BUSINESS MODEL

Infrastrutture IT as a service: “modello” per il 65% dei tech buyer

Secondo Idc sarà la priorità entro il 2026 per fare fronte alla necessità di contenere la crescita della spesa IT e di colmare la mancanza di competenze nell’area ITOps. Grazie all’uso di processi automatizzati si ridurrà del 70% il bisogno di interventi umani

Pubblicato il 03 Apr 2023

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L’infrastruttura digitale è “essenziale” o “mission critical” per il raggiugimento degli obiettivi aziendali. A sostenerlo è l’80% del campione di una recente indagine realizzata da Idc su scala globale: “Del resto – spiega Idc – un’ampia percentuale dei ricavi di un’impresa dipende oggi proprio dalla reattività, scalabilità e resilienza dell’infrastruttura IT distribuita all’interno delle proprie strutture, nonché dalla capacità di sfruttare risorse IT fornite come servizio”.

Non solo data center e cloud

Quando si parla di infrastruttura digitale è fondamentale, secondo i risultati della ricerca, non riferirsi soltanto ai data center on-premises dell’azienda, alle reti, all’edge e al cloud, ma anche a tutti gli strumenti tecnologici che consentono, ad esempio, di spostare e governare le applicazioni, di incorporare l’intelligenza artificiale e l’automazione, e di supportare l’innovazione continua.

L’ubiquità del servizio

Secondo le priorità evidenziate da chief information officer, lo sviluppo più importante che si realizzerà nei prossimi anni è “il riconoscimento che il futuro dell’infrastruttura – spiega Idc – è l’ubiquità del servizio”. A dimostrarlo ci sono anche le previsioni della società di ricerche, secondo cui entro il 2026, il 65% dei buyer tecnologici aziendali darà priorità ai modelli di consumo as-a-service per l’acquisto e l’utilizzo di infrastrutture, per contribuire a contenere la crescita della spesa IT e colmare la mancanza di talenti nell’area ITOps.

I vantaggi dell’as-a-service

Stando alle prospettive dell’erogazione as-a-service, tra le principali c’è, secondo la ricerca,  quella di ridurre al minimo le interruzioni dell’adozione, dell’aggiornamento e dell’operatività della tecnologia, consentendo alle aziende di produrre i risultati desiderati.

“L’attenzione a garantire l’agilità e la scalabilità del business – spiega Idc – sta incrementando la domanda di modelli basati sul consumo nel cloud pubblico, l’on-premise e l’edge. I leader IT aziendali si aspettano sempre più che i fornitori e i partner IT non si limitino più a offrire piattaforme e servizi infrastrutturali, ma che affianchino le imprese nell’affrontare i problemi operativi, come la sostenibilità della spesa tecnologica e la carenza di competenze IT”.

L’accelerazione sull’Intelligenza artificiale

Tra le motivazioni che porteranno a un uso sempre maggiore dell’intelligenza artificiale c’è proprio lo skill gap: entro il 2027 – prevede Idc – processi automatizzati a diverso livello si occuperanno della configurazione, delle prestazioni, dei costi e della sicurezza delle infrastrutture digitali, riducendo del 70% la necessità di interventi umani. In altre parole, man mano che le imprese passeranno dall’implementazione di progetti di trasformazione digitale all’essere completamente digitalizzate, dovranno fare fronte a un aumento della complessità che rischia di frenare i progressi: “L’automazione con intelligenza artificiale incorporata può contribuire a ridurre i tempi di identificazione, risoluzione e prevenzione dei problemi di servizio – sottolinea Idc – affrontando al contempo i costi, i livelli crescenti di complessità e le sfide in termini di competenze della forza lavoro”. Allo stesso modo, l’automazione e l’analisi proattiva guidata dalle policy possono identificare e correggere i rischi di configurazione e sicurezza e mantenere l’infrastruttura conforme ai requisiti di aziendali. Per questo, secondo le previsioni dello studio, entro quattro anni la maggior parte delle organizzazioni IT abiliterà operazioni infrastrutturali autonome per necessità e per rimanere competitive.

L’Idc Future of Digital Infrastructure Forum 2023

Sul tema “L’infrastruttura digitale che guida gli obiettivi di business” sarà incentrata la quarta edizione dell’evento “Idc Future of Digital Infrastructure Forum 2023”, in programma il 4 maggio all’hotel NH Collection City Life di Milano, dedicato al futuro delle infrastrutture IT. A condurre i lavori saranno Fabio Rizzotto, VP, Europe South Lead, Consulting and Custom Solutions, IDC, e Sergio Patano, Associate Director, Consulting and Custom Solutions, IDC Italia. Honorary guest speaker di questa edizione dell’evento l’astronauta e astrofisico Umberto Guidoni.

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