IL PIANO

Industria 4.0, ecco chi siede in regia

Presidenza del Consiglio, sei ministeri, atenei, Confindustria e sindacati coordineranno l’attuazione del piano. Calenda: “La verifica sarà spietata”

Pubblicato il 21 Set 2016

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Governo, parti sociali e università a guidare l’attuazione del piano nazionale Industria 4.0, presentato oggi a Milano dal premier Matteo Renzi e dal ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda. La cabina di regia sarà così composta: Presidenza del Consiglio, ministeri dell’Economia, dello Sviluppo economico, dell’Istruzione, del Lavoro, delle Politiche agricole, dell’Ambiente, i Politecnici di Bari, Milano e Torino oltre alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, i Centri di ricerca, la Cassa Depositi e Prestiti, Confindustria e, più in generale, mondo economico e imprenditoriale, organizzazioni sindacali.

Il piano industria 4.0 per rilanciare gli investimenti e le imprese italiane entrerà nella prossima legge di bilancio che avrà un orizzonte di medio e lungo termine: “Siamo di fronte ad un grande salto tecnico e culturale che rischia di spiazzarci e non solo sotto il profilo della competitività” dice il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda spiegando che il piano sarà coordinato da “una cabina di regia. E la verifica sarà spietata”. La regia sarà gestita in un primo momento da governo e imprese, poi successivamente entreranno anche le Regioni.

Il piano è stato presentato in mattinata al Mise alla presenza del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, di quello del Lavoro Giuliano Poletti, dell’Istruzione Stefania Giannini, dell’Ambiente Gianluca Galletti, dell’Agricoltura Maurizio Martina, del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e dell’amministrazione delegato di Cdp Fabio Gallia. Nel pomeriggio è intervenuto anche il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi: “Noi pensiamo che l’Italia debba essere patria delle possibilità”, dobbiamo “cambiare la mentalità e dire che l’Italia è la patria delle possibilità e delle opportunità”.

“Nel 2017, non dal 2017 al 2020, cioè il prossimo anno – ha chiarito Calenda -, vogliamo mobilitare investimenti privati per 10 miliardi in più” e prevediamo nell’arco di piano un “delta di 11,3 miliardi per ricerca e innovazione”. Il ministro ha poi spiegato che il piano nazionale Industria 4.0 è “costruito su incentivi fiscali orizzontali”. Verranno a meno, invece, gli incentivi a bando perché abbiamo “imparato che è il modo di non spendere”. Tra le misure prevista arrivano anche tempi più lunghi per il superammortamento e una diversa modulazione del credito di imposta per ricerca e innovazione che sarà incrementale, portando l’aliquota della spesa interna fino al 50%, con un credito massimo da 5 fino a 20 milioni di euro.

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