IL PIANO

Industria 4.0, il Veneto pronto alla sfida: in campo i 4 atenei

Pronto l’accordo tra Ca’ Foscari, Iuav, università di Padova e di Verona per la costituzione di un competence center che sarà incluso nel piano del governo. Venerdì la firma

Pubblicato il 28 Set 2016

F.Me

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Il Veneto si prepara alla sfida di Industria 4.0. Pronto l’accordo fra gli atenei veneti per la costituzione di un Competence Center, con capofila l’Università di Padova, partendo dal progetto di visione Venice Innovation Hub for Re-startup Manufacturing che individua il Parco Scientifico Tecnologico di Venezia come primo centro d’insediamento delle attività per estendersi in fase successive ad altri poli infrastrutturali a Padova e Verona.

La firma del Memorandum d’intesa fra i rettori dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dell’Università degli Studi di Padova, dell’Università di Verona e dell’Università Iuav di Venezia, verrà sottoscritta venerdì 30 settembre a Padova nel corso degli Open Innovation Days.

Il progetto delle Università del Veneto è stato incluso dal Governo tra i Competence Center del Piano Industria 4.0 illustrato oggi, martedì 27 settembre, a Verona dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda alla presenza dei quattro rettori veneti, delle istituzioni locali e regionali e delle associazioni di categoria.

Le direttrici strategiche di intervento del Piano Nazionale Industria 4.0 sono: Investimenti innovativi e Competenze, Infrastrutture abilitanti e Strumenti pubblici di supporto, Governance e awareness.

Il Competence Center costituito dagli atenei veneti si propone come centro di eccellenza, di assoluto valore internazionale, per promuovere i processi di ricerca e innovazione di una delle aree industriali più vitali del paese, favorirne la trasformazione e sostenerne la crescita e la competitività.

“Ca’ Foscari ha creduto fortemente a questo progetto e contribuito a gettarne le basi grazie al lavoro congiunto fra le università, per favorire il più stretto coinvolgimento delle imprese, delle associazioni di categoria e delle istituzioni – dice Michele Bugliesi, Rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia – Poter contare su un centro di insediamento, il Parco Scientifico e Tecnologico Vega a Porto Marghera, consente di metterci subito al lavoro per declinare operativamente obiettivi e strategie. La collaborazione tra Atenei e imprese per l’accelerazione di processi di innovazione nei settori tecnologici è un passo importante e concreto per il rilancio del sistema imprenditoriale del Veneto e del Paese e in questo processo strategico e cruciale è il dialogo con il mondo della ricerca e delle università”.

“Iuav ha partecipato con convinzione al progetto di Consorzio tra le Università venete all’interno del piano Industria 4.0 – ricorda Alberto Ferlenga, Rettore dell’Università Iuav di Venezia – L’iniziativa si colloca dentro ad un processo, già in atto da tempo, di consolidamento dei rapporti con industria e Istituzioni che vede la nostra Università impegnata a partire dalle sue specificità come Design e Moda, e nel Vega e nella trasformazione futura di Porto Marghera, uno dei luoghi in cui prevedere le attività di promozione dei trasferimenti di conoscenza e tecnologia e di accelerazione d’impresa previsti nel piano. Si tratta ora di partire con il piede giusto, mettendo a frutto il lavoro e le relazioni costruite in questi anni per contribuire nel migliore dei modi a far sì che il rafforzamento del rapporto tra il sistema produttivo regionale, Istituzioni Università diventi un immediato volano di sviluppo e di innovazione”.

Nicola Sartor, rettore dell’Università di Verona si dice molto soddisfatto del fatto gli atenei veneti siano stati giustamente inseriti in un programma nazionale che ci vedeva inizialmente esclusi. “Sappiamo come la rete degli atenei veneti sia eccellente sul fronte della ricerca, come dimostrato da vari indicatori, e quanto il tessuto industriale veneto sia forte. Allo stesso tempo la presenza diffusa di piccole e medie imprese è un terreno particolarmente fertile per l’innovazione e la ricerca. Anche Verona ha delle eccellenti competenze in vari ambiti quali l’informatica, le biotecnologie agroalimentari oltre che l’organizzazione e la finanza”.

Per Rosario Rizzuto, rettore dell’Università di Padova si tratta di un successo del sistema Veneto. “Essere inseriti nei competence center è una sfida che il nostro territorio ha saputo vincere Ribadisco la mia soddisfazione per aver visto accettato il progetto che vede unite le Università del territorio, con l’Ateneo di Padova come capofila. In questo modo viene riconosciuto il valore della ricerca di base, del polo di ingegneria e in generale di tutti gli ambiti del nostro Ateneo. Ed è anche un grande esempio per il Veneto: muoversi in maniera unitaria, mettere insieme forze e competenze, porta ad ottenere i risultati prefissati .L’Ateneo di Padova ha contribuito in maniera operativa fin dall’inizio nella stesura di questo primo progetto che potrà poi essere allargato a tutte le Università del Nordest”.

All’indomani delle presentazione del piano Industria 4.0 il governatore del Veneto, Luca Zaia, aveva inviato una lettera a Calenda per criticare l’estromissione degli atenei locali dal programma e caldeggiarne il coinvolgimento del Veneto nel Piano Italia 4.0. “Assicuro sin d’ora la massima collaborazione in ogni passaggio, perché crediamo nell’innovazione e ricerca come elemento fondante del nostro sistema produttivo e universitario – scriveva – ”Già oggi l’eccellenza delle nostre imprese e dei nostri ricercatori è universalmente riconosciuta ed è garanzia che qui le cose verranno fatte per bene”.

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