa del Mise. Il piano si articolerà in tre step. L’Agenzia delle Entrate fornirà una serie di istruzioni per l’uso mentre dalla prossima settimana il ministero invierà un milione di e-mail alle imprese, potenzialmente interessate, per chiarire come possono essere usati gli incentivi per Industria 4.0. Il terzo passaggio si concretizzerà tra qualche giorno con la realizzazione di un manuale d’uso destinato a commercialisti e periti.

In questo modo, ha precisato il ministro, “entro la metà di febbraio avremo dato alle imprese tutte le informazioni sufficienti”.

“Il progetto Industria 4.0 – ha ricordato Calenda – fa leva su incentivi fiscali molto semplici da utilizzare, su supporti finanziari per le imprese e su tre-quattro competence center invia di realizzazione in Italia. Questi tre assi sono finanziati e funzionanti, e non hanno bisogno di decreti applicativi”.

Entrando nel dettaglio delle istruzione fornite dall’Agenzia delle Entrate, una questione molto importante riguarda l’intreccio tra periodo in cui viene effettuato l’investimento e misura del beneficio, scrive Il Sole 24 Ore. Se un bene è stato consegnato nel 2016, sarà agevolato ma solo con le misure previste per quel periodo d’imposta: questo significa che, anche se si tratta di un bene industria 4.0, il beneficio spetterà nella misura del 40% anziché in quella maggiorata del 150%. Dal punto di vista formale questa conclusione è ineccepibile, dato che la norma sugli iper ammortamenti non può che entrare in vigore dal 1° gennaio 2017, data in cui produce effetti la legge di bilancio 2017. Ma dal punto di vista sostanziale si può verificare una situazione spiacevole: le imprese che si sono date da fare per riuscire a ottenere la consegna di alcuni impianti 4.0 nel dicembre dello scorso anno, per il timore di non potere fruire del bonus in caso di slittamento a gennaio, si trovano ora paradossalmente penalizzate perché non possono beneficiare della norma di maggiore agevolazione. Le Entrate confermano che se è un bene è stato consegnato nel 2016, anche se entra in funzione e viene interconnesso al sistema aziendale nel 2017, la misura del beneficio rimane ancora quella che vigeva lo scorso anno, e quindi il costo può essere maggiorato solo del 40%.

La competenza dell’investimento in beni materiali condiziona anche il bonus sul software, precisa Il Sole: se l’acquisto del bene immateriale industria 4.0 avviene nel 2017 ma il software viene utilizzato per impianti acquistati in precedenza, il bonus non spetta. In altri termini, per beneficiare dell’agevolazione sui beni immateriali è necessario che esista almeno un bene materiale che fruisce della maggiorazione del 150%. Per converso, non è necessario che il bene immateriale sia specificamente riferito al bene materiale che fruisce dell’iperammortamento: si può trattare, quindi, anche di un software non riferibile allo specifico bene materiale agevolato.

Se l’investimento riguarda un bene materiale che già comprende un software necessario per il suo funzionamento (software embedded), l’intero corrispettivo di acquisto fruisce della maggiorazione del 150%, senza bisogno di distinguere la componente materiale da quella immateriale. Nelle risposte viene specificato che questa interpretazione deriva dal fatto che i beni indicati nell’allegato B sono software stand alone, e quindi non necessari al funzionamento specifico del bene.

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